Anche nei bambini, secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), la gengivite è un’infiammazione che interessa esclusivamente la gengiva, senza coinvolgere i tessuti di supporto del dente.1 Secondo una scheda dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù aggiornata al 2020, fra le malattie che colpiscono gengive, parodonto e osso alveolare, nei bambini e nei ragazzi la forma più comune è la gengivite.2 La SIdP ricorda che bambini e adolescenti possono sviluppare la gengivite e, in alcuni casi, forme più gravi di malattia parodontale, e che spesso questo avviene in modo silenzioso, senza che genitori o ragazzi se ne accorgano.3 In questo articolo vediamo perché le gengive dei bambini si infiammano, quali segnali notare, come si cura e si previene la gengivite e che cosa si sa della parodontite in età pediatrica.
Perché la gengivite nei bambini va seguita con attenzione?
Secondo la SIdP, la gengivite nei bambini richiede particolare attenzione per evitare che possa evolvere, in età adulta, verso forme più gravi di malattia parodontale (parodontite), soprattutto nei soggetti predisposti.1 Inoltre, quando non è controllata, l’infiammazione delle gengive può incidere negativamente sul benessere generale del bambino: può provocare dolore e sanguinamento e rendere difficoltosa l’igiene orale quotidiana.1
Si tratta comunque, sempre secondo la SIdP, di una patologia reversibile, che può regredire se diagnosticata e trattata precocemente.1 Che cosa sia la gengivite in generale, e dove passi il confine con la parodontite, l’ho spiegato nella guida sulla gengivite.
In che cosa le gengive dei bambini sono diverse da quelle degli adulti?
Secondo la SIdP, i tessuti parodontali di bambini e adolescenti sono biologicamente diversi da quelli degli adulti.4 La gengiva matura nel tempo, il parodonto si modifica durante l’eruzione dei denti da latte e dei permanenti, e la composizione dei batteri nella bocca cambia con la pubertà.4 Questo significa che ai più giovani non si possono applicare automaticamente i protocolli diagnostici e terapeutici sviluppati per gli adulti.4
È uno dei punti di un documento di consenso europeo, il Consensus Report pubblicato nel luglio 2026 sul Journal of Clinical Periodontology, che la SIdP ha riportato nel settembre 2026.3 Il documento è frutto della collaborazione fra la European Federation of Periodontology (EFP) e la European Academy of Paediatric Dentistry (EAPD), le organizzazioni europee di parodontologia e di odontoiatria pediatrica.3 Il punto di partenza del consensus, scrive la SIdP, è che le conoscenze sulle malattie parodontali nei bambini e negli adolescenti sono ancora molto inferiori a quelle disponibili per gli adulti.4
Perché le gengive dei bambini si infiammano?
Secondo la SIdP, la gengivite si sviluppa come risposta infiammatoria locale all’accumulo nel solco gengivale del biofilm batterico, cioè della placca.5 Nei bambini le gengive infiammate sono molto frequenti, perché le abilità manuali di spazzolamento non sono ancora accurate e la placca tende ad accumularsi soprattutto negli spazi interprossimali, cioè fra un dente e l’altro, difficili da raggiungere con lo spazzolino.5 All’accumulo di placca possono contribuire anche fattori anatomici locali, come le malposizioni dei denti, l’assenza di gengiva aderente o la presenza di frenuli.5
Il gonfiore delle gengive, nei bambini, può avere anche altre cause. Secondo una scheda del Bambino Gesù aggiornata al 2023, una cattiva igiene orale, uno spazzolamento dei denti troppo aggressivo, l’accumulo di tartaro e la presenza di carie sono cause frequenti di gonfiore e infiammazione delle gengive fin dalla prima infanzia.6 La stessa scheda indica fra le cause più frequenti, e fisiologiche, la comparsa dei denti: intorno ai 6-8 mesi può succedere che i neonati presentino gengive gonfie, arrossate e doloranti per l’eruzione dei denti.6 In caso di gengive gonfie, precisa il Bambino Gesù, il primo specialista di riferimento è il pediatra, che inquadra il sintomo e valuta se servono approfondimenti diagnostici con il dentista.7
Quali segnali possono notare i genitori?
Secondo la SIdP, la gengiva sana ha un colore rosa corallo e il caratteristico aspetto a «buccia d’arancia»; con la gengivite, invece, le gengive diventano arrossate, gonfie e lucide e tendono a sanguinare facilmente durante lo spazzolamento o la masticazione.8 Fra i sintomi principali della gengivite, il Bambino Gesù indica il sanguinamento: la gengiva sanguina con facilità, con il semplice spazzolamento dei denti o anche spontaneamente.9
La SIdP raccomanda ai genitori di non sottovalutare il sanguinamento delle gengive, anche se occasionale.10 Perché il sanguinamento non vada considerato normale l’ho spiegato nella guida sulle gengive che sanguinano.
Come si cura e come si previene la gengivite nei bambini?
Secondo la SIdP, il trattamento della gengivite ha come obiettivo l’asportazione della placca e l’eliminazione dell’infiammazione.11 Un aspetto importante è il miglioramento dell’igiene orale quotidiana, con l’apprendimento delle tecniche corrette.11 Il bambino, con l’aiuto e la supervisione dei genitori, deve imparare a spazzolare correttamente i denti con presidi personalizzati, cioè spazzolini di forme e dimensioni diverse.11
Nei casi più avanzati, oppure quando la placca si mineralizza e diventa tartaro, è necessario un intervento professionale: l’odontoiatra o l’igienista dentale rimuovono i depositi duri con strumenti specifici.12 Dopo la fase terapeutica iniziale servono sedute di controllo per verificare che l’infiammazione si sia risolta.12 Un monitoraggio periodico è essenziale per prevenire le recidive e consolidare le abitudini corrette di igiene domiciliare.12 Capire se la gengivite del bambino sia iniziale o più avanzata spetta al professionista, con la visita.
Secondo una scheda del Bambino Gesù aggiornata al 2017, fino ai tre anni sono i genitori a occuparsi dell’igiene orale del bambino.13 Dopo, il bambino può iniziare a lavarsi i denti da solo, con la supervisione e il supporto dei genitori, finché non acquisisce gradualmente le competenze necessarie.13 Nella notizia sul consensus europeo, fra le indicazioni pratiche per i genitori, la SIdP indica di insegnare ai bambini a spazzolare correttamente i denti fin dalla prima infanzia, dedicando attenzione anche alla zona vicino alle gengive.10 Indica anche di portarli dal dentista con regolarità, non solo quando c’è un problema.10 Quale spazzolino scegliere, anche per i bambini, l’ho trattato nella guida su spazzolino elettrico o manuale. Questo articolo non indica rimedi, farmaci o prodotti per le gengive dei bambini, né tempi di guarigione: sono valutazioni che spettano al professionista che visita il bambino, in base al suo caso.
La parodontite può colpire anche i bambini?
Sì: secondo la SIdP anche i bambini si possono ammalare di malattia parodontale, e una percentuale piccola, ma significativa, di bambini è affetta da parodontite, detta anche piorrea.14 Perché i due nomi indichino la stessa malattia l’ho spiegato nella guida sulla piorrea. Per la SIdP la parodontite è meno comune nei giovani che negli adulti, ma quando si manifesta in questa fascia d’età può farlo in forme particolarmente severe e con una progressione rapida.15
Nei bambini, spiega la SIdP, la parodontite consiste nell’infiammazione dei tessuti e nella conseguente perdita di osso attorno ai denti da latte; solitamente i denti più coinvolti sono i molari e gli incisivi da latte.16 Si tratta di forme rare, spesso ritenute aggressive, che tendono ad aggregarsi nelle stesse famiglie.16 Che cosa significhi avere casi di parodontite in famiglia l’ho spiegato nella guida sulla parodontite ereditaria.
La malattia può manifestarsi già in età precoce, dopo la comparsa di tutti i denti da latte: all’esordio, che può avvenire già a 4 anni, si possono rilevare moderati segni di infiammazione e un moderato accumulo di placca e tartaro.17 Nei casi a esordio così precoce, secondo la SIdP, è di fondamentale importanza escludere la presenza di altre malattie sistemiche in grado di alterare le difese del bambino.17
Come si riconosce e come si cura la parodontite nei bambini?
Secondo il Bambino Gesù, la parodontite può presentare:18
- tasche parodontali, cioè scollature fra dente e gengiva che aumentano la profondità dei solchi gengivali;
- ascessi parodontali, con presenza di pus che può fuoriuscire attraverso le gengive;
- migrazione dei denti, che si spostano aprendo spazi fra loro;
- mobilità dei denti, che diventa progressiva con la perdita dei tessuti di supporto, fino alla caduta dei denti.
Per la SIdP una diagnosi esatta e precoce è importantissima.19 L’analisi iniziale può essere fatta con il sondaggio parodontale, ma a volte, nei più piccoli, lo strumento può risultare difficile da usare, perché i denti non sono completamente erotti.19 Il consensus europeo riportato dalla SIdP sottolinea che nelle fasi di dentizione mista o decidua gli strumenti diagnostici tradizionali, come il sondaggio parodontale, risultano meno affidabili.20 Questo rende ancora più importante la valutazione clinica precoce e regolare da parte del professionista.20 Che cosa siano la dentizione decidua e quella mista l’ho spiegato nella guida sui denti da latte.
Secondo la SIdP è consigliabile che diagnosi e trattamento della parodontite nei bambini siano eseguiti da specialisti, mentre il dentista generico, il pedodontista e l’ortodontista hanno comunque un ruolo fondamentale per intercettare i casi sospetti.21 Se la malattia parodontale viene diagnosticata, è necessario riferire il caso al parodontologo per procedere con ulteriori valutazioni e terapie.21 Per la cura, la SIdP indica una seduta di igiene orale professionale dal proprio dentista di fiducia, meglio se specializzato in odontoiatria pediatrica.22 Dopo la risoluzione dell’infezione, il bambino deve essere sottoposto a controlli periodici e inserito in un programma di mantenimento, che prevede una valutazione continua dello stato della malattia.23 Affinché la terapia dia una risposta positiva, clinica e microbiologica, è di straordinaria importanza che il bambino controlli la placca in modo ottimale.23
Che cosa c’entrano le altre condizioni di salute del bambino?
Secondo il consensus riportato dalla SIdP, numerose condizioni genetiche, congenite o acquisite possono avere un impatto sul parodonto.24 Fra le condizioni acquisite che influenzano l’insorgenza o la progressione della malattia parodontale nei giovani figurano, fra le altre, il diabete (in particolare il tipo 1, più frequente in età pediatrica), l’asma, l’obesità, alcune carenze nutrizionali e i disturbi emotivi.24 Anche l’esposizione al tabacco, compreso il fumo passivo, è riconosciuta come un fattore modificante significativo.24 Questo, precisa la SIdP, non significa che ogni bambino con una di queste condizioni svilupperà una malattia gengivale grave, ma che il controllo parodontale va inserito nel percorso di cura complessivo, in collaborazione fra dentista, pediatra e specialisti.24
Nella stessa notizia la SIdP consiglia ai genitori, se il bambino ha una condizione sistemica come il diabete, disturbi immunitari o sindromi genetiche, di segnalarne la diagnosi al dentista, perché può cambiare l’approccio alla cura orale.10
Domande frequenti sulla gengivite e sulla parodontite nei bambini
Se le gengive del bambino sanguinano, è normale?
Fra i segnali più comuni della gengivite la SIdP indica proprio le gengive che sanguinano spazzolando, insieme alle gengive rosse o gonfie.25 La gengivite, aggiunge, spesso viene considerata una cosa normale, quasi inevitabile, ma non lo è: si può prevenire e trattare.25 Se noti questi segnali, anche solo ogni tanto, è un buon motivo per farli valutare.
Per capire se un bambino ha la gengivite servono radiografie?
Secondo la SIdP non sono necessari esami radiografici o test microbiologici per la diagnosi di gengivite.26 La diagnosi si basa sull’esame clinico, che valuta il colore e la consistenza delle gengive, la presenza di sanguinamento e la quantità di placca.26 Il clinico usa la sonda parodontale per valutare lo stato di infiammazione dei tessuti e la presenza o meno di sanguinamento.26
Da che età un bambino può usare il filo interdentale?
Secondo il Bambino Gesù, l’età in cui iniziare un uso regolare del filo interdentale dipende dallo sviluppo della bocca e dalle capacità del bambino, che il dentista valuta caso per caso.27 Nella pagina sulla gengivite nei bambini, fra le misure per trattarla, la SIdP indica come importante anche l’uso quotidiano del filo per rimuovere la placca fra un dente e l’altro.11
Conclusione: anche le gengive dei bambini meritano attenzione
La gengivite è frequente nei bambini: nasce dalla placca che si accumula quando lo spazzolamento non è ancora accurato e si manifesta con gengive arrossate, gonfie e che sanguinano facilmente. Il trattamento punta a rimuovere la placca: il bambino impara le tecniche corrette con l’aiuto dei genitori e, nei casi più avanzati o quando c’è tartaro, interviene il professionista. La parodontite nei bambini è più rara, ma può presentarsi in forme severe, e per diagnosi e trattamento la SIdP indica gli specialisti.
Se noti che le gengive di tuo figlio sanguinano, anche solo ogni tanto, o sono arrossate o gonfie, il passo utile è una valutazione professionale. Per le gengive gonfie, come indica il Bambino Gesù, il primo riferimento è il pediatra; dal dentista, come raccomanda la SIdP, è bene andare con regolarità, non solo quando c’è un problema.
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
- SIdP (gengive.org), «Gengivite bambini: tutto quello che devi sapere», aggiornato 30/12/2025: introduzione (definizione, reversibilità, frequenza e conseguenze nei bambini). Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, «Parodontopatie», aggiornato 29/12/2020: sottotitolo della scheda, la forma più comune nei bambini e nei ragazzi. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Un nuovo consensus europeo riporta l’attenzione sulla salute gengivale di bambini e adolescenti», pubblicato 24/09/2026: apertura (gengivite e forme più gravi nei giovani, spesso silenziose; il Consensus Report di EFP ed EAPD). Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Un nuovo consensus europeo riporta l’attenzione sulla salute gengivale di bambini e adolescenti», pubblicato 24/09/2026: sezione «Perché i più giovani non vanno sottovalutati», conoscenze disponibili e tessuti dei più giovani. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Gengivite bambini: tutto quello che devi sapere», aggiornato 30/12/2025: sezione «Le cause». Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, «Gengive gonfie», aggiornato 30/05/2023: sezione «Le malattie più frequenti», eruzione dei denti e altre cause frequenti di gonfiore. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, «Gengive gonfie», aggiornato 30/05/2023: sezione «Specialisti di riferimento». Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Gengivite bambini: tutto quello che devi sapere», aggiornato 30/12/2025: sezione «Le caratteristiche cliniche», gengiva sana e segni della gengivite. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
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- SIdP (gengive.org), «Un nuovo consensus europeo riporta l’attenzione sulla salute gengivale di bambini e adolescenti», pubblicato 24/09/2026: sezione «Cosa può fare un genitore», indicazioni pratiche. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Gengivite bambini: tutto quello che devi sapere», aggiornato 30/12/2025: sezione sul trattamento, obiettivo, apprendimento con i genitori e filo interdentale. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
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- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, «Igiene orale nei bambini», aggiornato 11/12/2017: sezione «Quando può iniziare a lavare i denti da solo». Consultato 19/10/2026. apri la fonte
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- SIdP (gengive.org), «Un nuovo consensus europeo riporta l’attenzione sulla salute gengivale di bambini e adolescenti», pubblicato 24/09/2026: paragrafo sulla gengivite, segnali più comuni e idea che sia normale. Consultato 19/10/2026. apri la fonte
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- Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, «Igiene orale nei bambini», aggiornato 11/12/2017: sezione «Quando usare il filo interdentale», età di inizio. Consultato 19/10/2026. apri la fonte

