L’innesto gengivale è un intervento in cui una piccola porzione di tessuto, prelevata in genere dal palato, viene usata per aumentare la gengiva in corrispondenza di un dente con la radice scoperta.1 2 Fa parte della chirurgia mucogengivale, l’insieme delle procedure che correggono i difetti di posizione, quantità e qualità della gengiva.3 Che cosa sia la recessione gengivale e perché le gengive si retraggano l’ho spiegato nella guida sulla recessione gengivale. Qui vediamo quando si valuta l’intervento, da che cosa dipende il risultato, come si sceglie la tecnica, in che cosa consiste il prelievo dal palato, quando si può evitare e che cosa serve affinché il risultato si mantenga.
Che cos’è la chirurgia mucogengivale?
Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), «chirurgia mucogengivale» è un termine generico che descrive le procedure chirurgiche per correggere i difetti di posizione, quantità e qualità di gengiva e mucosa, in corrispondenza di denti e impianti dentali.3 Oggi questa terminologia viene spesso sostituita con quella di chirurgia plastica parodontale.3 Fra le diverse procedure, quelle associate più spesso alla chirurgia mucogengivale sono gli interventi per ricoprire le radici dopo una recessione gengivale.3
La SIdP la descrive anche come un insieme di tecniche per aumentare il volume gengivale e correggere i difetti dei tessuti molli, che può richiedere l’innesto di tessuto prelevato all’interno della bocca e riposizionato sulla zona esposta.4
Quando l’intervento riguarda una recessione, l’obiettivo indicato dalla SIdP è portare la gengiva a coprire completamente la radice del dente, dopo aver eliminato la causa principale.1 Non sempre è possibile: lo vediamo più avanti, parlando dei limiti anatomici.5 Nella guida sui denti sensibili ho descritto come la copertura chirurgica della radice si colloca fra le risposte alla sensibilità delle radici scoperte.
Quando si valuta un intervento sulla recessione gengivale?
Secondo la SIdP qualsiasi recessione gengivale richiede una valutazione clinica attenta.6 Prima di pensare a un intervento, la SIdP considera fondamentale l’istruzione alla corretta tecnica di spazzolamento, e a volte basta rendere lo spazzolamento meno traumatico, ma altrettanto efficace, perché le recessioni migliorino.7 Quando invece non si osservano miglioramenti, o addirittura la recessione progredisce e la sensibilità aumenta, la SIdP indica di valutare con il proprio odontoiatra una tecnica di chirurgia mucogengivale, per ricoprire la superficie della radice esposta e migliorare insieme la qualità della gengiva.7
Non tutte le recessioni vanno ricoperte chirurgicamente: secondo la SIdP l’intervento va considerato quando c’è una richiesta estetica, quando serve ridurre l’ipersensibilità, oppure quando il clinico ritiene necessario cambiare la qualità e la quantità della gengiva residua, perché la situazione attuale potrebbe portare a un rapido ulteriore peggioramento.8
Nella diagnosi va inoltre escluso che la recessione sia causata da una parodontite in stadio e grado avanzato.6 Della cura della parodontite parlo nella guida su come si cura la parodontite.
Da che cosa dipende il risultato della chirurgia mucogengivale?
Secondo la SIdP i risultati dipendono da molti fattori, fra cui:9
- la posizione del dente nella bocca;
- la larghezza e l’altezza della recessione;
- la qualità della gengiva residua, cioè se è cheratinizzata o meno e quanto è spessa;
- la presenza di frenuli nelle vicinanze.
Secondo la SIdP è opportuno seguire un percorso diagnostico rigoroso: l’analisi delle caratteristiche generali e delle condizioni locali rappresenta le prime tappe del percorso terapeutico.5 La stessa SIdP avverte che alcune condizioni anatomiche non consentono di ottenere una copertura completa della radice.5
Come si sceglie il tipo di intervento?
Prima di intervenire va valutata con attenzione l’area da trattare, per programmare correttamente l’intervento.2 Secondo la SIdP la scelta dipende dal numero di denti coinvolti, dalla qualità della gengiva residua e dall’ampiezza della recessione o delle recessioni presenti.2 In base a questi fattori il lembo gengivale, cioè la porzione di gengiva che viene spostata per coprire la radice, sarà più o meno ampio, e si valuta se serve un innesto di tessuto connettivo, in genere prelevato dal palato.2
In che cosa consiste l’innesto di tessuto dal palato?
La tecnica che la SIdP indica come riferimento per ricoprire nel lungo termine la radice esposta unisce due passaggi: la gengiva residua viene fatta avanzare verso la corona del dente (avanzamento coronale) e sotto di essa si interpone un «francobollo» di tessuto connettivo prelevato dal palato della persona.10 La SIdP lo chiama «gold standard», cioè l’approccio di riferimento quando l’innesto è necessario, e precisa che prevede una seconda ferita chirurgica, quella sul palato.11
Si può evitare il prelievo dal palato?
Secondo la SIdP sì, se la situazione lo permette.11 In alcune persone, per esempio quando il palato ha uno spessore molto ridotto, oppure quando non si vuole avere un secondo sito chirurgico, si possono usare biomateriali.11 Sono membrane riassorbibili o matrici in collagene che vengono suturate sulla radice e coperte dal lembo gengivale.11
La SIdP considera questa alternativa un’opzione chirurgica percorribile, pur indicando come approccio di riferimento quello con il prelievo dal palato.11
Che cosa serve affinché il risultato si mantenga nel tempo?
Secondo la SIdP queste tecniche sono efficaci e i risultati restano di solito stabili nel tempo, a condizione che la persona mantenga una corretta tecnica di spazzolamento.4 Già per poter affrontare queste procedure, la SIdP indica come requisiti indispensabili il controllo della placca e l’abbandono delle abitudini dannose per le gengive, come un uso errato del filo interdentale.5 Chi ha recessioni gengivali, sempre secondo la SIdP, deve rendere la propria igiene orale efficace ma meno traumatica.6
Per la scelta dello spazzolino rimando alla guida spazzolino elettrico o manuale; per gli strumenti per gli spazi interprossimali, cioè fra un dente e l’altro, a quella su filo interdentale e scovolino.
Questo articolo non tratta le recessioni attorno agli impianti, il decorso dopo l’intervento, il dolore né i farmaci: le prime chiedono un discorso a parte, gli altri sono indicazioni che dipendono dal singolo intervento e che dà il clinico che lo esegue.
Domande frequenti sull’innesto gengivale
L’innesto gengivale è la stessa cosa della gengivectomia?
No. La gengivectomia è un intervento che rimuove il tessuto gengivale in eccesso o infiammato,12 mentre la chirurgia mucogengivale mira ad aumentare il volume della gengiva e a correggere i difetti dei tessuti molli.4 Alla gengivectomia ho dedicato una guida a parte.
Dopo la copertura della radice la sensibilità passa?
Secondo la SIdP, spesso con la copertura della radice la sensibilità si riduce o scompare.13 Non è però un risultato certo: alcune condizioni anatomiche non consentono una copertura completa,5 e nella guida sui denti sensibili riporto il limite che la SIdP indica sulla risoluzione del sintomo.
Conclusione: un intervento che si decide sul singolo caso
L’innesto gengivale è uno degli strumenti della chirurgia mucogengivale per ricoprire una radice scoperta, e non sempre è necessario. Prima vengono la valutazione clinica, la causa e la tecnica di spazzolamento; poi, se l’intervento serve, la scelta del tipo di intervento in base ai fattori che influiscono sul risultato, con o senza prelievo dal palato.
Se hai una recessione e ti chiedi se un intervento faccia al caso tuo, il primo passo è una valutazione clinica. Puoi prenotare una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati; trovi le informazioni nella pagina dedicata alla parodontologia.
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
- SIdP (gengive.org), «Chirurgia mucogengivale: cos’è?», aggiornato 05/05/2026: sezione «Si può risolvere mediante la chirurgia mucogengivale?». Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Com’è possibile ripristinare i tessuti gengivali?». Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Chirurgia mucogengivale: cos’è?», aggiornato 05/05/2026: introduzione (definizione e interventi più frequenti). Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Cos’è la terapia mucogengivale?», definizione della chirurgia mucogengivale e stabilità dei risultati. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Chirurgia mucogengivale: cos’è?», aggiornato 05/05/2026: sezione «È sempre possibile ricorrere alla chirurgia mucogengivale?». Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Quindi le gengive ritirate ricrescono?», valutazione, diagnosi e igiene orale. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Cos’è la terapia mucogengivale?», tecnica di spazzolamento e quando valutare la chirurgia. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Quindi le gengive ritirate ricrescono?», indicazioni all’intervento. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Cos’è la terapia mucogengivale?», fattori da cui dipendono i risultati. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Le gengive ritirate possono tornare normali senza il prelievo dal palato?», tecnica di riferimento. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Le gengive ritirate possono tornare normali senza il prelievo dal palato?», biomateriali e gold standard. Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Gengivectomia: che cos’è e quando serve?», aggiornato 28/03/2024: sezione «Che cos’è la gengivectomia?». Consultato 14/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Le gengive ritirate ricrescono?», aggiornato 01/12/2025: sezione «Ricrescita delle gengive: è possibile?», copertura della radice e sensibilità. Consultato 14/10/2026. apri la fonte

