L’intervallo fra una visita di controllo e l’altra non è uguale per tutti: alla fine di ogni controllo è il dentista a raccomandare la data del successivo.1 Chi ha un rischio maggiore di problemi ai denti può aver bisogno di controlli più frequenti.1 Per la persona con gengive sane, la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) consiglia ogni 6 mesi una seduta di igiene professionale e un controllo clinico.2 Se nel frattempo compare un segno di malattia delle gengive, come il sanguinamento, non si aspetta il controllo programmato: secondo la SIdP serve una visita.3 In questo articolo, dedicato agli adulti (i controlli di bambini e ragazzi richiedono un discorso a parte), vediamo perché i controlli servono anche senza sintomi, chi stabilisce l’intervallo, che cosa succede durante la visita e chi è l’igienista dentale.
Perché andare dal dentista anche senza sintomi?
Secondo la SIdP la prevenzione delle malattie dei denti e delle gengive è fondamentale: l’igiene orale quotidiana, insieme a visite periodiche dal dentista, permette di intercettare eventuali processi patologici o di prevenirli.4 La SIdP considera inoltre buona norma andare periodicamente dal dentista anche in assenza di sintomi.5
La piorrea, termine del linguaggio comune per la parodontite,6 secondo la SIdP nelle fasi iniziali non dà dolore: per questo ritiene importante fare visite di controllo regolari e rivolgersi al dentista appena si nota anche uno solo dei suoi sintomi.3 Quali siano questi segni l’ho descritto nella guida sulla piorrea.
Ogni quanto fare la visita di controllo?
A indicarlo è il dentista: alla fine di ogni visita raccomanda la data del controllo successivo, e l’intervallo non è uguale per tutti.1 Lo scrive il sommario divulgativo di una revisione Cochrane, cioè di una sintesi indipendente degli studi clinici disponibili su un quesito preciso. Tradizionalmente, vi si legge, i controlli si consigliano ogni sei mesi, ma chi ha un rischio maggiore di problemi ai denti può aver bisogno di controlli più frequenti, mentre ad altri, sempre a giudizio del dentista, possono non servire così spesso.1
La SIdP distingue tre livelli di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria.2
- Prevenzione primaria. Avviene in assenza di malattia ed è l’insieme delle misure per evitare che la malattia insorga.2 Nella persona in salute parodontale, cioè con gengive e tessuti di sostegno dei denti sani, la SIdP consiglia ogni 6 mesi una seduta di igiene professionale e un controllo clinico.2 Il controllo è sia visivo sia ispettivo e serve anche a informare la persona su eventuali fattori di rischio.2
- Prevenzione secondaria. Riguarda le prime fasi di una malattia e ha come obiettivo la diagnosi precoce, con controlli regolari in cui si eseguono periodicamente test di screening, come il PSR, o esami strumentali, come le radiografie.7
- Prevenzione terziaria. Riguarda chi è stato trattato con successo per una malattia ed è l’insieme delle procedure per impedire che si ripresenti.8
Per chi è stato curato per la parodontite, come si organizza questa fase e con quali intervalli l’ho spiegato nella guida sul mantenimento parodontale; per chi porta impianti, nella guida su quanto dura un impianto dentale. Ogni quanto fare la pulizia dei denti, cioè la seduta di igiene professionale, l’ho spiegato invece nella guida sul tartaro.
Che cosa dicono gli studi sull’intervallo fra un controllo e l’altro?
Fra i controlli ogni sei mesi e quelli fissati dal dentista in base al rischio, uno studio su adulti che già andavano regolarmente dal dentista ha trovato poca o nessuna differenza nelle superfici dei denti con carie, nel sanguinamento delle gengive e nella qualità di vita legata alla salute orale.9 10 Gli autori della revisione giudicano questa evidenza di certezza alta.10
Lo studio fa parte della revisione Cochrane, pubblicata nel 2020, che ha cercato gli studi randomizzati, cioè quelli in cui le persone vengono assegnate per sorteggio a intervalli diversi fra un controllo e l’altro, e ne ha trovati due.11 Quello sugli adulti si è svolto in 51 studi dentistici del Regno Unito e ha misurato i risultati dopo quattro anni.9 10 Per partecipare bisognava aver fatto almeno una visita dal dentista nei due anni precedenti: è il criterio con cui lo studio definisce chi frequenta il dentista con regolarità.12
Fra i confronti dello studio c’era quello fra i controlli ogni sei mesi e i controlli basati sul rischio, in cui l’intervallo veniva fissato dal dentista in base al rischio di malattie dei denti della singola persona.13 Oltre ai tre esiti già citati, gli autori concludono con certezza moderata che probabilmente c’è poca o nessuna differenza anche nella frequenza delle carie moderate o estese.10 Nessuno studio ha misurato altri possibili effetti indesiderati.14
Il risultato riguarda adulti che già si controllavano con regolarità e un intervallo stabilito dal dentista in base al rischio, non un intervallo scelto dalla persona.
Che cosa succede durante la visita di controllo?
Secondo il sommario Cochrane, a ogni controllo il dentista di solito:15
- esamina denti, gengive e bocca;
- chiede della salute generale e degli eventuali problemi a denti, bocca o gengive comparsi dall’ultimo controllo;
- dà consigli sulle abitudini di pulizia dei denti, sull’alimentazione, sul fumo e sul consumo di alcol;
- se serve, raccomanda il trattamento necessario per eventuali problemi dei denti.
Per la SIdP, un controllo dal dentista deve comprendere un esame visivo dei denti e dei tessuti molli di tutta la bocca: mucose delle guance, lingua, pavimento della bocca, gengive, palato duro e palato molle.16 La visita dovrebbe includere anche un esame ispettivo dei denti, che serve a verificare la presenza di trattamenti eseguiti in passato.17 Il dentista cerca eventuali segni di cavità, controlla il sigillo dei restauri presenti e verifica che non ci siano zone difficili da mantenere pulite con l’igiene domiciliare.17
Secondo la SIdP dovrebbe essere sempre eseguito anche un test di screening parodontale chiamato PSR, che in pochi minuti, con una sonda millimetrata, permette di inquadrare la persona dal punto di vista parodontale.18 Come funziona e che cosa misura l’ho spiegato nella guida sulle tasche parodontali. Il controllo, sempre secondo la SIdP, dovrebbe poi essere completato da un’analisi occlusale, cioè di come i denti chiudono tra loro, e da una valutazione gnatologica.19
Quali esami si possono fare durante i controlli?
Durante i controlli può presentarsi la necessità di eseguire dei test.20 Secondo la SIdP si tratta con molta probabilità di un test di screening come il PSR, oppure di esami più approfonditi: il sondaggio parodontale completo o lo status radiografico endorale completo, cioè una serie completa di radiografie endorali.20 Le radiografie sono spesso indispensabili per una diagnosi corretta e per questo vanno usate a supporto dell’esame visivo e ispettivo, con una tempistica stabilita dal professionista in base alla situazione clinica.20 Quali tipi di radiografia esistono e come si sceglie quella adatta l’ho spiegato nella guida sulle radiografie dentali.
Che cosa succede se si saltano i controlli?
Secondo la SIdP, non seguire con regolarità un programma di controlli può avere conseguenze sia per i denti sia per i tessuti parodontali.21 Sul piano dei denti, un eventuale problema, per esempio una carie, può essere diagnosticato in una fase più avanzata, e questo rende la cura più complessa e più invasiva.22 Sul piano parodontale, le conseguenze che la SIdP descrive riguardano chi segue una terapia di supporto dopo la cura della parodontite: se non la esegue con cadenza regolare, i principali parametri parodontali possono peggiorare.21
Chi è l’igienista dentale e che cosa fa?
Secondo il glossario della SIdP, l’igienista dentale è un professionista laureato e abilitato all’esecuzione dell’igiene orale professionale e alla terapia parodontale non chirurgica.23 Si occupa della prevenzione e della cura di alcune patologie odontoiatriche: in particolare, di mantenere la salute della bocca con interventi e consigli personalizzati, rivolti a pazienti di tutte le età.24
Fra le sue attività la SIdP elenca:25
- la rimozione di placca e tartaro dai denti sopra la gengiva, cioè l’igiene orale professionale;
- la sigillatura dei solchi dei denti e l’applicazione di fluoro per prevenire le carie;
- nei casi di parodontite, la terapia non chirurgica con strumenti che lavorano sotto la gengiva, descritta nella guida sulla levigatura radicolare;
- lo sbiancamento dentale, che rientra fra le sue competenze.
Per svolgere questa professione serve una laurea triennale in Igiene dentale, che prevede, oltre alle lezioni, un tirocinio fin dal primo anno.26 Fa parte del suo ruolo anche guidare il paziente nella pulizia quotidiana della bocca, con istruzioni personalizzate su quali strumenti scegliere, come spazzolino, filo interdentale e scovolini, e su come usarli, per ridurre il rischio di patologie della bocca.27 Come si usano filo e scovolino l’ho spiegato nella guida sul filo interdentale e lo scovolino.
Come lavorano insieme igienista e dentista?
L’igienista lavora di solito in uno studio o in un reparto di odontoiatria, in collaborazione con un dentista.28 Secondo la SIdP, l’igienista si occupa di tenere sotto controllo le malattie legate al biofilm batterico, cioè alla placca: gengivite, parodontite e carie.29
Secondo la SIdP, il parodontologo coordina l’attività dell’igienista nella fase di terapia eziologica, cioè la fase di cura rivolta alle cause della malattia, e indica, secondo il profilo di rischio del paziente, frequenza e protocollo della terapia di mantenimento in modo individuale.30 L’igienista, in questo ambito, è il principale responsabile dell’istruzione all’igiene orale, sia nella fase iniziale del trattamento sia in quella di mantenimento.31 È inoltre la figura clinica che vede più spesso i pazienti al termine del piano di cure.32 Per questo, secondo la SIdP, può agire anche sul controllo dei fattori di rischio legati allo stile di vita, fra i quali la dieta e il fumo di sigaretta.32
Domande frequenti sulla visita di controllo
Se le gengive sanguinano, aspetto il prossimo controllo?
No. Secondo la SIdP il sintomo più comune della piorrea è il sanguinamento delle gengive, che può comparire dopo l’uso dello spazzolino o anche spontaneamente, e la sua presenza deve suggerire la necessità di una visita odontoiatrica.3 Che cosa può significare l’ho spiegato nella guida sulle gengive che sanguinano.
Chi è stato curato per la parodontite segue gli stessi controlli?
Il percorso è diverso: per la SIdP, dopo una malattia trattata con successo si entra nella prevenzione terziaria, cioè nell’insieme delle procedure per impedire che la malattia si ripresenti.8 In questi percorsi, frequenza e protocollo della terapia di mantenimento li indica il parodontologo in base al profilo di rischio della persona.30
Le radiografie si fanno a ogni controllo?
Non necessariamente. Secondo la SIdP le radiografie sono spesso indispensabili per una diagnosi corretta, ma la tempistica con cui eseguirle la stabilisce il professionista in base alla situazione clinica della persona.20
Conclusione: controlli regolari e attenzione ai segnali
Per la SIdP andare dal dentista periodicamente è buona norma anche senza sintomi, e alla persona con gengive sane consiglia una seduta di igiene professionale e un controllo ogni 6 mesi. Alla fine di ogni visita è il dentista a raccomandare la data del controllo successivo, che non è uguale per tutti. Se nel frattempo compare un segno, come il sanguinamento delle gengive, non si aspetta il controllo programmato.
Se vuoi sapere quando fissare il tuo prossimo controllo, o hai notato un segno che ti preoccupa, prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati, dove lavora anche un igienista dentale. Le voci che compongono una seduta di igiene professionale sono elencate nella pagina sull’igiene dentale.
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
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- SIdP (gengive.org), «Ogni quanto andare dal dentista?», aggiornato 11/03/2024: sezione «Ogni quanto è giusto sottoporsi a un controllo dal dentista?», tre livelli di prevenzione e prevenzione primaria. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Piorrea: cos’è, cause, sintomi e cura», aggiornato 17/06/2026: sezione «Sintomi della piorrea», sanguinamento delle gengive, sintomi e visite di controllo. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Ogni quanto andare dal dentista?», aggiornato 11/03/2024: sezione «Ogni quanto è giusto sottoporsi a un controllo dal dentista?», prevenzione e visite periodiche. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Ogni quanto andare dal dentista?», aggiornato 11/03/2024: sezione «Segui i consigli del tuo dentista». Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Piorrea: cos’è, cause, sintomi e cura», aggiornato 17/06/2026: introduzione, il termine «piorrea». Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Ogni quanto andare dal dentista?», aggiornato 11/03/2024: sezione «Ogni quanto è giusto sottoporsi a un controllo dal dentista?», prevenzione secondaria. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Ogni quanto andare dal dentista?», aggiornato 11/03/2024: sezione «Ogni quanto è giusto sottoporsi a un controllo dal dentista?», prevenzione terziaria (definizione). Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- Cochrane, «How often should you see your dentist for a check-up?», sommario e abstract della revisione Fee et al., «Recall intervals for oral health in primary care patients» (CD004346, pubblicata il 14/10/2020): sommario, sezione «What we found», studio sugli adulti. Testo originale in inglese. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
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