La devitalizzazione, in termini clinici trattamento endodontico o cura canalare, è l’intervento ambulatoriale che permette di salvare dall’estrazione un dente colpito da infezione o dolore pulpare.1 Si rende necessario quando la polpa è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente o da un trauma.2 La polpa è la parte più interna del dente, quella che contiene i nervi e i vasi sanguigni.3 In questo articolo vediamo che cos’è la cura canalare, quando serve, come si svolge, se fa male, quale risultato attendersi e perché il dente trattato va poi ricostruito.
Che cos’è la devitalizzazione, o cura canalare?
È il trattamento del sistema dei canali radicolari, cioè dei prolungamenti della polpa dentro le radici del dente,4 e consiste nella rimozione più completa possibile della polpa dentaria, quello che comunemente viene chiamato “nervo”, per tutta la lunghezza delle radici.5
Conviene chiarire subito una confusione di vocabolario. Le parole che sentirai usare indicano tutte la stessa procedura. La Società Italiana di Endodonzia (SIE), l’ente scientifico italiano di riferimento per la cura dell’interno del dente e delle sue radici, adopera come sinonimi cura canalare, terapia endodontica, devitalizzazione e canalizzazione. Ne descrive anche la finalità in modo esplicito: salvare e mantenere il dente naturale quando è colpito da una carie profonda o da un’infezione delle radici.6
Il nome popolare, devitalizzazione, descrive ciò che accade al tessuto interno, ma si presta a un fraintendimento: può essere inteso come la rinuncia al dente, mentre la finalità dichiarata dalla fonte è l’opposta, cioè salvarlo dall’estrazione.1 Il dente resta al suo posto, con la sua radice: ciò che viene rimosso è la polpa.5
Quando si rende necessaria una devitalizzazione?
Il criterio è lo stato della polpa: si interviene quando è infiammata o infetta.2 Come descrive il Manuale MSD, riferimento medico internazionale nella versione destinata ai pazienti, la principale causa di pulpite, cioè di infiammazione della polpa, è la carie, mentre la seconda causa più frequente è un trauma.7 Se vuoi capire come si arriva a quel punto, trovi un approfondimento su come nasce e come si riconosce la carie.
Il percorso che porta al trattamento è descritto dalla SIE con precisione. Lesioni cariose e traumi dentali, sia improvvisi sia cronici, possono alterare in modo irreversibile lo stato di salute della polpa, con conseguente pulpite e dolori acuti importanti. Se non trattati, prosegue la SIE, la polpa diventerà poi necrotica, sostenendo la formazione di infezioni nell’osso periradicolare.8
Il Manuale MSD lo conferma sul piano del meccanismo. Un’infiammazione grave può causare la necrosi della polpa,9 e la pulpite può indurre un’infezione nella quale si forma una tasca di pus, l’ascesso periapicale, alla radice del dente.10 L’ascesso periapicale è una raccolta di pus alla radice di un dente, solitamente dovuta a un’infezione diffusasi dal dente ai tessuti circostanti.11
Vale la pena fermarsi su un dettaglio di quella definizione: l’infezione si diffonde dal dente ai tessuti circostanti.11 È il motivo per cui un gonfiore che compare sulla gengiva non ha necessariamente origine nella gengiva. Il versante gengivale e parodontale è trattato in un articolo dedicato all’ascesso gengivale.
Le carie e i traumi non sono le uniche origini possibili. La SIE segnala che anche interventi odontoiatrici, come per esempio la limatura dei denti per preparazioni a fini protesici, se non eseguiti con le dovute precauzioni possono essere responsabili di infiammazioni irreversibili della polpa dentale che porteranno alla necrosi della stessa.12 Il quadro coincide con quello riportato dalla revisione Cochrane sull’argomento, cioè una sintesi indipendente degli studi clinici disponibili su un quesito preciso. Le principali indicazioni al trattamento canalare, vi si legge, sono la pulpite irreversibile e la necrosi della polpa dentale, causate da processi cariosi, da incrinature o fratture della corona, oppure da un trauma dentale.13
Come si svolge il trattamento endodontico?
La procedura segue una sequenza definita. Dopo aver aperto un accesso attraverso la parte masticante del dente, vengono allargati e detersi i canali delle radici e si procede alla loro otturazione con un materiale apposito.14 In termini più precisi, i canali vengono allargati, ossia sagomati, detersi e infine otturati con materiale idoneo, affinché la polpa ormai degenerata venga rimossa e lo spazio vuoto risulti indisponibile ai batteri.15
Il materiale di riempimento è indicato dalla SIE: il trattamento consiste nella rimozione della polpa infiammata e infetta e nella sua sostituzione con un’otturazione in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata detersione e sagomatura dei canali radicolari.16 Attorno a questa sequenza ruotano gli strumenti dell’endodonzia contemporanea. La SIE descrive una terapia eseguita con procedure e materiali basati sull’evidenza scientifica in tutte le fasi, dalla diagnosi all’otturazione canalare, e cita fra questi gli esami radiografici 3D dedicati all’endodonzia e il microscopio operatorio.17
In sintesi, le fasi sono quattro:
1. apertura di un accesso attraverso la parte masticante del dente;14 2. rimozione della polpa per tutta la lunghezza delle radici;5 3. sagomatura e detersione dei canali radicolari;15 4. otturazione dei canali con guttaperca e cemento canalare.16
Perché si usa la diga di gomma?
È una delle domande che la SIE raccoglie nella sua area dedicata ai pazienti: durante la seduta il dentista fissa al dente un foglietto di gomma. Si chiama diga di gomma ed è tutt’altro che una novità, essendo stata introdotta in odontoiatria fin dalla fine dell’Ottocento.18 Serve a isolare il dente o i denti da curare dall’ambiente orale, così da lavorare all’asciutto dalla saliva e con migliore accessibilità, senza l’interferenza di lingua e labbra.19
Nel corso di una terapia endodontica o di un’otturazione la SIE la definisce praticamente irrinunciabile per evitare la contaminazione dell’interno dei denti e delle superfici che si sta cercando di pulire, disinfettare e otturare.20 Ha anche una funzione di sicurezza diretta per chi è sulla poltrona: grazie alla diga di gomma i liquidi disinfettanti, i materiali e gli strumenti utilizzati dal dentista non possono essere ingeriti o inalati accidentalmente dal paziente.21 E ha anche un effetto sul comfort: con la diga applicata il paziente si tranquillizza molto più facilmente, non dovendo più sforzarsi a non interferire con lingua e labbra o con la deglutizione.22
Non è quindi un vezzo del singolo studio. La SIE la considera da sempre una delle procedure più importanti per migliorare la qualità e il successo sia delle cure endodontiche sia degli interventi di otturazione e ricostruzione dentali.23 Lo conferma indirettamente anche la revisione Cochrane già citata, che ha escluso dall’analisi cinque studi presenti nella versione precedente proprio perché non rispettavano lo standard di cura attuale, di cui l’isolamento con diga di gomma fa parte.24
La devitalizzazione fa male?
È una delle domande che ricevo più spesso, e merita una risposta onesta invece di una rassicurazione. Durante il trattamento endodontico, scrive la SIE, il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale.25 Dopo la terapia il quadro cambia: un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno fastidioso, può essere presente, e la SIE lo descrive come facilmente controllabile con un comune analgesico.26 Se assumerlo, quale e per quanto sono indicazioni che spettano al professionista che ha eseguito il trattamento. Che quel dolore possa esserci lo conferma anche la revisione Cochrane, che lo registra sia per il trattamento eseguito in una sola seduta sia per quello eseguito in più sedute: entrambi gli approcci si associano frequentemente a un certo dolore post-trattamento a breve termine.27
Esiste poi una complicanza meno comune di cui è giusto essere informati: raramente, in radici particolarmente infette, può svilupparsi un ascesso con dolore e gonfiore, a causa del passaggio di batteri nell’osso che circonda le radici.28 La SIE precisa però che l’insorgenza di queste complicanze non pregiudica necessariamente il successo del trattamento in corso.29
La sintesi è duplice: durante la seduta, scrive la SIE, il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale,25 mentre nei giorni successivi un dolore a breve termine rientra fra le eventualità che le fonti descrivono come frequenti.27 Come gestirlo nel concreto dipende dal singolo caso, e va chiesto a chi ha eseguito il trattamento.
Quale risultato ci si può attendere da una cura canalare?
L’obiettivo dichiarato dalla SIE è duplice: il dente non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro.30 Vale la pena rileggere quella frase: la ricostruzione non è un accessorio del risultato, è parte del risultato.
Sulla probabilità di riuscita riporto le parole della fonte, senza aggiungere numeri che la fonte non dà. Secondo la SIE la procedura, se eseguita correttamente, ha una percentuale di successo molto elevata, e permette quindi di mantenere il dente naturale in maniera predicibile.31 Altrove la stessa società definisce la percentuale di successo di una cura canalare corretta «in condizioni normali, elevatissima».32 Sono affermazioni di una società scientifica e portano con sé le loro condizioni. Valgono per un trattamento eseguito correttamente e in condizioni normali, e non sono una garanzia di risultato che uno studio possa rilasciare in anticipo.
La stessa SIE aggiunge la contropartita, ed è un dato di onestà che merita spazio. La percentuale diminuisce nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura per un insuccesso precedente, dovuto a errori di esecuzione, complessità anatomiche o difficoltà obiettive.33 Al ritrattamento canalare è dedicato un approfondimento a parte.
Perché un dente devitalizzato deve essere ricostruito?
Questa è la parte che nella mia esperienza clinica viene sottovalutata più facilmente, ed è anche quella su cui si gioca la tenuta del risultato nel tempo. La SIE la mette per iscritto senza mezzi termini. Un dente sottoposto al trattamento endodontico perde una parte della sua resistenza strutturale, e per questo deve essere ricostruito adeguatamente o ricoperto da una protesi dentaria, cioè un intarsio, una corona o una capsula, per evitare che si possa fratturare.34
La stessa fonte precisa da dove venga quella fragilità: dipende soprattutto dalla carie profonda o dalla frattura che hanno determinato la lesione.34 In altre parole il dente arriva alla cura canalare già indebolito da ciò che l’ha resa necessaria.
La conseguenza pratica è che il percorso non finisce con l’otturazione dei canali. Un dente che smette di far male viene facilmente percepito come risolto, e la ricostruzione slitta a un momento più comodo. È esattamente in quella finestra che manca la protezione che, secondo la SIE, serve proprio a evitare la frattura del dente.34 Nel nostro Studio la fase di ricostruzione rientra nell’area della protesi dentale, dove si valuta quale soluzione sia indicata, dall’intarsio alla corona, sulla base della valutazione clinica personalizzata.
Come si controlla nel tempo un dente devitalizzato?
Con i controlli periodici, e in particolare con le radiografie di controllo. Per il caso in cui fosse presente un granuloma apicale, la SIE indica un criterio verificabile. La cura canalare ha avuto successo quando, dopo alcuni mesi dalla sua esecuzione, l’immagine del granuloma scompare dalle radiografie di controllo.35
Il criterio generale è dello stesso tipo: la cura canalare si mantiene finché il dente non presenta infezioni e risulta stabile anche radiograficamente ai controlli periodici del dentista.36 Nei casi in cui il dente ripresenti dei problemi esiste una procedura di ulteriore trattamento su un dente già sottoposto a cura canalare, chiamata ritrattamento endodontico.37
C’è una ragione pratica per cui questi controlli contano: il criterio con cui si giudica la tenuta del trattamento è radiografico, non è la scomparsa del dolore.36 Per questo consiglio ai miei pazienti di non considerare chiusa la pratica il giorno in cui il dolore scompare: il controllo periodico, clinico e radiografico, resta lo strumento di verifica.
Domande frequenti sulla devitalizzazione
Meglio fare la devitalizzazione in una sola seduta o in più sedute?
Le prove disponibili non indicano un vincitore netto. La revisione Cochrane dedicata al confronto, aggiornata al 2022, conclude che i trattamenti canalari in seduta unica e in più sedute sono ugualmente efficaci, indipendentemente dal fatto che la polpa sia vitale o non vitale.38 Sull’esito valutato con le radiografie a un anno dal trattamento i due approcci non sembrano differire, e questo risultato deriva da 13 studi.39 Esiste però una differenza sul dolore a breve termine: chi viene trattato in più sedute ha probabilmente una minore probabilità di provare dolore nella prima settimana rispetto a chi viene trattato in seduta unica, e questo dato deriva da 5 studi.40 Su entrambi questi risultati gli autori dichiarano una fiducia moderata, non alta.41 La revisione nel suo complesso ha incluso 47 studi e 5.805 partecipanti, con una ricerca degli studi aggiornata ad aprile 2022.42 La conseguenza pratica è che la scelta non si decide su una regola generale, ma sulla singola situazione clinica, e va discussa in visita.
Il dente devitalizzato è più fragile?
Sì, in parte. Un dente sottoposto al trattamento endodontico perde una parte della sua resistenza strutturale e per questo deve essere ricostruito adeguatamente o ricoperto da una protesi dentaria, cioè un intarsio, una corona o una capsula, per evitare che si possa fratturare.34 È la ragione per cui la ricostruzione non va rimandata: il risultato atteso, cioè un dente che torna a svolgere le stesse funzioni di un dente integro, la SIE lo colloca esplicitamente dopo un’adeguata ricostruzione della corona.30
Gli strumenti usati per la cura canalare sono monouso?
Possono esserlo, ma non è la regola. Secondo la SIE gli strumenti canalari, impropriamente chiamati “aghetti”, possono essere monouso, cioè usati una volta e poi gettati. Normalmente però vengono riutilizzati sterilizzandoli in autoclave, lo stesso macchinario che si usa negli ospedali, e poi imbustati e resi sterili fino all’apertura della busta.43 Lo stesso procedimento si applica a tutti gli altri strumenti chirurgici: è lo standard con cui, secondo la SIE, si evita il rischio biologico.44
Come si capisce che la devitalizzazione ha funzionato?
Dai controlli nel tempo, non dalla scomparsa del dolore. Quando era presente un granuloma apicale, la SIE indica che la cura canalare ha avuto successo quando, dopo alcuni mesi dalla sua esecuzione, l’immagine del granuloma scompare dalle radiografie di controllo.35 In generale la cura canalare si mantiene finché il dente non presenta infezioni e risulta stabile anche radiograficamente ai controlli periodici del dentista.36
Conclusione: un dente che si può conservare, a patto di proteggerlo
La devitalizzazione ha un nome che spaventa e una finalità opposta a quella che il nome suggerisce: la SIE la definisce il trattamento che salva il dente dall’estrazione in caso di infezione o dolore pulpare.1 E le attribuisce, se eseguita correttamente, una percentuale di successo molto elevata, tale da mantenere il dente naturale in maniera predicibile.31
Se dovessi indicare il punto su cui vale la pena concentrarsi, però, non sceglierei la percentuale di successo. Sceglierei la frase meno appariscente di tutte: il dente trattato perde una parte della resistenza strutturale e va ricostruito adeguatamente o ricoperto, per evitare che si possa fratturare.34 È il passaggio su cui, nella pratica quotidiana, si gioca la tenuta del risultato, ed è anche quello che si tende a rimandare, proprio perché a quel punto il dolore è passato.
Sul sito trovi la pagina dedicata al nostro servizio di endodonzia. Se ti è stata proposta una cura canalare, oppure se hai un dente già devitalizzato e non sai se sia stato ricostruito in modo adeguato, puoi prenotare una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati, per una valutazione clinica personalizzata.
Articolo a cura e revisione clinica della Dott.ssa Daniela Coretti (Odontoiatra, Albo di Roma n. 2793).
Fonti a supporto
Le informazioni cliniche di questo articolo provengono da tre fonti. La Società Italiana di Endodonzia (SIE) è l’ente scientifico italiano di riferimento per la cura dell’interno del dente e delle sue radici, e le citazioni sono tratte dall’area informativa che dedica ai pazienti. Il Manuale MSD, versione per i pazienti, riferimento medico internazionale, è citato per le sole definizioni e per i meccanismi generali. La revisione Cochrane CD005296 è una sintesi indipendente degli studi clinici disponibili sul confronto fra trattamento in una seduta e in più sedute; non essendo disponibile in italiano, la traduzione dei passaggi è nostra e il testo originale inglese è riportato qui sotto. Per ogni numero, il link apre la fonte sul passaggio esatto.
- SIE, «La devitalizzazione o cura canalare si fa sui canali della radice del dente?»: «La cura canalare (propriamente terapia endodontica, conosciuta anche come devitalizzazione) è il trattamento che permette di salvare dall’estrazione il dente in caso di infezione / dolore pulpare.» apri la fonte
- SIE, «Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente? In cosa consiste?»: «Il trattamento endodontico è un intervento odontoiatrico ambulatoriale che si rende necessario quando la polpa è infiammata o infetta per un danno provocato da una carie profonda, dall’esito di interventi sul dente o da un trauma.» apri la fonte
- Manuale MSD (pazienti), «Pulpite»: «La pulpite è un’infiammazione dolorosa della polpa dentale, la parte più interna del dente che contiene i nervi e i vasi sanguigni.» apri la fonte
- SIE, «La devitalizzazione o cura canalare si fa sui canali della radice del dente?»: «Sì, la cura canalare riguarda appunto il sistema dei canali radicolari che sono i prolungamenti della polpa nelle radici del dente.» apri la fonte
- SIE, «La devitalizzazione o cura canalare si fa sui canali della radice del dente?»: «Consiste nella rimozione più completa possibile della polpa dentaria (“nervo”) per tutta la lunghezza delle radici.» apri la fonte
- SIE, «Sono andato dal mio dentista che mi ha proposto una cura canalare su un dente che aveva il nervo scoperto. In che cosa consiste?»: «La cura canalare (o terapia endodontica, detta anche devitalizzazione o canalizzazione) è un trattamento che permette di salvare e mantenere il dente naturale se colpito da carie profonda o da una infezione delle radici (ad esempio una pulpite o un ascesso dentale o un granuloma).» apri la fonte
- Manuale MSD (pazienti), «Pulpite»: «La principale causa di pulpite è la carie, la seconda causa più frequente è un trauma.» apri la fonte
- SIE, «Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente? In cosa consiste?»: «Lesioni cariose e traumi dentali, sia improvvisi che cronici, possono alterare in modo irreversibile lo stato di salute della polpa con conseguente pulpite e dolori acuti importanti; se non trattati la polpa poi diventerà necrotica sostenendo la formazione di infezioni nell’osso periradicolare» apri la fonte
- Manuale MSD (pazienti), «Pulpite»: «Una grave infiammazione può causare la necrosi della polpa.» apri la fonte
- Manuale MSD (pazienti), «Pulpite»: «La pulpite può indurre un’infezione, nella quale si forma una tasca di pus (ascesso periapicale) alla radice del dente.» apri la fonte
- Manuale MSD (pazienti), «Ascesso periapicale»: «Un ascesso periapicale è una raccolta di pus alla radice di un dente, solitamente dovuta a un’infezione diffusasi dal dente ai tessuti circostanti.» apri la fonte
- SIE, «Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente? In cosa consiste?»: «attenzione però che anche interventi odontoiatrici, come ad esempio la limatura dei denti per preparazioni dentali a fini protesici, se non eseguite con le dovute precauzioni, possono essere responsabili di infiammazioni irreversibili della polpa dentale che porteranno alla necrosi della stessa.» apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), Background: «The main indications for RoCT are irreversible pulpitis and necrosis of the dental pulp caused by carious processes, coronal crack or fracture, or dental trauma.» (traduzione nostra: «Le principali indicazioni al trattamento canalare sono la pulpite irreversibile e la necrosi della polpa dentale causate da processi cariosi, incrinatura o frattura della corona, o trauma dentale.») apri la fonte
- SIE, «Sono andato dal mio dentista che mi ha proposto una cura canalare su un dente che aveva il nervo scoperto. In che cosa consiste?»: «Dopo aver aperto un accesso attraverso la parte masticante del dente vengono allargati e detersi i canali delle radici e si procede alla loro otturazione con un materiale apposito.» apri la fonte
- SIE, «La devitalizzazione o cura canalare si fa sui canali della radice del dente?»: «I canali delle radici dentali vengono allargati (sagomati), detersi e infine otturati con materiale idoneo, in modo da rimuovere la polpa ormai degenerata e rendere indisponibile lo spazio vuoto ai batteri.» apri la fonte
- SIE, «Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente? In cosa consiste?»: «Il trattamento endodontico (o cura canalare anche detto devitalizzazione o canalizzazione) consiste nella rimozione della polpa infiammata e infetta, presente all’interno del dente e per tutta la lunghezza delle radici, e nella sua sostituzione con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata detersione e sagomatura dei canali radicolari.» apri la fonte
- SIE, «Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente? In cosa consiste?»: «viene eseguita avvalendosi di procedure e materiali basati sull’evidenza scientifica in tutte le fasi del trattamento, dalla diagnosi all’otturazione canalare: tra questi esami diagnostici radiografici 3D dedicati all’endodonzia, il microscopio operatorio» apri la fonte
- SIE, «Il mio nuovo dentista per devitalizzare ed otturare i denti usa un foglietto di gomma fissato al dente. E’ una nuova procedura?»: «Si chiama diga di gomma, introdotta in odontoiatria fin dalla fine dell’800.» apri la fonte
- SIE, «Il mio nuovo dentista per devitalizzare ed otturare i denti usa un foglietto di gomma fissato al dente. E’ una nuova procedura?»: «Permette di isolare il dente o i denti da curare dall’ambiente orale, così da lavorare all’asciutto dalla saliva e con migliore accessibilità, senza l’interferenza di lingua e labbra.» apri la fonte
- SIE, «Il mio nuovo dentista per devitalizzare ed otturare i denti usa un foglietto di gomma fissato al dente. E’ una nuova procedura?»: «Nel corso di una terapia endodontica o di un’otturazione risulta praticamente irrinunciabile per evitare la contaminazione dell’interno dei denti o delle superfici che si sta cercando di pulire, disinfettare e otturare.» apri la fonte
- SIE, «Il mio nuovo dentista per devitalizzare ed otturare i denti usa un foglietto di gomma fissato al dente. E’ una nuova procedura?»: «Grazie alla diga di gomma tutti i liquidi disinfettanti, tutti i materiali e gli strumenti utilizzati dal dentista non possono essere ingeriti o inalati accidentalmente dal paziente.» apri la fonte
- SIE, «Il mio nuovo dentista per devitalizzare ed otturare i denti usa un foglietto di gomma fissato al dente. E’ una nuova procedura?»: «Con la diga applicata il paziente si tranquillizza molto più facilmente, non dovendo più sforzarsi a non interferire con lingua e labbra o con la deglutizione, e il dentista può concentrarsi di più sull’intervento.» apri la fonte
- SIE, «Il mio nuovo dentista per devitalizzare ed otturare i denti usa un foglietto di gomma fissato al dente. E’ una nuova procedura?»: «Da sempre è considerata una delle procedure più importanti da applicare per migliorare la qualità e il successo sia delle cure endodontiche, sia degli interventi di otturazione / ricostruzione dentali.» apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), criteri di inclusione: «We excluded five studies that were included in the previous version of the review because they did not meet the current standard of care (i.e. rubber dam isolation and irrigation with sodium hypochlorite).» (traduzione nostra: «Cinque studi sono stati esclusi perché non rispettavano lo standard di cura attuale, che comprende l’isolamento con diga di gomma.») apri la fonte
- SIE, «La cura canalare può far male?»: «Durante il trattamento endodontico il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale.» apri la fonte
- SIE, «La cura canalare può far male?»: «Un indolenzimento, che può essere soggettivamente più o meno fastidioso, può essere presente dopo la terapia, ma è facilmente controllabile con un comune analgesico.» apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), messaggi chiave: «Both treatment approaches are frequently associated with some short-term post-treatment pain.» (traduzione nostra: «Entrambi gli approcci si associano frequentemente a un certo dolore post-trattamento a breve termine.») apri la fonte
- SIE, «La cura canalare può far male?»: «Raramente, in radici particolarmente infette, può svilupparsi un ascesso con dolore e gonfiore a causa del passaggio di batteri nell’osso che circonda le radici.» apri la fonte
- SIE, «La cura canalare può far male?»: «L’insorgenza di queste complicanze non pregiudica necessariamente il successo del trattamento in corso.» apri la fonte
- SIE, «Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?»: «Il risultato è che il dente non sarà più un serbatoio infettivo e, dopo un’adeguata ricostruzione della corona, potrà continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente integro.» apri la fonte
- SIE, «La devitalizzazione o cura canalare si fa sui canali della radice del dente?»: «Tale procedura, se eseguita correttamente, ha una percentuale di successo molto elevata e permette quindi di mantenere il dente naturale in maniera predicibile.» apri la fonte
- SIE, «Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?»: «La percentuale di successo di una cura canalare corretta è, in condizioni normali, elevatissima.» apri la fonte
- SIE, «Cosa si ottiene con il trattamento endodontico?»: «La percentuale diminuisce nei casi di ritrattamento endodontico, quando cioè è necessario ripetere la procedura per un insuccesso precedente (errori d’esecuzione, complessità anatomiche, difficoltà obiettive)» apri la fonte
- SIE, «Sono andato dal mio dentista che mi ha proposto una cura canalare su un dente che aveva il nervo scoperto. In che cosa consiste?»: «Un dente sottoposto al trattamento endodontico perde una parte della sua resistenza strutturale – questo soprattutto a causa della carie profonda / frattura che ha determinato la lesione – e per questo deve essere ricostruito adeguatamente o ricoperto da una protesi dentaria (intarsio, corona, capsula) per evitare che si possa fratturare.» apri la fonte
- SIE, «Mi è stato diagnosticato un “granuloma apicale”. Ma che cos’è un granuloma apicale? E’ un tumore?»: «La cura canalare ha avuto successo quando, dopo alcuni mesi dalla sua esecuzione, l’immagine del granuloma scompare dalle radiografie di controllo.» apri la fonte
- SIE, «Perché devo curare di nuovo un dente già devitalizzato? È stato eseguito male il primo intervento oppure le terapie canalari vanno rifatte dopo qualche anno?»: «La cura canalare si può considerare invece “definitiva” fino a quando il dente non presenta infezioni e risulta stabile anche radiograficamente ai controlli periodici del dentista.» apri la fonte
- SIE, «Perché devo curare di nuovo un dente già devitalizzato? È stato eseguito male il primo intervento oppure le terapie canalari vanno rifatte dopo qualche anno?»: «Il ritrattamento endodontico è una procedura di ulteriore trattamento in un dente già sottoposto a cura canalare.» apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), messaggi chiave: «Single-visit and multiple-visit endodontic (root canal) treatments are equally effective, regardless of whether the soft portion at the centre of the tooth containing nerves and blood vessels (dental pulp) is vital (living) or non-vital (dead).» (traduzione nostra: «I trattamenti canalari in seduta unica e in più sedute sono ugualmente efficaci, indipendentemente dal fatto che la polpa dentale sia vitale o non vitale.») apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), risultati: «Single-visit and multiple-visit treatments do not seem to have a different outcome when they are judged using x-rays taken one year after treatment (evidence from 13 studies).» (traduzione nostra: «I trattamenti in seduta unica e in più sedute non sembrano dare un esito diverso quando vengono valutati con le radiografie scattate a un anno dal trattamento, sulla base di 13 studi.») apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), risultati: «Participants treated over multiple visits are probably less likely to experience pain in the first week after treatment starts than participants treated in a single visit (evidence from five studies).» (traduzione nostra: «I partecipanti trattati in più sedute hanno probabilmente una minore probabilità di provare dolore nella prima settimana dall’inizio del trattamento rispetto a quelli trattati in seduta unica, sulla base di cinque studi.») apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), limiti dell’evidenza: «We are moderately confident in the conclusions regarding x-ray success of the treatment after one year not differing according to whether it was done in a single visit or multiple visits. Likewise, we are moderately confident in the finding that pain during the first week after treatment is more likely with single-visit treatment.» (traduzione nostra: «Gli autori dichiarano una fiducia moderata sia sull’assenza di differenza nell’esito radiografico a un anno, sia sul fatto che il dolore nella prima settimana sia più probabile con il trattamento in seduta unica.») apri la fonte
- Cochrane, revisione CD005296 (2022), studi inclusi e data: «We found 47 studies with 5805 participants.» e «We searched for evidence up to April 2022.» (traduzione nostra: «Sono stati individuati 47 studi con 5.805 partecipanti; la ricerca degli studi è aggiornata ad aprile 2022.») apri la fonte
- SIE, «Gli aghetti per fare la cura canalare sono monouso o si possono riutilizzare?»: «Gli strumenti canalari (impropriamente gli “aghetti” che vengono usati dal dentista) possono essere monouso (usati una volta e poi gettati), ma normalmente vengono riutilizzati sterilizzandoli in autoclave, lo stesso macchinario che si usa negli ospedali, imbustandoli e rendendoli sterili fino all’apertura della busta per il successivo utilizzo.» apri la fonte
- SIE, «Gli aghetti per fare la cura canalare sono monouso o si possono riutilizzare?»: «Lo stesso procedimento si esegue per tutti gli altri strumenti chirurgici e consente di evitare qualsiasi rischio biologico.» apri la fonte

