Accorgersi che un dente si muove è una delle esperienze che più preoccupano un adulto, e la domanda arriva sempre nella stessa forma: è normale? La risposta ha due parti. I denti, fisiologicamente, hanno la possibilità di muoversi all’interno dell’osso in cui sono alloggiati, ma soltanto di pochi decimi di millimetro, un grado di mobilità normalmente quasi impercettibile; nei denti che si muovono in maniera più evidente, invece, è probabile che la mobilità sia dovuta a una patologia.1 In questo articolo vediamo quando la mobilità è fisiologica e quando no, quali sono le due cause principali, che ruolo hanno i contatti anomali tra i denti, come nel bruxismo, perché i denti possono anche spostarsi e aprirsi, che cosa fare e che ruolo può avere l’ortodonzia.
È normale che i denti si muovano un po’?
Sì, entro un limite preciso: il dente non è saldato all’osso, e un movimento di pochi decimi di millimetro fa parte del suo funzionamento normale, tanto da risultare quasi impercettibile.1 Il punto fermo, sul resto, è altrettanto netto: non è normale che i denti si muovano in maniera percepibile, e la sensazione di mobilità è spesso un segno di malattia, e può rappresentare il motivo per cui la parodontite porta alla perdita degli elementi dentari.2
Il confine pratico, quindi, è la percezione: se la mobilità si sente, con la lingua, masticando o toccando il dente, merita una valutazione.
Perché i denti si muovono? Le cause
I fattori che possono dare luogo a un aumento della mobilità dei denti si raggruppano in due grandi famiglie: la parodontite e la malposizione dentaria.3 La prima è anche molto diffusa: la parodontite colpisce circa 20 milioni di italiani, uno su tre, e in forme estese 8 milioni.4
C’è anche un’avvertenza sulla familiarità: la parodontite può avere una componente ereditaria, e chi ha un familiare che ne soffre potrebbe essere più suscettibile alla malattia; in questi casi è opportuno sottoporsi a controlli regolari, per intercettarla negli stadi iniziali, più semplici da trattare.5
Un capitolo a parte, che vediamo più avanti, riguarda i contatti anomali tra i denti, bruxismo compreso.
Come la parodontite rende mobili i denti?
Il meccanismo è anatomico. Le principali cause di mobilità di origine parodontale sono dovute alla perdita dei tessuti di supporto: la malattia parodontale determina la perdita dei tessuti che concorrono all’ancoraggio del dente, ovvero l’osso e il legamento parodontale, e il dente, meno ancorato, diventa più mobile.6 Tra i sintomi della parodontite la mobilità dentaria compare infatti accanto al sanguinamento delle gengive, all’alitosi, agli ascessi e alla recessione gengivale.7
Il problema è che tutto questo accade spesso in silenzio: molto spesso la parodontite non ha sintomi evidenti e può insorgere e progredire in maniera silente.8 Quando la mobilità diventa percepibile, la perdita di supporto può essere già rilevante: il suo aumento accompagna infatti la progressione della malattia.9 Per questo i segnali precoci contano più della mobilità, che è un segnale tardivo: al sanguinamento ho dedicato un approfondimento sulle gengive che sanguinano, e alla misura che rivela la malattia prima dei sintomi un articolo sulle tasche parodontali.
Perché i denti si spostano e “si aprono”?
La mobilità non è l’unico fenomeno: i denti possono anche migrare. La progressione della malattia porta a un aumento della mobilità dentale e alla migrazione o spostamento dei denti, causato dalle forze occlusali e di masticazione divenute eccessive a causa della perdita di supporto parodontale: questo processo si chiama trauma occlusale secondario ed è corresponsabile delle complicanze della malattia nei suoi stadi più avanzati.9 Gli effetti sulle migrazioni dentali si manifestano maggiormente nei casi di parodontite severa, oggi classificata come stadio III o IV.10
Il quadro che ne deriva è riconoscibile: con l’aggravarsi della malattia i denti diventano “più lunghi” per effetto della recessione delle gengive e si spostano, con apertura di spazi interdentali e maggiore accumulo di residui alimentari.11 Nei casi più marcati compare lo sventagliamento degli incisivi superiori, che porta a difficoltà nel pronunciare alcune lettere, a problemi estetici e a spazi irregolari con denti visibilmente più lunghi.12 Se hai notato che le gengive si sono retratte e i denti sembrano allungati, ho dedicato un approfondimento alla recessione gengivale.
La malposizione dentaria: quando è la posizione a creare il problema
La seconda causa di mobilità riguarda i denti mal posizionati. Diastemi, affollamento dentale e denti ruotati rendono poco efficaci le pratiche di igiene orale domiciliare, favorendo l’accumulo della placca negli spazi interprossimali, tra un dente e l’altro.13 A questo si può aggiungere un danno da spazzolamento: uno spazzolamento frenetico e traumatico può provocare recessione gengivale, con esposizione delle radici. In entrambe le vie, placca e trauma da spazzolamento, a soffrire sono i tessuti di sostegno del dente: è per questo, non per la posizione in sé, che i denti mal posizionati possono arrivare a muoversi.14
E il bruxismo? Quando sono i contatti tra i denti a fare il danno
C’è poi il capitolo dei contatti anomali: contatti occlusali scorretti, per esempio dovuti al bruxismo, possono traumatizzare il parodonto attorno al dente e determinare un aumento della mobilità, un’alterazione che si verifica in modo più severo quando il dente è già affetto da parodontite.15
Cosa fare se un dente si muove?
La regola è una sola: il trattamento dei denti con mobilità di grado elevato è spesso difficoltoso, ed è fondamentale, in caso di aumento della mobilità di uno o più denti, rivolgersi subito al proprio dentista, affinché possa attuare la soluzione più appropriata alla singola circostanza.16 Aspettare gioca contro: la mobilità percepibile arriva spesso a malattia già progredita, dopo un lavorio silenzioso,8 9 e prima si inquadra la causa, più opzioni restano aperte.
Va detto che la mobilità in sé non impedisce di curare la malattia: non è una limitazione al trattamento parodontale, anche se una mobilità eccessiva complica le difficoltà cliniche e richiede particolari capacità operative, con un controllo del trauma occlusale secondario che diventa cruciale per la buona riuscita della terapia.17 Esistono anche strumenti per ridurre il carico su un dente, come lo splintaggio o il molaggio selettivo, non sempre clinicamente praticabili.18 Su come si sviluppa il percorso di cura ho scritto una guida dedicata a come si cura la parodontite.
Un’ultima precisazione sul perimetro: qui parliamo di denti che si muovono senza un trauma particolare.19 Se la mobilità compare dopo un colpo o un incidente, la valutazione dal dentista serve comunque, e in tempi rapidi.
L’ortodonzia può aiutare chi ha la parodontite?
Sì, ed è la parte meno conosciuta del tema: i denti migrati per motivi parodontali possono, in condizioni controllate, essere riallineati. Il primo beneficio del trattamento ortodontico nel paziente con parodontite è la risoluzione dell’affollamento eventualmente presente, che può aver contribuito all’accumulo o alla difficile rimozione della placca.20 Il riallineamento agisce poi sull’allineamento dei margini gengivali e dei bordi incisali dei denti, ristabilendo una corretta linea del sorriso.21
Ultimo, ma non meno importante, il beneficio biologico, possibile solo alle condizioni precise che vediamo subito sotto: lo spostamento ortodontico dei denti permette di modificare la posizione dell’osso attorno ai denti affetti da parodontite sotto controllo, determinando un aumento del tessuto parodontale di sostegno che migliora di gran lunga la prognosi a lungo termine di denti altrimenti destinati all’estrazione.22
Quali sono queste condizioni? Le controindicazioni assolute al trattamento ortodontico nei soggetti con parodontite sono la presenza di infiammazione parodontale identificata con il sanguinamento al sondaggio, la presenza di tasche parodontali residue dopo il trattamento e la presenza di difetti ossei verticali:23 prima si controlla la malattia, poi si sposta il dente. E durante la terapia serve più igiene, non meno: un dispositivo ortodontico fisso aumenta la probabilità di accumulo di placca e riduce la capacità di controllo da parte del paziente, rendendo necessario un aumento del numero di sedute di igiene professionale.24
Domande frequenti sui denti che si muovono
È normale che i denti si muovano leggermente?
Sì: i denti hanno fisiologicamente la possibilità di muoversi di pochi decimi di millimetro, un grado di mobilità quasi impercettibile.1 Non è invece normale che si muovano in maniera percepibile: in quel caso la mobilità è spesso un segno di malattia.2
Un dente che si muove può tornare stabile?
Dipende dalla causa e dallo stadio, e la valutazione è clinica. Il trattamento dei denti con mobilità elevata è spesso difficoltoso,16 ma la mobilità in sé non impedisce la terapia parodontale17 e, nei casi indicati, il trattamento ortodontico può aumentare il tessuto di sostegno e migliorare la prognosi a lungo termine.22 Per questo conta rivolgersi subito al dentista.16
Perché i denti degli adulti si spostano?
Quando c’è una parodontite, perché la perdita di supporto rende eccessive le normali forze della masticazione, che spingono i denti a migrare: è il trauma occlusale secondario.9 Il fenomeno è più marcato nella parodontite severa10 e può arrivare allo sventagliamento degli incisivi superiori.12
Si può mettere l’apparecchio se si ha la parodontite?
Sì, ma solo a malattia controllata: le controindicazioni assolute sono l’infiammazione attiva al sondaggio, le tasche residue dopo il trattamento e i difetti ossei verticali.23 A quelle condizioni l’ortodonzia porta benefici funzionali, estetici e biologici,20 21 22 con più sedute di igiene professionale durante la terapia.24
Conclusione: un segnale tardivo che chiede tempi rapidi
La mobilità percepibile di un dente non è mai un dettaglio: è spesso il segno di una perdita di supporto che è andata avanti in silenzio8 e che accompagna la progressione della malattia.9 Nella mia esperienza clinica, è il sintomo che più spesso porta in studio pazienti che non facevano un controllo parodontale da anni: e la differenza tra chi arriva al primo segnale e chi arriva dopo mesi si misura in opzioni terapeutiche disponibili. Il messaggio è semplice: un minimo movimento impercettibile è fisiologia,1 un dente che si sente muovere è un appuntamento da prendere subito.16
Presso il nostro Studio la parodontologia si occupa della diagnosi e del trattamento di queste condizioni, con un percorso definito sulla base della valutazione clinica personalizzata. Se hai notato un dente che si muove o denti che si stanno spostando, per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati.
Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).
Fonti a supporto
Tutte le affermazioni cliniche provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «I denti, fisiologicamente, hanno la possibilità di muoversi all’interno della porzione di osso in cui sono alloggiati, sebbene soltanto di pochi decimi di millimetro. Tale grado di mobilità risulta normalmente quasi impercettibile. Al contrario, nei denti che si muovono in maniera più evidente, è probabile che la mobilità degli elementi sia dovuta ad una patologia.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «Per concludere, non è normale che i denti si muovano in maniera percepibile. La sensazione di mobilità dei denti è quindi spesso un segno di malattia e può rappresentare il motivo per cui la parodontite provoca la perdita degli elementi dentari.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «I fattori che possono dar luogo ad un aumento della mobilità dei denti sono due: la parodontite e la malposizione dentaria.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Parodontite: sintomi, segni e cause»: «La piorrea colpisce circa 20 milioni di italiani (1 su 3) ed in forme estese 8 milioni.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Cos’è la parodontite?»: «la parodontite può avere una componente ereditaria, pertanto, se un membro della tua famiglia ne soffre, potresti essere più suscettibile alla malattia. In questi casi, è opportuno sottoporsi a controlli regolari, per intercettare la parodontite negli stadi iniziali, più semplici da trattare.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «Le principali cause di mobilità dentaria di origine parodontale sono dovute alla perdita dei tessuti di supporto. La malattia parodontale determina, infatti, la perdita dei tessuti che concorrono all’ancoraggio del dente, ovvero l’osso e il legamento parodontale. Ciò fa sì che il dente risulti meno ancorato all’osso e quindi la mobilità dentale risulterà aumentata.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Cos’è la parodontite?»: «Tra i sintomi della parodontite ci sono: sanguinamento delle gengive […] alitosi, mobilità dentaria, ascessi alle gengive con fuoriuscita di pus; recessione gengivale; dolore nella masticazione.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Parodontite: sintomi, segni e cause»: «Molto spesso la parodontite non ha sintomi evidenti e perciò può insorgere e progredire in maniera silente.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «La progressione della malattia porta a un aumento della mobilità dentale, migrazione o spostamento dei denti causato dalle forze occlusali e di masticazione divenute eccessive a causa della perdita di supporto parodontale. Questo processo viene denominato trauma occlusale secondario ed è co-responsabile dell’insorgenza delle complicanze della malattia nei suoi stadi più avanzati (IV STADIO).» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «Gli effetti della parodontite sulle migrazioni dentali sono ormai ben noti e sappiamo che si manifestano maggiormente nei casi di parodontite severa, oggi classificata come tipo III o tipo IV.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Parodontite: sintomi, segni e cause»: «denti che diventano “più lunghi” per effetto della recessione delle gengive; spostamento dei denti con apertura di spazi interdentali e maggiore accumulo di residui alimentari;» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «la disfunzione masticatoria data dalla malocclusione e dal trauma occlusale secondario e quella fonatoria (difficoltà nel pronunciare alcune lettere) data dallo sventagliamento degli incisivi superiori che ulteriormente porta allo sviluppo di gravi problemi estetici insieme alla presenza di spazi interdentali irregolari con denti visibilmente più lunghi.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «Questa è una dei principali fattori che determina l’accumulo della placca tra un dente e l’altro. Diastemi, affollamento dentale, i denti ruotati rendono poco efficaci le pratiche di igiene orale domiciliare.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «uno spazzolamento frenetico e traumatico può provocare recessione gengivale, e di conseguenza l’esposizione delle radici dentali. In questo modo i denti mal posizionati possono indurre mobilità dentale.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «Contatti occlusali anomali, ad esempio dovuti al bruxismo, possono traumatizzare il parodonto attorno al dente. Di conseguenza, determinano un aumento della mobilità. Tale alterazione si verifica in modo più severo nei casi in cui il dente sia già affetto da parodontite.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «Spesso il trattamento dei denti affetti da mobilità di grado elevato è difficoltoso. Per questo, è fondamentale che, nel caso di aumento della mobilità di uno o più denti, ci si rivolga subito al proprio dentista, in modo che possa attuare la soluzione più appropriata alla singola circostanza.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «La mobilità dei denti di per sé non è una limitazione al trattamento parodontale, anche se una mobilità eccessiva complica le difficoltà cliniche al trattamento e richiede particolari capacità operative. Il controllo del trauma occlusale secondario diventa cruciale per la buona riuscita della terapia.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «Non sempre è clinicamente possibile ridurre il carico funzionale di un determinato dente, tramite splintaggio o molaggio selettivo, soprattutto quando il paziente ha perso più di un elemento dentario» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Tasche parodontali: cosa sono, sintomi e cura»: «mobilità del dente in assenza di un trauma particolare; spostamento di un dente senza che vi sia stato un trauma o apparenti altri motivi;» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «Il primo beneficio del trattamento ortodontico nel paziente con la parodontite è la risoluzione dell’affollamento dentale eventualmente presente e che ha possibilmente contribuito, come fattore locale, all’accumulo o alla difficile rimozione della placca dentale.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «il corretto posizionamento e allineamento dei denti a seguito della migrazione occorsa per motivi parodontali agisce sia sull’allineamento dei margini gengivali che dei bordi incisali dei denti. Ristabilisce, infatti, una corretta linea del sorriso» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «Lo spostamento ortodontico dei denti, infatti, permette di modificare la posizione dell’osso attorno ai denti affetti da parodontite sotto controllo […] In questo modo, viene determinato un aumento del tessuto parodontale di sostegno che migliora di gran lunga la prognosi a lungo termine di quei denti altrimenti destinati all’estrazione.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «Le controindicazioni assolute al trattamento ortodontico in soggetti con parodontite sono: La presenza di infiammazione parodontale identificata con il sanguinamento al sondaggio; La presenza di tasche parodontali residue dopo trattamento parodontale non chirurgico/chirurgico; La presenza di difetti ossei verticali.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Mobilità dentale, spostamento dentale e parodontite»: «l’applicazione di un dispositivo ortodontico fisso aumenti la probabilità di accumulo di placca e riduca la capacità del suo controllo da parte del paziente. Risulta quindi necessario un aumento del numero di sedute di igiene professionale durante la terapia ortodontica.» apri la fonte

