Granuloma dentale: che cos’è e perché non è un tumore

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Granuloma dentale: che cos’è e perché non è un tumore

Il granuloma dentale è un’infiammazione cronica della zona che circonda la radice del dente, e nella maggior parte dei casi si localizza all’apice, prendendo per questo il nome di granuloma apicale.1 La domanda che porta qui quasi tutti ha una risposta netta, ed è di una società scientifica. La Società Italiana di Endodonzia (SIE), l’ente scientifico italiano di riferimento per la cura dell’interno del dente e delle sue radici, lo descrive come una reazione infiammatoria normale allo stimolo infettivo, tossine e batteri, proveniente dall’interno della radice.2 E aggiunge che si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo, e non è quindi un tumore.3 In questo articolo vediamo che cos’è, come si forma, quali sintomi dà, come si scopre, che cosa comporta non curarlo e come si tratta.

Che cos’è un granuloma dentale?

La definizione è della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti: un’infiammazione cronica della zona che circonda la radice del dente, che nella maggior parte dei casi si localizza all’apice e per questo si chiama anche granuloma apicale.1 La stessa fonte lo descrive come una problematica piuttosto frequente nell’odontoiatria, la tipica complicanza silenziosa di carie, fratture o scheggiature dentali.4

Vale la pena fermarsi su quella parola, complicanza. Il granuloma non nasce per conto proprio: è la conseguenza di qualcosa che è accaduto prima, dentro il dente. La SIdP lo scrive in modo esplicito descrivendone la formazione: la degenerazione della polpa determina una reazione dell’organismo, che a sua volta cerca di limitarla attraverso la formazione del granuloma.5

Detto altrimenti, quello che si legge sul referto non è la malattia. È la risposta dell’organismo a una malattia che sta più in profondità, dentro la radice.

Il granuloma dentale è un tumore?

No. Sulla domanda la SIE è testuale: il granuloma si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo e non è quindi un tumore.3 La stessa fonte lo inquadra come una reazione infiammatoria normale allo stimolo infettivo, cioè a tossine e batteri, che proviene dall’interno della radice.2

È la prima cosa che dico quando comunico questa diagnosi, perché so da dove nasce il timore. La parola granuloma somiglia a parole che spaventano, e l’immagine radiografica sembra dare ragione al sospetto: quello che si vede è una formazione radiotrasparente, cioè un’area scura all’apice dell’elemento dentale coinvolto.6

Quell’area scura, però, ha una spiegazione precisa. Dal punto di vista radiografico il granuloma è giustificato da una zona di rarefazione ossea vicino all’apice, e la zona scura indica la presenza di un’infezione batterica.7 Non è l’ombra di una massa che cresce: è il segno di un osso che ha reagito a un’infezione.

Detto questo, la risposta rassicurante non autorizza la conclusione opposta, cioè che non sia niente. Il granuloma segnala un’infezione attiva, e la SIdP scrive che le conseguenze di un granuloma dentale non curato possono compromettere la salute del cavo orale.8 Le due cose stanno insieme e vanno tenute insieme: non è un tumore, e non è nemmeno una cosa da lasciare dov’è.

Come si forma un granuloma dentale?

Quasi sempre da una carie trascurata. Una delle cause più frequenti del granuloma, scrive la SIdP, è la carie dentale, cioè un processo di demineralizzazione del dente indotto da batteri presenti nel cavo orale.9

Da lì la sequenza è descritta passo per passo. Una carie trascurata nelle fasi iniziali può generare un processo infiammatorio più grave, sviluppandosi verso gli strati profondi del dente e portandosi in prossimità della polpa dentaria. A quel punto il tessuto connettivo della polpa va incontro a una pulpite, un processo infiammatorio irreversibile.10 Dopo un periodo di dolore più o meno accentuato il tessuto della polpa, ormai compromesso, giunge alla necrosi, che segna l’inizio del processo degenerativo.11 E la degenerazione della polpa determina la reazione dell’organismo che cerca di limitarla, cioè il granuloma.5

La stessa catena è confermata dalla SIE, che la descrive dal proprio versante. Se le lesioni cariose e i traumi non vengono trattati, la polpa diventerà necrotica, sostenendo la formazione di infezioni nell’osso periradicolare.12 Due società scientifiche diverse, quindi, raccontano lo stesso percorso.

All’origine c’è quasi sempre la carie, alla quale ho dedicato un approfondimento a parte, su che cos’è la carie e come si forma.

Non è però l’unica strada possibile. Un granuloma dentale può essere causato anche da un trauma dentale o da una terapia canalare non andata a buon fine.13 È il motivo per cui un granuloma può comparire anche su un dente già devitalizzato, situazione che ha un percorso terapeutico diverso, come vediamo più avanti.

Quali sintomi dà un granuloma dentale?

Spesso nessuno, ed è il dato che sorprende di più chi riceve la diagnosi. Generalmente asintomatico, scrive la SIdP, il granuloma dentale è una condizione causata principalmente dal processo degenerativo della polpa dentaria.14

Quando invece si manifesta, la stessa fonte elenca alcuni sintomi caratteristici:

  • dolore continuo e pulsante, sia spontaneo sia provocato dal contatto del dente coinvolto;
  • gonfiore e infiammazione della gengiva o della guancia;
  • ascesso o fistola.15

Le ultime due voci sono nomi clinici che vale la pena chiarire, perché sono anche i quadri che portano le persone in studio. L’ascesso periapicale è una raccolta di pus alla radice di un dente, solitamente dovuta a un’infezione diffusasi dal dente ai tessuti circostanti.16 Dei suoi sintomi e di quando non ammette attesa ho scritto nell’approfondimento dedicato all’ascesso dentale. La fistola si forma invece quando un ascesso drena attraverso il tessuto gengivale, creando un’area di comunicazione dalla zona di infezione al cavo orale:17 ne ho parlato nell’articolo sull’ascesso gengivale.

Su quest’ultima c’è un punto controintuitivo che conviene conoscere. La presenza della fistola, specialmente in un dente non vitale, cioè devitalizzato, può associarsi a un’assenza di sintomatologia dolorosa. La comunicazione tra la zona infetta e il cavo orale contribuisce infatti al drenaggio dell’essudato purulento, e quindi a una diminuzione della sintomatologia.18 In altre parole il dolore può calare proprio mentre l’infezione è ancora lì.

Il silenzio, in questa storia, non è quindi una buona notizia. È la ragione per cui la SIdP definisce il granuloma la tipica complicanza silenziosa di carie, fratture o scheggiature dentali.4

Come si scopre un granuloma dentale?

Con la visita e con la radiografia. La diagnosi viene effettuata attraverso esami clinici e radiografici: a livello clinico si procede con un’ispezione dentale, un sondaggio parodontale e una palpazione delle aree limitrofe.19

A livello strumentale è utile un test di vitalità pulpare, che si esegue con stimoli termici, a freddo o a caldo, oppure con stimoli elettrici. In caso di esito negativo è verosimile che il dente sia necrotico, e sarà quindi necessario un approfondimento diagnostico.20

Nella maggior parte dei casi, però, il granuloma viene individuato grazie a una radiografia dei denti, che ne evidenzia l’area scura all’apice.6

Metto insieme questi dati, perché presi insieme dicono una cosa che da soli non dicono. Il granuloma è generalmente asintomatico14 e nella maggior parte dei casi si individua con una radiografia.6 Nei controlli periodici, quindi, la radiografia non è un accessorio: è il modo in cui una lesione che non fa parlare di sé si fa vedere.

Che cosa succede se un granuloma dentale non viene curato?

La frase specifica della SIdP è questa: le conseguenze di un granuloma dentale non curato possono compromettere la salute del cavo orale, esponendo a rischi anche molto seri.8

Su questo punto riporto quello che dicono le fonti, e non aggiungo nulla di mio. È una domanda a cui si risponde male in due modi opposti, minimizzando oppure drammatizzando.

Il primo passaggio riguarda la manifestazione acuta. Fra i sintomi possibili del granuloma la SIdP elenca l’ascesso e la fistola.15 E proprio sull’ascesso la stessa società scrive che non se ne devono ignorare i sintomi: l’infezione, se non trattata adeguatamente, può danneggiare il dente e i tessuti che lo circondano, ma anche provocare complicanze più gravi come osteomielite, trombosi del seno cavernoso o addirittura una setticemia.21 Aggiunge che, appena individuati i segni e i sintomi dell’ascesso, è essenziale rivolgersi al proprio odontoiatra o medico di riferimento, perché l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi.22

Il secondo passaggio è il contrappeso, ed è di nuovo la SIE: il granuloma è la reazione che si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo.3 Letto insieme al dato radiografico, per cui la zona scura indica un’infezione batterica,7 significa che la lastra mostra un’infezione che l’organismo sta contenendo, non un’infezione eliminata.

Il terzo passaggio è quello che conta di più nella pratica quotidiana. Nel caso di un dente mai sottoposto a devitalizzazione, scrive la SIdP, la terapia canalare in genere è risolutiva.23 Il rischio, quindi, riguarda il granuloma lasciato dov’è, non il granuloma trattato.

Come si cura un granuloma dentale?

Trattando l’infezione che lo alimenta, dentro la radice. Fatta la diagnosi, la SIdP indica di procedere con un’analisi prognostica e con un piano di cura appropriato, e descrive quattro scenari.23

1. Dente mai devitalizzato. La terapia canalare in genere è risolutiva.23 Se la corona è sufficientemente integra per essere ricostruita, la cura prevede la disinfezione dei canali, la chiusura tridimensionale con sigillo all’apice e il sigillo coronale con un restauro della corona stessa.24 2. Dente già devitalizzato. Se la lesione ha colpito un dente già trattato a livello endodontico, è opportuno procedere con il ritrattamento dello stesso,25 che la SIE definisce una procedura di ulteriore trattamento in un dente già sottoposto a cura canalare.26 3. Granulomi non risolvibili con la sola devitalizzazione. Qui è necessario ricorrere alla chirurgia endodontica, con un intervento detto apicectomia. Consiste nel rimuovere la lesione, sezionare l’apice e otturare il canale radicolare per via retrograda, cioè dalla parte della radice e non della corona.27 4. Dente non recuperabile. Quando il trattamento o il ritrattamento endodontico non sono possibili, può rendersi necessaria l’estrazione del dente.28

Il primo scenario è anche il più comune, e ha un nome che tutti conoscono. Secondo la SIE la cura canalare, chiamata anche terapia endodontica o devitalizzazione, permette di salvare e mantenere il dente naturale colpito da carie profonda o da un’infezione delle radici. Fra queste la fonte cita esplicitamente il granuloma.29 Di come si svolge, e del perché il dente trattato vada poi ricostruito, ho scritto nella guida dedicata alla devitalizzazione.

Sul risultato la SIE indica un criterio verificabile, e non una sensazione: la cura canalare ha avuto successo quando, dopo alcuni mesi dalla sua esecuzione, l’immagine del granuloma scompare dalle radiografie di controllo.30 È il motivo per cui, dopo il trattamento, i controlli radiografici non sono una formalità.

Resta un punto sull’intervallo fra il sospetto e la visita. Scrivendo della fistola, che è una delle manifestazioni possibili del granuloma,15 la SIdP raccomanda di affidarsi a professionisti in grado di eseguire una diagnosi accurata, e di evitare terapie antibiotiche empiriche prima del consulto, perché potrebbero non essere necessarie.31 Quali farmaci servano, e se servano, è una decisione clinica che si prende dopo la diagnosi e sul singolo caso.

Si può prevenire un granuloma dentale?

In buona parte sì, e la prevenzione del granuloma coincide con quella della carie. La prevenzione è parte integrante della terapia di supporto, scrive la SIdP: è importante effettuare controlli periodici, comprensivi di radiografie, per evitare l’accumulo di placca batterica.32

Il punto in cui la catena si interrompe è indicato dalla fonte con precisione. In caso di carie allo stadio iniziale è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un professionista, per evitare che le carie raggiungano la polpa.33 È esattamente il passaggio da cui parte la pulpite,10 e da lì la necrosi11 e la reazione che forma il granuloma.5 Una carie intercettata prima di quel punto è un granuloma che non si forma.

Per chi ha già avuto un problema simile la raccomandazione è più stringente. In caso di precedenti clinici è importante investire in controlli radiografici e impostare un programma personalizzato con lo specialista di riferimento, per evitare che la problematica si ripresenti.34

Domande frequenti sul granuloma dentale

Il granuloma dentale è un tumore?

No. La SIE risponde alla domanda in modo esplicito: il granuloma si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo e non è quindi un tumore.3 La stessa fonte lo definisce una reazione infiammatoria normale allo stimolo infettivo, tossine e batteri, proveniente dall’interno della radice.2 Questo però non significa che sia una condizione da ignorare: la SIdP scrive che le conseguenze di un granuloma dentale non curato possono compromettere la salute del cavo orale.8

Si può morire di granuloma dentale?

Il granuloma è, nella descrizione della SIE, la reazione che si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo,3 e nessuna delle fonti consultate lo descrive come una condizione che mette in pericolo la vita. Questo però non autorizza la conclusione opposta, cioè che non sia niente. Il rischio, nelle fonti, non riguarda il granuloma in sé ma il granuloma lasciato senza cura: la SIdP scrive che le conseguenze di un granuloma dentale non curato possono compromettere la salute del cavo orale, esponendo a rischi anche molto seri,8 e fra le manifestazioni possibili elenca l’ascesso e la fistola.15 È la ragione per cui una diagnosi di granuloma si accompagna sempre a un piano di cura: nei denti mai devitalizzati la SIdP descrive la terapia canalare come, in genere, risolutiva.23

Il granuloma dentale si riassorbe da solo?

Nessuna delle fonti consultate descrive una risoluzione spontanea. Quello che descrivono è l’opposto: per ogni scenario la SIdP indica un trattamento, dalla terapia canalare al ritrattamento,23 25 dalla chirurgia endodontica all’estrazione nei casi in cui il dente non sia recuperabile.27 28 Anche il criterio di guarigione è collocato dopo la cura e non prima: secondo la SIE la cura canalare ha avuto successo quando, dopo alcuni mesi, l’immagine del granuloma scompare dalle radiografie di controllo.30 E sull’ascesso, che è una delle manifestazioni possibili del granuloma,15 la SIdP è esplicita: non passa da solo.22

Come ci si accorge di avere un granuloma dentale?

Spesso non ci si accorge affatto, perché il granuloma dentale è generalmente asintomatico.14 Quando dà segni, la SIdP elenca dolore continuo e pulsante, spontaneo o provocato dal contatto del dente coinvolto, gonfiore e infiammazione della gengiva o della guancia, ascesso o fistola.15 La diagnosi passa comunque da esami clinici e radiografici,19 e nella maggior parte dei casi il granuloma viene individuato con una radiografia dei denti, che evidenzia una formazione radiotrasparente, cioè un’area scura all’apice dell’elemento dentale coinvolto.6

Conclusione: non è un tumore, ma segnala un’infezione che chiede una cura

Se sei arrivato qui dopo aver letto un referto, la risposta che cercavi è quella della SIE, ed è netta: il granuloma si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo e non è quindi un tumore.3 È una reazione dell’organismo, non una crescita: la SIdP la descrive come il tentativo di limitare la degenerazione della polpa.5

La seconda metà della risposta è altrettanto importante, e nella mia esperienza è quella che si perde per strada proprio perché la prima rassicura. Il granuloma è generalmente asintomatico,14 quindi non sarà il dolore a ricordarti che c’è. E le conseguenze di un granuloma non curato possono compromettere la salute del cavo orale, esponendo a rischi anche molto seri.8 Nei denti mai devitalizzati, però, la SIdP descrive la terapia canalare come in genere risolutiva:23 il tempo che passa fra la diagnosi e la cura è l’unica variabile che dipende davvero da te.

Sul sito trovi la pagina dedicata al nostro servizio di endodonzia. Se ti è stato diagnosticato un granuloma apicale, oppure se hai un dente che ti ha fatto male tempo fa e poi ha smesso senza essere curato, prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati, per una valutazione clinica personalizzata.

Articolo a cura e revisione clinica della Dott.ssa Daniela Coretti (Odontoiatra, Albo di Roma n. 2793).

Fonti a supporto

Le informazioni cliniche di questo articolo provengono da tre enti. La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) è il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, e le citazioni sono tratte dal suo portale informativo gengive.org. La Società Italiana di Endodonzia (SIE) è l’ente scientifico italiano di riferimento per la cura dell’interno del dente e delle sue radici, e le citazioni provengono dall’area informativa che dedica ai pazienti. Il Manuale MSD, versione per i pazienti, riferimento medico internazionale, è citato per una sola definizione. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.

  1. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale: che cos’è e quali sono le cause?», agg. 01/06/2026: «Si tratta di un’infiammazione cronica della zona che circonda la radice del dente (detta periradicolare) e, nella maggior parte dei casi, si localizza all’apice, prendendo il nome di granuloma apicale.» apri la fonte
  2. SIE (endodonzia.it), «Mi è stato diagnosticato un “granuloma apicale”. Ma che cos’è un granuloma apicale? E’ un tumore?», 30/08/2024: «Un granuloma può formarsi nell’osso intorno alle radici di un dente ed è una reazione infiammatoria normale allo stimolo infettivo (tossine e batteri) proveniente dall’interno della radice (canali radicolari).» apri la fonte
  3. SIE (endodonzia.it), «Mi è stato diagnosticato un “granuloma apicale”…»: «Si oppone alla diffusione dell’infezione a tutto l’organismo e non è quindi un tumore.» apri la fonte
  4. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Il granuloma dentale è una problematica piuttosto frequente nell’odontoiatria, la tipica complicanza silenziosa di carie, fratture o scheggiature dentali.» apri la fonte
  5. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «La degenerazione della polpa determina una reazione dell’organismo, che a sua volta cerca di limitarla attraverso la formazione del granuloma.» apri la fonte
  6. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Nella maggior parte dei casi, il granuloma dentale viene individuato grazie a una radiografia dei denti (radiografia endorale periapicale, ortopantomografia, tomografia computerizzata), che andrà a evidenziare una formazione radiotrasparente, cioè un’area scura all’apice dell’elemento dentale coinvolto (esattamente in corrispondenza del granuloma).» apri la fonte
  7. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Dal punto di vista radiografico, il granuloma è giustificato dalla presenza di una zona di rarefazione ossea vicino all’apice e la zona scura visibile dalla radiografia indica la presenza di un’infezione batterica.» apri la fonte
  8. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Le conseguenze di un granuloma dentale non curato possono compromettere la salute del cavo orale, esponendo a rischi anche molto seri.» apri la fonte
  9. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Una delle cause più frequenti del granuloma è la carie dentale, un processo di demineralizzazione del dente indotto da batteri presenti nel cavo orale.» apri la fonte
  10. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Una carie trascurata nelle sue fasi iniziali, infatti, può generare un processo infiammatorio più grave, sviluppandosi verso gli strati profondi del dente e portandosi in prossimità della polpa dentaria: in questo caso, il tessuto connettivo della polpa va incontro a una pulpite, un processo infiammatorio irreversibile.» apri la fonte
  11. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Dopo un periodo di dolore più o meno accentuato, il tessuto della polpa, ormai compromesso, giunge alla necrosi, che segna l’inizio del processo degenerativo.» apri la fonte
  12. SIE (endodonzia.it), «Cos’è un trattamento endodontico, o cura canalare o “devitalizzazione” del dente? In cosa consiste?», 30/08/2024: «Lesioni cariose e traumi dentali, sia improvvisi che cronici, possono alterare in modo irreversibile lo stato di salute della polpa con conseguente pulpite e dolori acuti importanti; se non trattati la polpa poi diventerà necrotica sostenendo la formazione di infezioni nell’osso periradicolare» apri la fonte
  13. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Un granuloma dentale può essere causato anche da altri fattori, come un trauma dentale o una terapia canalare non andata a buon fine: nel primo caso, il trauma, diretto o indiretto, genera un’interruzione del fascio vascolo-nervoso, innescando il processo degenerativo della polpa; nel secondo, una devitalizzazione incompleta permette una proliferazione batterica a livello pulpare che può dare origine al granuloma dentale.» apri la fonte
  14. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Generalmente asintomatico, il granuloma dentale è una condizione causata principalmente dal processo degenerativo della polpa dentaria» apri la fonte
  15. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «la lesione può generare una serie di sintomi caratteristici: dolore continuo e pulsante, sia spontaneo sia provocato dal contatto del dente coinvolto; gonfiore e infiammazione della gengiva o della guancia; ascesso o fistola.» apri la fonte
  16. Manuale MSD (versione per i pazienti), «Ascesso periapicale», rev. novembre 2024: «Un ascesso periapicale è una raccolta di pus alla radice di un dente, solitamente dovuta a un’infezione diffusasi dal dente ai tessuti circostanti.» apri la fonte
  17. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento», agg. 01/06/2026: «si possono generare dei veri e propri ascessi che, in un secondo momento, drenano attraverso il tessuto gengivale creando una fistola, cioè un’area di comunicazione dalla zona di infezione al cavo orale.» apri la fonte
  18. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale…»: «La presenza della fistola, specialmente in un dente non vitale (devitalizzato), può associarsi a un’assenza di sintomatologia dolorosa: in questo caso, la comunicazione tra la zona infetta e il cavo orale contribuisce al drenaggio dell’essudato purulento e quindi a una diminuzione della sintomatologia.» apri la fonte
  19. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «La diagnosi viene effettuata attraverso esami clinici e radiografici. A livello clinico si procede con un’ispezione dentale, un sondaggio parodontale e una palpazione delle aree limitrofe;» apri la fonte
  20. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «a livello strumentale è utile un test di vitalità pulpare. Questo può essere effettuato con stimoli termici, a freddo o a caldo, o mediante stimoli elettrici, grazie all’ausilio di strumentazioni apposite. In caso di esito negativo è verosimile che il dente sia necrotico e dunque sarà necessario prevedere un approfondimento diagnostico.» apri la fonte
  21. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura», agg. 13/06/2024: «È fondamentale non ignorare i sintomi di un ascesso dentale poiché l’infezione, se non trattata adeguatamente, può danneggiare non solo il dente e i tessuti che lo circondano, ma anche provocare complicanze più gravi come osteomielite, trombosi del seno cavernoso o addirittura una setticemia.» apri la fonte
  22. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale…»: «Appena individuati segni e sintomi dell’ascesso è essenziale recarsi dal proprio odontoiatra o medico di riferimento: è bene sapere che l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa solamente esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi per la salute dei denti e dell’organismo.» apri la fonte
  23. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Una volta diagnosticato il granuloma dentale, occorre procedere con un’analisi prognostica e con la formulazione di un piano di cura appropriato. In caso di dente non trattato a livello endodontico, ossia mai sottoposto a procedura medica di devitalizzazione, la terapia canalare, in genere, è risolutiva.» apri la fonte
  24. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Se la parte visibile del dente, chiamata corona, è sufficientemente integra per essere ricostruita, la cura prevede: disinfezione dei canali; chiusura tridimensionale con sigillo all’apice; sigillo coronale con un restauro della corona stessa.» apri la fonte
  25. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «Se la lesione ha colpito un dente già trattato a livello endodontico è opportuno procedere con il ritrattamento dello stesso» apri la fonte
  26. SIE (endodonzia.it), «Perché devo curare di nuovo un dente già devitalizzato? È stato eseguito male il primo intervento oppure le terapie canalari vanno rifatte dopo qualche anno?», 2024: «Il ritrattamento endodontico è una procedura di ulteriore trattamento in un dente già sottoposto a cura canalare.» apri la fonte
  27. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «per i granulomi dentali non curabili attraverso la semplice devitalizzazione (riempimento canalare), è necessario ricorrere alla chirurgia endodontica con un intervento detto apicectomia. Questo consiste nel rimuovere la lesione, sezionare l’apice e otturare il canale radicolare per via retrograda, ovvero dalla parte della radice e non della corona.» apri la fonte
  28. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «In tutti quei casi in cui il dente non è recuperabile (impossibilità di trattamento o ritrattamento endodontico) può rendersi necessaria l’estrazione del dente stesso.» apri la fonte
  29. SIE (endodonzia.it), «Sono andato dal mio dentista che mi ha proposto una cura canalare su un dente che aveva il nervo scoperto. In che cosa consiste?», 30/08/2024: «La cura canalare (o terapia endodontica, detta anche devitalizzazione o canalizzazione) è un trattamento che permette di salvare e mantenere il dente naturale se colpito da carie profonda o da una infezione delle radici (ad esempio una pulpite o un ascesso dentale o un granuloma).» apri la fonte
  30. SIE (endodonzia.it), «Mi è stato diagnosticato un “granuloma apicale”…»: «La cura canalare ha avuto successo quando, dopo alcuni mesi dalla sua esecuzione, l’immagine del granuloma scompare dalle radiografie di controllo.» apri la fonte
  31. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale…»: «Il trattamento delle fistole gengivali varia a seconda della sua eziologia, pertanto, è fondamentale affidarsi a professionisti in grado di eseguire una diagnosi accurata ed evitare di cominciare terapie antibiotiche empiriche prima del consulto: potrebbero non essere necessarie.» apri la fonte
  32. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «La prevenzione è parte integrante della terapia di supporto: è importante effettuare controlli periodici, comprensivi di radiografie, per evitare l’accumulo di placca batterica.» apri la fonte
  33. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «In caso di carie allo stadio iniziale è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un professionista per evitare che queste raggiungano la polpa» apri la fonte
  34. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale…»: «in caso di precedenti clinici, è importante investire in controlli radiografici e impostare un programma personalizzato con lo specialista di riferimento, per evitare che la problematica si ripresenti.» apri la fonte