La gengivectomia è un intervento chirurgico che prevede la rimozione del tessuto gengivale in eccesso o infiammato.1 Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) può risultare necessaria, per esempio, per eliminare tasche parodontali, per trattare carie o fratture nella porzione più profonda della corona del dente o per migliorare l’estetica del sorriso in presenza di sorriso gengivale.1 Può anche essere uno dei passaggi di un intervento più ampio, l’allungamento della corona clinica.2 In questo articolo vediamo come si esegue, quando può servire, che cosa la distingue dall’allungamento della corona e perché, nel sorriso gengivale, la diagnosi della causa viene prima di qualsiasi trattamento.3
Che cos’è la gengivectomia e come si esegue?
Il termine, che la SIdP fa derivare dal greco «taglio, rimozione», descrive una procedura chirurgica finalizzata alla rimozione parziale della gengiva.1 L’intervento si esegue con strumenti chirurgici come il bisturi o il laser, che consentono al dentista di rimuovere il tessuto in eccesso e di modellare le gengive con l’obiettivo di ripristinarne la forma e la salute.1
Durante l’intervento, nella descrizione della SIdP:1
- anestesia: prima di iniziare si somministra un’anestesia locale, per intorpidire l’area da trattare e ridurre al minimo il disagio;1
- incisione e rimozione: con il bisturi o il laser il dentista rimuove il tessuto gengivale in eccesso o danneggiato; la quantità di tessuto e il numero di denti coinvolti dipendono dalla condizione del paziente e dagli obiettivi del trattamento;1
- sutura: i punti, riassorbibili o no, non sono obbligatori, perché dipendono dalla tecnica usata dallo specialista e dagli obiettivi del trattamento.1
La gengivectomia fa male?
Secondo la SIdP l’intervento si svolge in anestesia locale ed è generalmente ben tollerato.1 Una volta finito l’effetto dell’anestetico si possono presentare piccoli fastidi.1 Per il periodo successivo all’intervento la SIdP rinvia alle istruzioni dello specialista, che raccomanda di seguire sempre; non le riportiamo in questo articolo.1
Quando può servire la gengivectomia?
La SIdP elenca quattro situazioni in cui l’intervento può risultare necessario:1
- eliminare tasche gengivali o parodontali;1
- rimuovere il tartaro all’interno delle tasche e lungo la radice del dente;1
- raggiungere, vedere e trattare carie o fratture nella porzione più profonda della corona del dente;1
- migliorare l’estetica del sorriso, in presenza di sorriso gengivale.1
Sono situazioni in cui l’intervento può servire, non casi in cui serva sempre: la scelta nasce dalla valutazione del singolo caso. Nella stessa pagina la SIdP scrive anche che la gengivectomia è spesso utilizzata per trattare l’eccessivo ingrossamento delle gengive.1 Perché le gengive si infiammano e come si riconoscono è spiegato nella guida alle gengive infiammate; che cosa sono le tasche e come si misurano è nella guida alle tasche parodontali, mentre la terapia non chirurgica è descritta nell’articolo sulla levigatura radicolare.
Allungamento corona clinica: che cos’è e in che cosa consiste?
La corona clinica è la parte del dente visibile al di fuori della gengiva.2 In alcune circostanze può essere necessario aumentare questa porzione attraverso alcune procedure, fra cui l’allungamento della corona clinica: la procedura chirurgica parodontale che ha lo scopo di aumentare la lunghezza della corona.2 Secondo la SIdP è probabilmente la procedura parodontale chirurgica eseguita più comunemente.2
Dal punto di vista tecnico, la SIdP indica che la procedura comporta:2
- una gengivectomia, cioè la rimozione, laddove necessario, di una parte del tessuto gengivale che ricopre il dente;2
- se possibile, un posizionamento apicale del lembo, cioè lo spostamento del tessuto gengivale in direzione opposta alle superfici masticatorie dei denti;2
- un assottigliamento dei tessuti gengivali a livello del palato;2
- una piccola resezione ossea, cioè la rimozione di una piccola porzione di osso, eseguita in funzione delle necessità specifiche del caso;2
- suture che stabilizzano il lembo nella posizione desiderata.2
Perché carie, fratture o corone protesiche possono richiedere l’allungamento della corona?
La SIdP sottolinea che l’allungamento della corona non è impiegato solo nella cura dei pazienti con parodontite, ma anche in altre situazioni.2 La prima riguarda una carie o una frattura del dente localizzata sotto la gengiva.2
Quando una carie è coperta, totalmente o in parte, dai tessuti gengivali, il corretto restauro del dente cariato è spesso reso impossibile proprio dalla presenza della gengiva.2 Inoltre, un restauro conservativo che si estende troppo in profondità sotto la gengiva può, in determinate circostanze, favorire una lesione infiammatoria parodontale, dovuta alla violazione dell’ampiezza biologica.2
L’ampiezza biologica, chiamata anche apparato d’attacco sopracrestale, è l’insieme dei tessuti gengivali aderenti alla radice del dente.2 Un restauro che interrompa questa adesione non sarebbe ben tollerato e tenderebbe a provocare un’infiammazione cronica, che si manifesta con frequente sanguinamento gengivale.2 In questi casi la SIdP indica l’allungamento della corona clinica allo scopo di isolare correttamente la carie e di posizionare il margine del restauro sopra la gengiva o al suo livello.2 Come nasce una carie è spiegato nella guida alla carie.
La seconda situazione riguarda le corone protesiche. Le corone fisse su denti naturali, realizzate per motivi sia estetici sia riabilitativi, richiedono che il dente abbia una lunghezza sufficiente, variabile a seconda del dente, affinché la corona abbia stabilità e ritenzione.2 Per questo la SIdP include fra le applicazioni la necessità di aumentare la ritenzione dei monconi in caso di trattamento protesico.2 Che cosa si intende per protesi fissa è descritto nella pagina dello Studio sulla protesi dentale.
La terza situazione è l’eruzione passiva alterata, una condizione a cui l’eccessiva esposizione della gengiva nel sorriso è spesso associata: ne parliamo nella sezione che segue.2
Che cos’è il sorriso gengivale e quando dipende dalla gengiva?
Il sorriso gengivale, noto anche come gummy smile, è una disarmonia estetica caratterizzata da un’eccessiva esposizione della gengiva mentre si sorride.3 In un resoconto pubblicato dalla SIdP nel 2024, Francesco Cairo, all’epoca presidente della società, indica che si parla di sorriso gengivale quando sorridendo si scoprono oltre 3 millimetri di gengiva.4 Nello stesso intervento osserva che molte persone ci convivono senza farsene un cruccio.4
Fra le condizioni che possono causare un’eccessiva esposizione della gengiva, la SIdP elenca l’ingrossamento gengivale da infiammazione, l’iperattività muscolare del labbro superiore, un osso della mascella superiore troppo prominente e la corona del dente troppo ricoperta da gengiva.3 Quando l’origine è nel labbro o nell’osso, la SIdP descrive percorsi diversi, che richiedono valutazioni specifiche e che questo articolo non affronta.3 Per questo considera fondamentale la corretta diagnosi della causa da parte dell’odontoiatra prima di qualsiasi trattamento.3
Quando l’analisi dei rapporti del viso non mostra anomalie ma sorridendo si vede molta gengiva, secondo la SIdP è molto probabile che si tratti di eruzione passiva alterata: la gengiva copre troppo i denti, che appaiono più corti.3 Normalmente, quando i denti terminano l’eruzione, i tessuti gengivali si spostano in direzione apicale fino a dare ai denti una lunghezza «corretta»; se il processo non si completa correttamente, sulla superficie del dente resta una quantità eccessiva di tessuto molle.2 L’odontoiatra la riconosce confrontando la dimensione della corona che si vede in bocca con quella rilevata in radiografia: una differenza importante, in assenza di infiammazione parodontale, consente di confermare la diagnosi di dente troppo coperto da gengiva.3
Per l’eruzione passiva alterata la SIdP indica come trattamento la chirurgia plastica parodontale svolta da un odontoiatra specialista: a seconda del difetto, previa anestesia locale, si rimuove solo la gengiva in eccesso oppure la si rimuove insieme a un rimodellamento dell’osso sottostante, con una terapia descritta come poco invasiva.3 Nella pagina dedicata all’allungamento della corona clinica, la SIdP indica che in questo caso l’allungamento è consigliato allo scopo di migliorare l’estetica del sorriso.2
Domande frequenti su gengivectomia e allungamento della corona clinica
Gengivectomia e allungamento della corona clinica sono la stessa cosa?
No. La gengivectomia è la rimozione di tessuto gengivale in eccesso o infiammato.1 L’allungamento della corona clinica è una procedura chirurgica parodontale più ampia, che può comprendere una gengivectomia, laddove necessario, insieme ad altri passaggi sui tessuti gengivali e sull’osso.2
Il sorriso gengivale si corregge sempre intervenendo sulla gengiva?
No. Per la SIdP la chirurgia plastica parodontale è il trattamento indicato quando il sorriso gengivale dipende da un’eccessiva copertura del dente da parte della gengiva.3 Se l’origine è nel labbro superiore o nell’osso della mascella, la SIdP descrive percorsi diversi: per questo la diagnosi della causa viene prima della terapia.3
L’allungamento della corona serve solo a chi ha la parodontite?
No. Per la SIdP si applica anche a carie o fratture sotto la gengiva, alle corone protesiche che hanno bisogno di maggiore ritenzione e all’eruzione passiva alterata.2
Conclusione: una scelta che parte dalla causa
La gengivectomia rimuove tessuto gengivale in eccesso o infiammato e può servire in situazioni diverse, dalle tasche parodontali al sorriso gengivale.1 Nell’allungamento della corona clinica è uno dei passaggi possibili, accanto ad altri gesti sui tessuti gengivali e, in funzione del caso, sull’osso.2 Se noti gengive ingrossate o un sorriso che scopre molta gengiva, una visita permette di capire da che cosa dipende. Come lo Studio affronta la diagnosi e la cura delle gengive è spiegato nella sezione del sito dedicata alla parodontologia.
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
- SIdP (gengive.org), «Gengivectomia: che cos’è e quando serve?», aggiornato 28/03/2024 (pubblicato 04/09/2023): «Che cos’è la gengivectomia?», «Quando è necessaria la gengivectomia?», «Gengivectomia: fa male?» e «Come si esegue la gengivectomia?». Consultato 12/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Allungamento corona clinica: cos’è e quando va eseguito?», aggiornato 24/07/2024: definizione di corona clinica, «In cosa consiste l’allungamento di corona clinica?» e «Allungamento corona clinica: per quali patologie?». Consultato 12/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Gummy smile: cause e rimedi per il sorriso gengivale», aggiornato 05/05/2026: definizione, cause, diagnosi, eruzione passiva alterata e terapia per la gengiva in eccesso. Consultato 12/10/2026. apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Un sorriso perfetto non dovrebbe esporre oltre 3 millimetri di gengiva», aggiornato 15/05/2024: dichiarazione di Francesco Cairo, allora presidente SIdP, sulla soglia dei 3 millimetri. Consultato 12/10/2026. apri la fonte

