Piorrea: che cos’è e perché il nome spaventa

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Piorrea: che cos’è e perché il nome spaventa

«Piorrea» è il nome con cui, nel linguaggio comune, si indica la parodontite, chiamata anche malattia parodontale.1 2 È un’infiammazione cronica causata dai batteri della placca e del tartaro, che colpisce i tessuti di sostegno del dente: gengiva, osso e legamento parodontale.1 Molte persone temono che sia una malattia senza speranza, destinata a far perdere i denti; secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) non è così:1 la distruzione dei tessuti che provoca è irreversibile, ma può essere bloccata.2 Qui vediamo che cosa indica la parola, se è contagiosa e come si riconosce, con i rimandi agli approfondimenti.

Piorrea e parodontite sono la stessa cosa?

Sì: sono due nomi della stessa malattia.2 3 La SIdP presenta la parodontite come «conosciuta anche come malattia parodontale o piorrea»2 e, in un’altra pagina, scrive «la parodontite, o piorrea».3 Cambia il registro, non il significato: «piorrea» è un termine molto usato nel linguaggio comune.1

La definizione clinica è quella della parodontite. Si tratta di una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti parodontali, come gengiva, osso e legamento parodontale, causandone una perdita progressiva.2 Può progredire più o meno rapidamente e, a seconda di quanto tessuto è stato distrutto, avere una gravità che va da lieve a grave.2

Va distinta dalla gengivite, che la precede: la gengivite non comporta perdita di tessuto e, se trattata in modo adeguato, è reversibile.2 Ne parlo nella guida dedicata alla gengivite.

Questo articolo resta sul significato della parola e sui dubbi che suscita: alla cura è dedicato solo un breve cenno finale, con il rimando alla guida specifica.

Perché la parola «piorrea» fa così paura?

Perché in molti la associano a una perdita dei denti inevitabile.1 La SIdP descrive proprio questo timore: molte persone sono angosciate all’idea di avere la piorrea e la immaginano come una malattia senza speranza, che porta per forza a perdere i denti.1 È un’idea che la stessa SIdP smentisce: «Per fortuna non è così».1

Il timore non nasce dal nulla. Se non viene diagnosticata e trattata nelle fasi iniziali, la parodontite può estendersi in profondità lungo le radici, distruggere progressivamente legamento e osso alveolare e, nei casi più gravi, portare alla caduta dei denti.2 Il punto rassicurante resta quello già detto: per la SIdP questa distruzione, che non torna indietro, può essere bloccata.2

In altre parole, il nome indica una malattia da prendere sul serio, non un esito già scritto. Per questo, davanti a segni come sanguinamento, gonfiore delle gengive o alito cattivo, la SIdP raccomanda una diagnosi il più possibile precoce.1

Che cosa causa la piorrea?

La causa principale sono i batteri.2 La SIdP la descrive come una malattia infiammatoria cronica causata dai batteri contenuti nella placca e nel tartaro che si depositano sui denti.1 Secondo la stessa pagina, placca e tartaro infiammano la gengiva e portano alla distruzione dei tessuti che circondano e sostengono il dente.1 Gli accumuli di placca lungo il margine gengivale, dove dente e gengiva si incontrano, possono causare infiammazioni che, se non trattate per tempo, possono portare allo sviluppo della malattia.2

I batteri però non spiegano tutto. La SIdP definisce la parodontite una malattia «complessa», perché nasce dall’interazione di più fattori.3 Possono influire anche la suscettibilità della persona, gli stili di vita come il fumo e lo stress, e alcune condizioni di salute generale come il diabete.3 Il rapporto con il diabete è trattato nell’articolo su parodontite e diabete, quello con la familiarità nell’approfondimento sulla parodontite ereditaria.

La piorrea è contagiosa?

No, non nel senso in cui lo sono altre malattie batteriche.2 La SIdP spiega che, sebbene la causa siano i batteri, la parodontite non può essere considerata contagiosa come, per esempio, le infezioni da pneumococchi.2

Il motivo è che non esistono batteri specifici che causino direttamente la malattia parodontale.2 A determinarne l’insorgenza è l’accumulo dei batteri nelle persone particolarmente suscettibili.2

Quali segnali devono far pensare alla piorrea?

Spesso, all’inizio, nessun segnale evidente.2 3 La SIdP spiega che generalmente la piorrea non ha sintomi evidenti e può insorgere e progredire in modo silenzioso.1 Nelle fasi iniziali non dà dolore.1

Il sintomo più comune è il sanguinamento delle gengive, dopo lo spazzolino o anche spontaneamente, e secondo la SIdP deve suggerire una visita odontoiatrica.1 Il significato di questo segnale è approfondito nell’articolo sulle gengive che sanguinano.

La SIdP distingue i segni delle fasi iniziali, come gengive arrossate e gonfie, sanguinamento e alito cattivo, da quelli che si aggiungono con l’aggravarsi della malattia, tra cui retrazione gengivale, spostamento e mobilità dei denti e ascessi gengivali.1 La mobilità è approfondita nell’articolo sui denti che si muovono.

Nei fumatori i segnali possono essere meno visibili.2 3 La SIdP indica il fumo come uno dei più importanti fattori di rischio per la parodontite, con un «effetto maschera» che può ridurre il sanguinamento e rendere più subdola la progressione della malattia.2 In un’altra pagina scrive che il fumo maschera i sintomi della piorrea.3 Il tema è sviluppato nell’articolo su fumo e gengive.

Come si fa la diagnosi di piorrea?

Con una visita dal dentista, che può diagnosticare e curare la malattia.1 La SIdP definisce la diagnosi semplice e non invasiva: si fa scorrere una piccola sonda lungo la superficie dei denti, tra dente e gengiva, per rilevare l’infiammazione e l’eventuale distruzione dei tessuti, cioè le tasche parodontali.1 Come si esegue e che cosa misura il sondaggio è spiegato nell’articolo sulle tasche parodontali.

Proprio perché all’inizio non dà dolore, la SIdP ritiene importante andare dal dentista regolarmente per le visite di controllo, oppure appena si nota anche uno solo dei segni descritti.1

Che cosa succede dopo la diagnosi?

Secondo la SIdP la cura si articola in due fasi: una terapia attiva, che consiste soprattutto nella rimozione professionale dei batteri di placca e tartaro e ha l’obiettivo di arrestare la malattia, e una terapia di supporto, che mira a mantenere nel tempo la salute delle gengive ristabilita.1 Anche il paziente ha un ruolo, accanto alla terapia di supporto: la SIdP scrive che, generalmente, mantenendo la bocca pulita e limitando il fumo si evita che la malattia si ripresenti.1 Le terapie sono descritte nella guida su come si cura la parodontite, la fase successiva in quella sul mantenimento parodontale.

Domande frequenti sulla piorrea

Con la piorrea si perdono per forza i denti?

No. Secondo la SIdP, l’idea che la piorrea sia una malattia senza speranza, destinata a far perdere i denti, non corrisponde al vero.1 La distruzione dei tessuti parodontali è irreversibile ma può essere bloccata; se però la malattia non viene diagnosticata e trattata, nei casi più gravi i denti possono cadere.2

La piorrea può esserci anche senza dolore?

Sì. Nelle fasi iniziali la piorrea non dà dolore e generalmente non ha sintomi evidenti.1 Il segnale più comune è il sanguinamento delle gengive, che secondo la SIdP deve suggerire una visita.1

La piorrea riguarda solo le gengive?

No. Oltre alla gengiva, coinvolge gli altri tessuti che circondano e sostengono il dente, tra cui l’osso e il legamento parodontale.1 2

Conclusione: un nome che fa paura, una malattia da riconoscere presto

«Piorrea» e parodontite sono la stessa malattia: un’infiammazione cronica causata dai batteri di placca e tartaro, che colpisce i tessuti di sostegno del dente.1 2 Non è contagiosa come altre malattie batteriche2 e, secondo la SIdP, non è una condanna alla perdita dei denti.1 È però spesso silenziosa: il sanguinamento delle gengive è il segnale più comune e la diagnosi passa da un esame semplice e non invasivo con la sonda.1 Se il nome ti ha preoccupato o hai notato uno di questi segni, nella pagina sulla parodontologia a Roma Prati trovi che la visita parodontale dello Studio comprende il sondaggio.

Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.

Fonti a supporto

  1. SIdP, Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (gengive.org), «Piorrea: cos’è, cause, sintomi e cura», aggiornato 17/06/2026: introduzione, «Cause della piorrea», «Sintomi della piorrea», «Diagnosi», «Come curare la piorrea?», «Consigli pratici». Consultato 12/10/2026. apri la fonte
  2. SIdP, Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (gengive.org), «Parodontite: guida completa su cause, sintomi e cura», aggiornato 10/07/2026: «Cos’è la parodontite?», «Cause e sintomi della parodontite», «La parodontite è contagiosa?», «Fattori di rischio della parodontite». Consultato 12/10/2026. apri la fonte
  3. SIdP, Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (gengive.org), «Parodontite: sintomi, segni e cause», aggiornato 04/11/2024: introduzione, «Parodontite: sintomi iniziali e tardivi», «Quali sono le cause che portano allo sviluppo della parodontite?», «Correlazione tra fumo e parodontite». Consultato 12/10/2026. apri la fonte