Spazzolino elettrico o manuale: quale scegliere e come usarlo bene

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Spazzolino elettrico o manuale: quale scegliere e come usarlo bene

È meglio lo spazzolino elettrico o quello manuale? È una delle domande più frequenti davanti allo scaffale, e per una volta la scienza una risposta la dà: sull’efficacia nella rimozione della placca lo spazzolino elettrico ha un vantaggio misurato. Ma è una risposta che va letta per intero, perché lo strumento conta meno di come lo si usa: la salute della bocca, e quindi la prevenzione di malattie gengivali, parodontali e delle carie, si fonda su un’igiene orale efficace e regolare.1 In questo articolo vediamo che cosa dicono le evidenze sul confronto, quali caratteristiche deve avere un buono spazzolino, a chi conviene di più l’elettrico, come si lavano i denti correttamente e come si mantiene lo strumento in condizioni di lavorare bene.

Spazzolino elettrico o manuale: che cosa dice la scienza?

Partiamo dal dato principale. Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, l’evidenza scientifica ha messo in risalto la superiorità dello spazzolino elettrico, che risulta rimuovere circa il 20% di placca in più rispetto a quello manuale,2 una superiorità confermata anche in occasione della stesura delle linee guida di trattamento della parodontite.3

A questo dato è giusto affiancare il quadro dell’evidenza indipendente. Una revisione sistematica Cochrane, cioè una sintesi indipendente degli studi clinici disponibili, su 56 studi e oltre 5.000 partecipanti ha rilevato una riduzione della placca dell’11% nei primi 1-3 mesi di utilizzo e del 21% dopo i 3 mesi, e una riduzione della gengivite del 6% e dell’11% negli stessi orizzonti temporali.4 La revisione precisa che le evidenze su placca e gengivite sono di qualità moderata5 e che i benefici per la salute dentale a lungo termine non sono chiari.6 Sui possibili svantaggi, gli studi che hanno riportato effetti collaterali ne hanno rilevati solo di localizzati e temporanei.7

La direzione delle due fonti, quindi, è la stessa: l’elettrico rimuove più placca, un vantaggio che entrambe quantificano intorno a un quinto in più, pur con misure e orizzonti temporali diversi.2 4 Quello che la ricerca non ha ancora stabilito con certezza è quanto questo vantaggio si traduca in benefici a lungo termine.6

Quali caratteristiche deve avere un buono spazzolino?

Elettrico o manuale, un buono spazzolino si riconosce da tre elementi: il design del manico, che deve essere il più ergonomico possibile; la dimensione della testina, da preferirsi piccola, così da raggiungere le zone più difficili della bocca, come i settori posteriori e linguali, cioè rivolti verso la lingua; il numero di setole, quanto più possibile abbondante.8

C’è poi il punto su cui quasi tutti sbagliano: la durezza. Lo spazzolino a setole dure, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, non è più efficace di uno spazzolino medio-morbido, e può essere lesivo nei confronti delle gengive se usato impropriamente.9 Chi associa la sensazione di “grattare” a una pulizia migliore sta in realtà rischiando un danno: alle conseguenze dello spazzolamento aggressivo ho dedicato un passaggio nell’articolo sui denti sensibili.

Gli spazzolini elettrici più recenti aggiungono ausili utili proprio su questo fronte: sensori di pressione per controllare la forza esercitata e timer per controllare il tempo di lavaggio.10

Quanti tipi di spazzolino elettrico esistono?

Le famiglie sono due. Gli spazzolini con movimento roto-oscillante effettuano contemporaneamente tre movimenti, rotatorio, oscillatorio e pulsante, sulle superfici dentarie; gli spazzolini sonici effettuano invece un movimento verticale, più simile a quello dello spazzolino manuale, e contestualmente vibrano.11 Per completezza: oltre la metà degli studi inclusi nella revisione Cochrane riguardava spazzolini con azione roto-oscillante.12

A chi conviene di più lo spazzolino elettrico?

L’indicazione della SIdP è chiara: lo spazzolino elettrico è da preferire in generale, ma soprattutto nelle persone con scarse capacità manuali, come i bambini, gli anziani, le persone con disabilità e i soggetti predisposti alle malattie gengivali e parodontali.13

Su quest’ultimo gruppo esiste un dato interessante. Uno studio osservazionale pubblicato sulla rivista della Federazione Europea di Parodontologia, durato 11 anni su 2.819 persone con parodontite in stadi diversi, ha rilevato che chi utilizzava lo spazzolino elettrico mostrava una perdita minore di denti rispetto a chi usava il manuale,14 e tasche parodontali meno profonde.15 Due precisazioni doverose, che la SIdP stessa evidenzia: gli effetti positivi sono stati riscontrati soltanto nei soggetti che partivano da una parodontite lieve, senza grandi differenze nelle forme più gravi,16 e sulla prevenzione della carie le due tipologie di spazzolino non hanno mostrato differenze di efficacia.17 Mancano inoltre dati che permettano di verificare i benefici a lungo termine.18 Alle tasche parodontali, la misura che questo studio ha usato come riferimento, ho dedicato un approfondimento specifico.

In ogni caso la scelta finale non è un dogma: verrà suggerita dal professionista in funzione delle necessità personali, dell’abilità manuale e delle preferenze di ciascuno.19

Come si lavano i denti correttamente?

Qui sta il punto che vale più del confronto tra strumenti: la qualità delle manovre di igiene domiciliare è più importante della frequenza, e la SIdP arriva a dire che è meglio lavare i denti una volta al giorno con più tempo e attenzione che più volte rapidamente.20 Non è un invito a spazzolare una sola volta: come vedremo tra poco, l’obiettivo resta di almeno due spazzolamenti al giorno, fatti con calma e con la tecnica giusta.

Le regole di base sono poche e precise. Spazzolare sempre un’arcata per volta, senza dimenticare le zone interne, più difficili da pulire ma importanti quanto quelle visibili.21 Evitare di spazzolare in senso orizzontale le superfici esterne e interne, perché così non si elimina efficacemente la placca e si rischia di traumatizzare la gengiva: la tecnica orizzontale si usa solo per le zone masticatorie.22 Fare un primo passaggio senza dentifricio e poi un secondo con il dentifricio, senza eccedere nelle quantità: la sensazione di fresco data dagli aromi non è indice di pulizia, la placca si rimuove con l’azione meccanica delle setole, e troppa schiuma limita la visibilità.23 Chiudere spazzolando la parte superiore della lingua, con lo spazzolino o con il nettalingua.24

Quanto ai tempi: la SIdP indica di dedicare allo spazzolamento almeno 3 minuti, 2 volte al giorno,25 e un’altra scheda SIdP, dedicata alla tecnica, consiglia di lavare i denti due-tre volte al giorno,26 aspettando circa 30 minuti dopo i pasti, perché durante i pasti il pH della saliva diventa più acido e rende i denti più fragili; se non si ha tempo, il giusto compromesso è lavarli comunque.27 I denti vanno lavati anche se si saltano i pasti, perché i batteri formano il biofilm a prescindere da ciò che si mangia.28

Due complementi non negoziabili: lo spazzolino, manuale o elettrico, non rimuove la placca negli spazi interprossimali, cioè tra un dente e l’altro, e per questo una volta al giorno servono scovolino o filo interdentale,29 di cui ho scritto in una guida dedicata. E la tecnica giusta si impara in studio: è importante provare le manovre con l’igienista per verificare di saperle ripetere a casa,30 come racconto nell’articolo su come avviene la pulizia dei denti.

Come si pulisce lo spazzolino e ogni quanto si cambia?

Lo spazzolino lavora bene se è tenuto bene: se non è deterso correttamente diventa un ricettacolo di batteri, che poi veicola nel cavo orale.31 Sciacquarlo sotto l’acqua corrente non basta: la SIdP indica di immergerlo in preparati come acqua e bicarbonato oppure acqua ossigenata e collutorio, e poi di sciacquarlo e asciugarlo completamente.32

Le regole di conservazione sono semplici: niente cappuccio protettivo, che crea un ambiente umido favorevole alla proliferazione batterica; niente spazzolini nello stesso bicchiere, perché le setole a contatto si contaminano; posizione verticale, per favorire l’asciugatura.33 Per lo spazzolino elettrico valgono le stesse regole, con l’accortezza di smontare la testina prima della pulizia, perché è l’unica parte che entra in contatto con la bocca, evitando di danneggiare le componenti elettroniche del manico.34

E il ricambio: lo spazzolino va cambiato al massimo ogni 3 mesi, o prima se le setole perdono colore o si aprono verso l’esterno, segnali che ha perso efficacia.35

A che cosa serve lo spazzolino monociuffo?

Una menzione merita un terzo strumento, meno noto: lo spazzolino monociuffo, uno spazzolino a testina piccola con un solo ciuffo di setole, ideale per pulire le zone difficili da raggiungere.36 È particolarmente consigliato per chi porta l’apparecchio, per pulire le aree vicino agli impianti, in caso di affollamento dentale, di recessioni gengivali e per detergere i denti del giudizio e le aree dietro gli ultimi molari.37 Non sostituisce lo spazzolino tradizionale: è un ausilio aggiuntivo,38 che si usa senza dentifricio, a setole asciutte, con la testina a 45 gradi verso il solco gengivale e un movimento che va sempre dalla gengiva verso il dente.39

Domande frequenti sullo spazzolino

Lo spazzolino elettrico è davvero meglio del manuale?

Sulla rimozione della placca sì: la SIdP indica circa il 20% di placca in più rimossa,2 e la revisione Cochrane rileva un 21% di riduzione dopo 3 mesi di utilizzo, con evidenze di qualità moderata.4 5 I benefici a lungo termine, però, non sono ancora chiari,6 e la scelta va fatta con il professionista in base alle proprie necessità e abilità.19

Le setole dure puliscono meglio?

No: lo spazzolino a setole dure non è più efficace di uno medio-morbido e può essere lesivo per le gengive se usato impropriamente.9

Ogni quanto va cambiato lo spazzolino?

Al massimo ogni 3 mesi, o prima se le setole perdono il colore o si aprono verso l’esterno: sono i segnali che ha perso efficacia.35

Quanto deve durare lo spazzolamento?

La SIdP indica almeno 3 minuti, 2 volte al giorno.25 Il principio guida è la qualità: ogni lavaggio va fatto con calma e con la tecnica corretta, non di fretta.20

Conclusione: lo strumento aiuta, il metodo decide

Il confronto ha un vincitore sui numeri: l’elettrico rimuove più placca, e su questo SIdP e Cochrane convergono.2 4 Ma nella mia esperienza clinica la differenza vera tra una bocca sana e una a rischio non la fa quasi mai il tipo di spazzolino: la fanno la tecnica, la costanza, gli spazi interprossimali puliti ogni giorno e uno strumento in buone condizioni. Uno spazzolino manuale usato bene batte un elettrico usato male; un elettrico usato bene, semplicemente, rende quel lavoro un po’ più facile.

Se vuoi verificare la tua tecnica di spazzolamento o capire quale strumento è più adatto alla tua bocca, per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).

Fonti a supporto

Le affermazioni cliniche provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org, e da una revisione sistematica Cochrane (Cochrane è un network internazionale che sintetizza in modo indipendente i risultati degli studi clinici). La revisione Cochrane è pubblicata solo in inglese: le citazioni sono riportate nella nostra traduzione, con l’originale a fronte. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.

  1. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «Da sempre si sa che la salute della bocca, e quindi la prevenzione di malattie gengivali, parodontali e delle carie, si fonda su una efficace e regolare igiene orale.» apri la fonte
  2. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «Tra spazzolino elettrico o manuale, l’evidenza scientifica ha messo in risalto la superiorità dello spazzolino elettrico, che risulta rimuovere circa il 20% di placca in più rispetto a quello manuale.» apri la fonte
  3. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «Superiorità confermata anche in occasione della stesura delle Linee Guida di trattamento della parodontite, patologia per la quale la rimozione della placca batterica dalle superfici dentarie risulta essenziale.» apri la fonte
  4. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD002281 sugli spazzolini elettrici rispetto ai manuali: «Le evidenze prodotte mostrano benefici nell’uso dello spazzolino elettrico rispetto a quello manuale. Vi è stata una riduzione dell’11% della placca a 1-3 mesi di utilizzo, e una riduzione del 21% della placca valutata dopo 3 mesi di utilizzo. Per la gengivite, vi è stata una riduzione del 6% a 1-3 mesi di utilizzo e una riduzione dell’11% valutata dopo 3 mesi.» (ns. traduzione; originale in inglese: «The evidence produced shows benefits in using a powered toothbrush when compared with a manual toothbrush. There was an 11% reduction in plaque at one to three months of use, and a 21% reduction in plaque when assessed after three months of use. For gingivitis, there was a 6% reduction at one to three months of use and an 11% reduction when assessed after three months of use.») apri la fonte
  5. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD002281: «Le evidenze relative a placca e gengivite sono state considerate di qualità moderata.» (ns. traduzione; originale: «The evidence relating to plaque and gingivitis was considered to be of moderate quality.») apri la fonte
  6. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD002281: «I benefici di ciò per la salute dentale a lungo termine non sono chiari.» (ns. traduzione; originale: «The benefits of this for long-term dental health are unclear.») apri la fonte
  7. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD002281: «Pochi studi hanno riportato effetti collaterali; gli eventuali effetti collaterali riportati erano localizzati e solo temporanei.» (ns. traduzione; originale: «Few studies reported on side effects; any reported side effects were localised and only temporary.») apri la fonte
  8. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «le caratteristiche di un buono spazzolino elettrico o manuale riguardano: il design del manico, che deve essere il più ergonomico possibile; la dimensione della testina, che è da preferirsi piccola […]; il numero di setole, che deve essere quanto più possibile abbondante.» apri la fonte
  9. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «lo spazzolino a setole dure, infatti, a differenza di ciò che si possa pensare, non è più efficace di uno spazzolino medio-morbido e può essere lesivo nei confronti delle gengive se usato impropriamente.» apri la fonte
  10. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «prodotti di alta tecnologia dotati di ausili basati sull’intelligenza artificiale quali sensori di pressione, per controllare la forza esercitata durante il lavaggio dei denti, il timer, per controllare il tempo di lavaggio» apri la fonte
  11. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «Esistono due grandi famiglie di spazzolini elettrici: Gli spazzolini con movimento roto-oscillante […] Gli spazzolini sonici […] effettuano un movimento verticale, più simile a quello dello spazzolino manuale, e contestualmente vibrano.» apri la fonte
  12. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD002281: «oltre il 50% degli studi ha utilizzato un tipo di spazzolino elettrico con azione roto-oscillante» (ns. traduzione; originale: «over 50% of the studies used a type of powered toothbrush that had a rotation oscillation mode of action») apri la fonte
  13. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «Lo spazzolino elettrico è da preferire in generale, ma soprattutto nelle persone con scarse capacità manuali, come per esempio i bambini, gli anziani, i disabili e i soggetti predisposti alle malattie gengivali e parodontali.» apri la fonte
  14. SIdP (gengive.org), «Lo spazzolino elettrico previene i problemi gengivali?»: «A distanza di 11 anni chi ha utilizzato lo spazzolino elettrico dimostrava una perdita minore di denti, in confronto a chi ha adottato lo spazzolino manuale.» apri la fonte
  15. SIdP (gengive.org), «Lo spazzolino elettrico previene i problemi gengivali?»: «Le tasche parodontali all’interno del cavo orale di coloro che hanno usato lo spazzolino elettrico risultano meno profonde.» apri la fonte
  16. SIdP (gengive.org), «Lo spazzolino elettrico previene i problemi gengivali?»: «È necessario sottolineare, però, che questi effetti positivi sono stati riscontrati soltanto in soggetti che partivano da una parodontite lieve. Nei casi di pazienti con una forma di parodontite più grave, non sono emerse grandi differenze con i soggetti che hanno utilizzato lo spazzolino manuale.» apri la fonte
  17. SIdP (gengive.org), «Lo spazzolino elettrico previene i problemi gengivali?»: «I risultati hanno dimostrato, però, che per questa problematica, le due tipologie di spazzolino (elettrico e manuale) non hanno mostrato differenze in termini di efficacia.» apri la fonte
  18. SIdP (gengive.org), «Lo spazzolino elettrico previene i problemi gengivali?»: «non esistono ancora dei dati che permettano di analizzare e verificare i benefici a lungo termine.» apri la fonte
  19. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «La scelta di utilizzare uno spazzolino manuale o elettrico verrà suggerita dal professionista, in funzione delle necessità personali e in relazione all’abilità manuale o preferenza di ognuno di noi.» apri la fonte
  20. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «La qualità delle manovre di igiene domiciliare è più importante rispetto alla frequenza: anziché lavare i denti più volte ma rapidamente, è meglio farlo una volta al giorno impiegando più tempo e attenzione.» apri la fonte
  21. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «spazzolare sempre un’arcata per volta, solo così si riuscirà ad essere veramente efficaci nella detersione; […] è importante non dimenticare le zone interne, più difficili da pulire» apri la fonte
  22. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «Evitare di spazzolare in senso orizzontale le superfici esterne ed interne, perché cosi non sarà possibile eliminare efficacemente la placca batterica e si rischierà di traumatizzare la gengiva. Si usa la tecnica orizzontale solo per pulire le zone masticatorie!» apri la fonte
  23. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «Va fatto un primo passaggio di spazzolamento senza il dentifricio, successivamente un altro con il dentifricio senza eccedere con le quantità […] una grande quantità di dentifricio a contatto con la saliva crea della schiuma che spesso limita la visibilità;» apri la fonte
  24. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «Per terminare la detersione del cavo orale, spazzolare la parte superiore della lingua con lo spazzolino (o con il nettalingua);» apri la fonte
  25. SIdP (gengive.org), «Spazzolino elettrico o manuale? Quale scegliere»: «Fondamentale, sia con lo spazzolino elettrico che con quello manuale, è la durata dello spazzolamento: è necessario, infatti, dedicare a tali manovre almeno 3 minuti 2 volte al giorno.» apri la fonte
  26. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «Per detergere efficacemente la bocca bisogna spazzolare i denti due-tre volte al giorno: la mattina, possibilmente dopo pranzo e la sera prima di dormire.» apri la fonte
  27. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «Ancor più se il tempo che intercorre tra la fine pasto e lo spazzolamento è di 30 minuti circa. Infatti, durante i pasti il pH della saliva diventa più acido rendendo la struttura dei denti più fragile. […] Attenzione, se non si ha tempo il giusto compromesso è quello di lavarli comunque!» apri la fonte
  28. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «È necessario lavare i denti anche se si saltano i pasti. I batteri del cavo orale, a prescindere che si mangi o meno, hanno la capacità di formare sui denti una struttura batterica ben organizzata, chiamata biofilm» apri la fonte
  29. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «Lo spazzolino, manuale o elettrico, non rimuove la placca negli spazi tra un dente e l’altro e per questo una volta al giorno occorre utilizzare lo scovolino e/o il filo interdentale.» apri la fonte
  30. SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «È importante provare in studio tali manovre in modo da verificare di essere in grado di ripeterle a casa in autonomia.» apri la fonte
  31. SIdP (gengive.org), «Come pulire lo spazzolino da denti?»: «Lo spazzolino, se non deterso correttamente, diventa un ricettacolo di batteri, responsabile della loro veicolazione con conseguente contaminazione del cavo orale.» apri la fonte
  32. SIdP (gengive.org), «Come pulire lo spazzolino da denti?»: «Una soluzione efficace consiste nell’immergere lo spazzolino in preparati come acqua e bicarbonato, acqua ossigenata e collutorio, oppure acqua e limone e, successivamente, è importante sciacquarlo e asciugarlo completamente.» apri la fonte
  33. SIdP (gengive.org), «Come pulire lo spazzolino da denti?»: «Evita di riporre lo spazzolino nel cappuccio protettivo: questo può creare un ambiente umido che favorisce la proliferazione batterica. Non riporre gli spazzolini all’interno dello stesso bicchiere: le setole a contatto tra di loro si contaminano. […] Tieni lo spazzolino in senso verticale» apri la fonte
  34. SIdP (gengive.org), «Come pulire lo spazzolino da denti?»: «prestare particolare attenzione a smontare la testina prima della pulizia, poiché si tratta dell’unica parte che entra in contatto diretto con la bocca e, di conseguenza, l’unica che deve essere disinfettata accuratamente, evitando di danneggiare le componenti elettroniche del manico.» apri la fonte
  35. SIdP (gengive.org), «Come pulire lo spazzolino da denti?»: «Cambia lo spazzolino massimo ogni 3 mesi. Sostituisci lo spazzolino quando le setole perdono il colore o si aprono verso l’esterno: questi segnali indicano che ha perso efficacia e non garantisce più una corretta pulizia.» apri la fonte
  36. SIdP (gengive.org), «Spazzolino monociuffo: cos’è e come si usa?»: «Lo spazzolino monociuffo è uno spazzolino a testina piccola con un solo ciuffo di setole, ideale per pulire zone difficili da raggiungere.» apri la fonte
  37. SIdP (gengive.org), «Spazzolino monociuffo: cos’è e come si usa?»: «È però, particolarmente consigliato per le seguenti casistiche: per chi porta l’apparecchio […]; per pulire le aree vicino gli impianti; in caso di affollamento dentale; […] in caso di recessioni gengivali; […] per detergere i denti del giudizio e le aree dietro gli ultimi molari.» apri la fonte
  38. SIdP (gengive.org), «Spazzolino monociuffo: cos’è e come si usa?»: «non sostituisce lo spazzolino tradizionale e deve essere concepito e utilizzato come ausilio aggiuntivo.» apri la fonte
  39. SIdP (gengive.org), «Spazzolino monociuffo: cos’è e come si usa?»: «Lo spazzolamento con il monociuffo non prevede l’uso del dentifricio. A setole asciutte, la testina va posizionata con un angolo di 45° verso il solco gengivale; il movimento deve avvenire sempre dalla gengiva verso il dente» apri la fonte