Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), la parodontite è una malattia cronica che può essere controllata nel tempo, e la cura e il controllo dei fattori di rischio richiedono costanza per tutta la vita.1 La cura non finisce con la terapia attiva: una volta ristabilito il controllo della malattia, viene impostata una terapia di supporto individualizzata.2 La malattia può anche tornare, e in questo caso si parla di recidiva.3 Questo articolo riguarda gli adulti con parodontite, durante e dopo la cura; gli impianti richiedono un discorso a parte, che ho affrontato nella guida su quanto dura un impianto dentale. Vediamo quali sono le fasi della cura e i loro tempi indicativi, che cos’è la recidiva, che cosa aiuta a prevenirla e come la parodontite e la sua cura incidono sulla qualità di vita.
Perché la cura della parodontite non finisce con un solo intervento?
Secondo la SIdP la parodontite non si può curare in via definitiva con un singolo intervento di breve durata.4 Nella cura si distinguono, a grandi linee, una terapia causale e una terapia correttiva: la prima cura le cause che determinano l’insorgenza della malattia, la seconda ha l’obiettivo di correggere i difetti che la malattia ha provocato.5
La terapia chirurgica è appunto una terapia correttiva: cura i difetti provocati dalla malattia, ma non le cause che l’hanno provocata, né la malattia in sé.6
Quali sono le fasi della cura e quanto durano?
Secondo la SIdP la terapia della parodontite si articola in due fasi principali: la terapia attiva e la terapia di supporto, detta anche di mantenimento.7 La terapia attiva ha lo scopo di arrestare la malattia e di verificare il controllo dei fattori di rischio; la terapia di supporto ha l’obiettivo di mantenere nel tempo la salute parodontale ripristinata dalla prima fase.7
La prima fase è la terapia non chirurgica, detta anche causale.8 Oltre alla rimozione di placca e tartaro, comprende, se presenti, la cura di altre infezioni della bocca, come carie o granulomi, e la correzione dei fattori irritanti locali, come otturazioni imprecise che possono favorire l’accumulo di placca.8 Che cosa comporta questa fase l’ho spiegato nella guida sulla levigatura radicolare.
Dopo alcune settimane, generalmente circa 8-12, la terapia non chirurgica è seguita da una visita di rivalutazione, per dare ai tessuti il tempo di guarire.9 In questa visita il parodontologo verifica i risultati ottenuti, con il sondaggio parodontale e l’esame radiografico.9 Dalla fine della fase non chirurgica la SIdP indica un tempo di guarigione che può andare dai 3 mesi a 1 anno.10 I due tempi partono dallo stesso momento e riguardano la guarigione dei tessuti, non la durata della malattia: non si sommano. Non indicano una durata complessiva della fase attiva: il percorso di ciascuno lo segue il parodontologo, che ne verifica i risultati alla rivalutazione. Questi tempi non sono un’attesa obbligata: se noti un segno, o se è già presente, ci si rivolge al dentista senza aspettare i tempi indicati. Per la SIdP, in generale, in caso di segni come sanguinamento, rossore o gonfiore delle gengive è importante andare dal dentista per una diagnosi il più possibile precoce.11
Se l’infiammazione è stata risolta ma restano gli esiti della malattia, cioè le tasche parodontali, può rendersi necessaria la terapia chirurgica parodontale.12 I suoi obiettivi principali sono ridurre o eliminare le tasche residue e rigenerare i tessuti di sostegno dei denti,12 cosa che secondo la SIdP è possibile in alcuni casi particolari.13 La SIdP ricorda inoltre che, tanto più la diagnosi è precoce, tanto meno è necessario intervenire chirurgicamente.14 Che cosa sono le tasche e come si misurano con il sondaggio l’ho spiegato nella guida sulle tasche parodontali.
Una volta ristabilito il controllo della parodontite con la terapia attiva, viene impostata una terapia di supporto individualizzata.2 Secondo la SIdP ci si affida al parodontologo anche per individuare la durata dei controlli periodici.15 Che cosa comprendono le sedute di supporto, e perché gli intervalli non sono uguali per tutti, l’ho spiegato nella guida sul mantenimento parodontale. Anche fra un controllo e l’altro, se noti un segno, o se è già presente, non si aspetta il richiamo. La SIdP ritiene importante andare dal dentista regolarmente per i controlli, oppure appena si osserva anche uno solo dei sintomi della malattia.16
La parodontite si può risolvere una volta per tutte?
Secondo la SIdP la distruzione del parodonto, cioè dei tessuti di sostegno del dente, è irreversibile ma può essere bloccata, e in alcuni casi particolari è possibile rigenerare il tessuto perso.13 Bloccare la distruzione, però, non chiude la cura. Per la SIdP chi è stato trattato con successo, cioè chi ha avuto la parodontite ed è stato risanato, deve seguire un programma di mantenimento che prende il nome di terapia di supporto.17
Nella maggior parte dei casi la terapia non chirurgica permette di mettere sotto controllo la malattia, così che i sintomi scompaiono o si riducono notevolmente.18 Anche quando i sintomi scompaiono, la terapia di supporto continua. Fra i suoi obiettivi, il glossario della SIdP indica quello di prevenire la recidiva in chi è stato malato.19
Che cos’è la recidiva della parodontite?
Per recidiva si intende una riattivazione della malattia in una persona che aveva già ricevuto una cura parodontale e con quella cura aveva risolto la problematica infettiva.3 Alla domanda se la recidiva esista, la SIdP risponde di sì, tanto che una versione precedente della classificazione prevedeva la parodontite ricorrente, o recidivante.20 La classificazione delle malattie parodontali oggi in uso ha stabilito i criteri per definire lo stato di salute e di malattia e ha introdotto tre gradi per indicare la probabilità di rischio di progressione.21
Secondo la SIdP, chi è stato trattato per la malattia parodontale ha, a livello individuale, una suscettibilità aumentata alla comparsa e allo sviluppo dei principali segni della malattia.22 La stessa pagina aggiunge che chi ha una storia di parodontite ha una vulnerabilità aumentata e che, per evitare l’insorgenza delle recidive, deve essere monitorato con attenzione.23
Che cosa riduce il rischio che la parodontite torni?
Oltre alla terapia di supporto, contano i comportamenti del paziente. Secondo la SIdP le malattie parodontali ne risentono fortemente.24 L’informazione sulla propria situazione parodontale e un rapporto di collaborazione e di comunicazione fra paziente, odontoiatra e igienista dentale sono alla base del controllo della parodontite a lungo termine.25 È un controllo che si sviluppa nel tempo, nell’arco della vita.25 Oltre alla rimozione della placca dalle superfici dei denti, per il buon esito della cura la SIdP considera molto importanti le azioni di carattere informativo ed educativo.26
Senza la comprensione da parte del paziente viene meno la sua partecipazione attiva e consapevole alle cure, che la SIdP considera essenziale per il successo nel lungo periodo delle terapie parodontali.27 Con i suoi comportamenti e le sue azioni, il paziente ha un ruolo attivo in tutte le fasi della terapia.27 La comunicazione del professionista con il paziente, sempre secondo la SIdP, è la modalità corretta per ottenere aderenza e persistenza alle cure, cioè per seguirle come indicato e continuarle nel tempo.28
Il professionista può sostenere e motivare il paziente a uno stile di vita corretto: un buon controllo della placca a casa, l’astensione dal fumo, il controllo della salute generale.29 Su questi fattori ho scritto le guide sulla placca dentale, su fumo e gengive e su parodontite e diabete. Anche mantenere i denti puliti con una corretta igiene orale conta: secondo la SIdP, in questo modo la malattia si ripresenta con maggiore difficoltà e in forma meno grave.30
Chi è stato risanato deve avere chiaro che cosa fare periodicamente, a casa e dal professionista, per mantenere lo stato di salute.31 Se noti un segno, o se è già presente, ci si rivolge al dentista senza aspettare il controllo successivo. In più, secondo la SIdP, il sanguinamento delle gengive va considerato non solo quando lo riferisce il paziente, ma anche quando il professionista lo valuta con il sondaggio parodontale.32 Per questo la terapia di supporto non va interrotta di propria iniziativa: che cosa può succedere a chi non la segue con regolarità l’ho riportato nella guida su ogni quanto andare dal dentista.
Che cosa succede se la parodontite torna?
Se la malattia si riattiva e provoca un nuovo danno parodontale, secondo la SIdP sono molto importanti la diagnosi precoce e un intervento tempestivo.33 Quando le condizioni dell’infiammazione tornano adeguate, è opportuno un approccio molto rigoroso, che ristabilisca una terapia di supporto regolare ed efficiente.33 Per arrivare presto alla diagnosi non serve aspettare il richiamo: se noti un segno, o se è già presente, ci si rivolge al dentista. Per la SIdP, in caso di segni come il sanguinamento delle gengive, è importante andare dal dentista per una diagnosi il più possibile precoce.11 Quali sono i segni della parodontite l’ho descritto nella guida sulla piorrea.
La parodontite e la sua cura incidono sulla qualità di vita?
Secondo la SIdP le condizioni di salute orale possono influire sulla percezione della qualità di vita delle persone.34 Se non è trattata in modo adeguato, la parodontite può provocare la perdita di uno o più denti, e questo influisce negativamente sulla masticazione, sull’estetica e sulla capacità di parlare correttamente.35 La SIdP scrive anche che la malattia parodontale è in grado di influire negativamente sulla vita di relazione e sulla qualità di vita.36 Esiste inoltre una relazione diretta fra la gravità della malattia e l’impatto sulla qualità di vita, soprattutto nelle forme più gravi.37
Per la diagnosi delle malattie delle gengive si usano tradizionalmente soprattutto indicatori clinici, che però di solito non considerano gli aspetti funzionali e psicosociali della salute orale.38 Accanto a questi indicatori sono state sviluppate altre misure, come la qualità della vita correlata alla salute orale, indicata con la sigla inglese OHRQoL.39 Servono a dare un valore alle condizioni della bocca che influiscono sul comportamento della persona e sulla sua vita sociale, a integrazione delle valutazioni cliniche.39 La SIdP richiama la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 1948: «uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’assenza di malattia».40
Quanto alla cura, secondo la SIdP il trattamento della parodontite, in particolare con la terapia non chirurgica, è in grado di portare miglioramenti significativi nella percezione del benessere soggettivo fisico e mentale.41
Secondo i risultati di uno studio che la SIdP riporta, dopo la terapia non chirurgica il miglioramento della qualità di vita mostra un picco a circa un mese dal trattamento e tende a stabilizzarsi fino ad almeno tre mesi.42 Sono risultati di gruppi di persone, a breve termine e riferiti alla qualità di vita percepita.43 Non dicono quando né quanto cambierà la qualità di vita di una singola persona. In fondo alla pagina la SIdP cita una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2020 sulla rivista Clinical Oral Investigations da Botelho e colleghi.44 La revisione si è chiesta se, negli adulti con parodontite, la terapia non chirurgica migliori la qualità della vita correlata alla salute orale.45 Dei 491 studi trovati, 19 rispondevano ai criteri di inclusione, e nell’analisi statistica sono entrati 7 studi di coorte.46 Gli studi di coorte seguono nel tempo un gruppo di persone. Le analisi hanno considerato tre momenti dopo il trattamento: 1-2, 3-4 e 6-12 settimane.47 Gli autori descrivono un miglioramento che resta stabile dopo 3 mesi, valutato dal punto di vista del paziente.43
Domande frequenti sulla durata della cura della parodontite
Quando si verifica il risultato della prima fase?
In genere con una visita di rivalutazione, dopo circa 8-12 settimane dalla terapia non chirurgica, in cui il parodontologo verifica i risultati con il sondaggio parodontale e l’esame radiografico.9 Non è un’attesa obbligata: se noti un segno, o se è già presente, ci si rivolge al dentista senza aspettare i tempi indicati. La SIdP ritiene importante andare dal dentista appena si osserva anche uno solo dei sintomi della malattia.16
Chi stabilisce i controlli della terapia di supporto?
Il parodontologo: secondo la SIdP ci si affida a lui anche per individuare la durata dei controlli periodici,15 all’interno di una terapia di supporto individualizzata.2 Per la SIdP, inoltre, la cura e il controllo dei fattori di rischio richiedono costanza per tutta la vita.1 Fra un controllo e l’altro, se noti un segno, o se è già presente, non si aspetta il richiamo successivo. La SIdP ritiene importante andare dal dentista appena si osserva anche uno solo dei sintomi.16
Dopo la chirurgia la parodontite può tornare?
Sì, può succedere.3 Secondo la SIdP la terapia chirurgica cura i difetti provocati dalla malattia, ma non le cause che l’hanno provocata né la malattia in sé.6 Anche dopo la chirurgia, chi è stato trattato con successo segue la terapia di supporto, che serve a prevenire la recidiva.17 19
Conclusione: una cura che continua nel tempo
La cura della parodontite comprende una fase attiva e una terapia di supporto che continua nel tempo e serve a prevenire la recidiva. La malattia può tornare: in quel caso contano la diagnosi precoce e un intervento tempestivo.
Se hai notato un segno che ti preoccupa, o vuoi una valutazione del tuo percorso durante la cura o dopo, allo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti di Roma Prati puoi prenotare una visita parodontale.
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
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- SIdP (gengive.org), «Quanto dura la cura della parodontite?», aggiornato 13/06/2024: sezione «Quali sono i momenti principali della cura della parodontite?», terapia di supporto individualizzata dopo la terapia attiva. Consultato 22/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Esiste la recidiva della parodontite? Come prevenirne il rischio?», aggiornato 13/06/2024: sezione «Esiste la recidiva della parodontite?», definizione di recidiva. Consultato 22/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Quanto dura la cura della parodontite?», aggiornato 13/06/2024: sezione «Si può risolvere la parodontite una volta per tutte?», nessuna cura definitiva con un singolo intervento. Consultato 22/10/2026. apri la fonte
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- SIdP (gengive.org), «Quanto dura la cura della parodontite?», aggiornato 13/06/2024: sezione «Quali sono i momenti principali della cura della parodontite?», che cosa prevede la terapia non chirurgica. Consultato 22/10/2026. apri la fonte
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