Levigatura radicolare: che cosa comporta nella terapia della parodontite

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Levigatura radicolare: che cosa comporta nella terapia della parodontite

La query “levigatura radicolare” viene spesso associata a una pulizia più profonda. Le fonti SIdP consultate per questo articolo non usano però quel nome: descrivono la terapia non chirurgica della parodontite, la strumentazione sopra e sottogengivale e il trattamento delle tasche rilevate. Qui il termine della query serve quindi a orientarsi in quel perimetro documentato, senza presentarlo come una definizione attribuita alla SIdP. La terapia non chirurgica viene descritta come un trattamento della patologia che non richiede l’incisione dei tessuti gengivali.1

Qui vediamo perché questa fase può essere proposta, che cosa comprende, come viene preceduta dalla valutazione e quale ruolo ha la rivalutazione successiva. Per il quadro generale della malattia, ho dedicato un approfondimento alla cura della parodontite.

Che cos’è la levigatura radicolare nel percorso parodontale?

Nelle fonti SIdP qui usate, la terapia non chirurgica o causale è il nome del percorso per la parodontite.1 Il termine della query non aggiunge una diagnosi né consente di scegliere un trattamento in autonomia: per capire come viene usato in un caso concreto serve la valutazione parodontale.

La terapia non chirurgica è orientata alla rimozione della placca e del tartaro aderenti ai denti, sia nelle parti esposte sia nel solco gengivale e nelle tasche parodontali.2 La fonte include nello stesso percorso la riduzione dell’infiammazione gengivale, il controllo delle aree più soggette a ricolonizzazione batterica e l’attenzione ai fattori di rischio, come fumo e diabete.3 Non sono passaggi separati che il paziente possa ordinare da sé: hanno senso dentro un piano definito dopo la valutazione clinica.

Perché l’igiene quotidiana non basta quando ci sono tasche?

L’igiene orale quotidiana rimane importante, ma non svolge lo stesso compito della terapia professionale quando i batteri sono migrati sotto gengiva. La SIdP spiega che, in quella sede, la loro rimozione non è possibile solamente attraverso l’igiene orale quotidiana.4 Se c’è una tasca parodontale, placca e tartaro vengono quindi rimossi dall’odontoiatra o dall’igienista dentale.5

Una tasca non è semplicemente uno spazio che si vede allo specchio. È una delle manifestazioni della parodontite e la sua presenza viene diagnosticata con una sonda parodontale.6 Per questo motivo l’articolo sulle tasche parodontali resta il riferimento per capire che cosa viene misurato, mentre qui l’attenzione è sulla fase terapeutica che può seguire quella diagnosi.

Una zona difficile da pulire non basta, da sola, a definire un percorso terapeutico. La SIdP indica che il professionista sceglie il percorso corretto in base alla diagnosi di parodontite e all’inquadramento complessivo dello stato di salute della bocca.7

Come si stabilisce se questa fase serve?

La decisione richiede una diagnosi parodontale. Il sondaggio parodontale è la procedura che la SIdP indica come la più diffusa e affidabile per diagnosticare le malattie gengivali e, in particolare, la parodontite.8 Durante l’esame il professionista fa scorrere una sonda lungo il solco gengivale di ogni dente per misurare la profondità delle tasche.9

La profondità non è l’unico parametro. Il sondaggio può rilevare anche la perdita di attacco clinico, cioè un dato utile per inquadrare quanto i tessuti di sostegno siano coinvolti.10 Questi dati contribuiscono alla valutazione professionale e non sono strumenti per stabilire da soli quale terapia serva.

Che cosa comprende la terapia non chirurgica?

Il nucleo della fase è la rimozione professionale della placca e del tartaro nelle sedi sopra e sotto gengiva.2 In una pagina dedicata alla Giornata Nazionale della Parodontite, la SIdP descrive le tasche già rilevate come trattabili non chirurgicamente con rimozione meccanica della placca.11 Questa descrizione chiarisce il significato della procedura, ma non sostituisce una pianificazione individuale.

La stessa fonte SIdP colloca accanto alla rimozione dei depositi anche il controllo dell’infiammazione, delle aree che possono favorire una nuova colonizzazione batterica e dei fattori di rischio.3 Le istruzioni di igiene orale domiciliare vengono indicate come personalizzate in funzione delle necessità cliniche.12 Non è quindi corretto ricavare da una guida generale una sequenza di manovre, un intervallo o uno strumento valido per tutti.

La guida al tartaro approfondisce che cosa sono questi depositi. In presenza di parodontite, però, il punto non è soltanto rimuovere ciò che si nota sulla superficie del dente: è gestire, dopo diagnosi, le sedi che la valutazione parodontale ha identificato.

Che cosa succede dopo la fase attiva?

La terapia non chirurgica non si conclude con una promessa sul risultato. La SIdP descrive una visita di rivalutazione nella quale le condizioni della bocca vengono confrontate con quelle iniziali mediante sondaggio parodontale ed esame radiografico.13 Questo controllo serve a verificare il percorso svolto, non a trasformare un singolo dato in una previsione personale.

Se l’infiammazione è stata risolta ma rimangono gli esiti della malattia, come le tasche parodontali, la SIdP afferma che può rendersi necessaria una terapia chirurgica.14 Il verbo conta: non significa che la chirurgia sia automatica dopo la terapia non chirurgica. È una possibilità che viene valutata sul quadro clinico e sulla risposta osservata nel tempo.

La fase successiva comprende anche la terapia di supporto o mantenimento, che la SIdP distingue dalla terapia attiva e collega al mantenimento nel tempo della salute parodontale ristabilita dalla prima fase.15 Su questo tema sarà utile un approfondimento dedicato, separato sia dalla diagnosi delle tasche sia dalla prima terapia sotto gengiva.

In che cosa si distingue dalla normale rimozione del tartaro?

La domanda è comprensibile perché placca e tartaro compaiono in entrambi i contesti. La differenza qui non è una graduatoria di trattamenti, né una misura di quanto una seduta sia profonda. Il contesto è la parodontite valutata con il sondaggio e, se necessario, la gestione dei depositi nelle tasche o sotto gengiva.2 8

Per chi ha dubbi sul proprio stato gengivale, la strada prudente è una visita che includa la valutazione parodontale. Le informazioni online aiutano a comprendere le parole usate nel percorso, ma non possono stabilire se una tasca sia presente né quale fase terapeutica serva.7

Domande frequenti sulla levigatura radicolare

La levigatura radicolare è indicata per chiunque abbia del tartaro?

No. La terapia non chirurgica di cui parliamo è descritta dalla SIdP nel trattamento della parodontite. La presenza e le caratteristiche delle tasche, insieme agli altri parametri della valutazione, vengono stabilite dal professionista.6 8

Posso pulire una tasca parodontale solo con lo spazzolino?

No. Secondo la SIdP, quando i batteri migrano sotto gengiva non è possibile rimuoverli solamente con l’igiene orale quotidiana. In presenza di tasche, placca e tartaro vengono rimossi da odontoiatra o igienista dentale.4 5

La terapia non chirurgica porta sempre alla chirurgia?

No. La chirurgia non è descritta come un passaggio automatico. La SIdP segnala che può essere valutata se, dopo la risoluzione dell’infiammazione, restano esiti della malattia come le tasche parodontali.14

Dopo la terapia serve un controllo?

Sì. La SIdP descrive una rivalutazione con confronto fra condizioni iniziali e successive, usando sondaggio parodontale ed esame radiografico.13 Il momento e il contenuto del controllo dipendono dal piano definito per la singola situazione.

Conclusione: comprendere la fase senza trasformarla in una prescrizione

La query “levigatura radicolare” trova un inquadramento utile nella terapia non chirurgica della parodontite descritta dalle fonti SIdP. La rimozione professionale di placca e tartaro, la valutazione dei fattori di rischio e la rivalutazione hanno ruoli diversi ma collegati.1 2 13

Se vuoi comprendere il tuo stato parodontale e il percorso che ti è stato proposto, prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati per una valutazione clinica personalizzata.

Articolo a cura e revisione clinica della Dott.ssa Daniela Coretti (Odontoiatra, Albo di Roma n. 2793).

Fonti a supporto

  1. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti» (agg. 17/06/2026): «La cura della parodontite con terapia non chirurgica consiste nel trattamento della patologia senza ricorrere all’incisione dei tessuti gengivali.» apri la fonte
  2. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti»: «la rimozione della placca e del tartaro che aderisce sui denti […] sia all’interno del solco gengivali nelle”cosiddette” tasche parodontali». apri la fonte
  3. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti»: «la riduzione dell’infiammazione gengivale» e «il controllo dei fattori di rischio». apri la fonte
  4. SIdP, «Tasche parodontali: cosa sono, sintomi e cura» (agg. 29/05/2026): «quando i batteri migrano sotto gengiva, la loro rimozione non è più possibile solamente attraverso l’igiene orale quotidiana.» apri la fonte
  5. SIdP, «Tasche parodontali: cosa sono, sintomi e cura»: «in presenza di tasche parodontali, la placca e il tartaro vanno rimossi dall’odontoiatra o dall’igienista dentale.» apri la fonte
  6. SIdP, «Tasche parodontali: cosa sono, sintomi e cura»: «Le tasche parodontali […] sono una delle principali manifestazioni della parodontite. La loro presenza può essere diagnosticata […] utilizzando una sonda parodontale.» apri la fonte
  7. SIdP, «Tasche parodontali: cosa sono, sintomi e cura»: «In base alla diagnosi di parodontite e all’inquadramento complessivo dello stato di salute della bocca, il professionista indicherà il corretto percorso terapeutico». apri la fonte
  8. SIdP, «Sondaggio parodontale: come si fa e a che cosa serve?» (agg. 15/05/2024): «Il sondaggio parodontale rappresenta la procedura più diffusa e più affidabile per diagnosticare le malattie gengivali e, in particolare, la parodontite.» apri la fonte
  9. SIdP, «Sondaggio parodontale: come si fa e a che cosa serve?»: «Il sondaggio parodontale viene effettuato dal professionista […] lungo il solco gengivale di ogni dente». apri la fonte
  10. SIdP, «Sondaggio parodontale: come si fa e a che cosa serve?»: «Oltre alla profondità delle tasche, il sondaggio parodontale permette di determinare altri parametri utili, come la perdita di attacco clinico». apri la fonte
  11. SIdP, «Giornata Nazionale della Parodontite 2023»: «Le tasche parodontali rilevate vanno quindi misurate e trattate non chirurgicamente rimuovendo meccanicamente la placca con curettes e/o ultrasuoni». apri la fonte
  12. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti»: «istruzioni di igiene orale domiciliare personalizzate (in funzione delle necessità cliniche)». apri la fonte
  13. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti»: «La terapia parodontale non-chirurgica è generalmente seguita […] da una visita di rivalutazione […] mediante il sondaggio parodontale e l’esame radiografico». apri la fonte
  14. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti»: «Quando l’infiammazione è stata risolta ma permangono gli esiti della malattia […] può rendersi necessaria la terapia chirurgica parodontale.» apri la fonte
  15. SIdP, «Parodontite: cura e trattamenti»: «La cura della parodontite è suddivisa in due fasi: la terapia attiva e la terapia di supporto». apri la fonte