Le macchie sui denti hanno un nome clinico, discromie dentali: alterazioni del colore naturale del dente che possono portare a problemi estetici, soprattutto quando compaiono nelle zone anteriori della bocca.1 Ma non tutte le macchie sono uguali: alcune si eliminano con l’igiene professionale, altre nascono in profondità nello smalto, e una macchia bianca può essere perfino una carie che inizia. In questo articolo vediamo perché i denti si macchiano, come si distinguono le macchie superficiali da quelle profonde, che cosa sono le black stains e le macchie bianche, come si prevengono e quando serve una visita.
Perché i denti si macchiano?
Il punto di partenza è il colore naturale. Il colore dei denti è dato dalla combinazione cromatica tra i due tessuti che costituiscono il dente, smalto e dentina,2 e ogni persona possiede una colorazione propria, dovuta alla genetica e allo stile di vita, che può variare durante il corso della vita.3
Su questa base si innestano le macchie vere e proprie, che si distinguono in due tipologie: le discromie estrinseche, in cui il difetto di colorazione è superficiale, sullo smalto, e ha cause esterne come l’alimentazione; e le discromie intrinseche, dovute a macchie profonde nello smalto o nella dentina, legate a cause interne.4 La distinzione non è accademica: cambia completamente il modo di trattarle.
Da dove vengono le macchie superficiali e come si tolgono?
Le pigmentazioni estrinseche sono spesso associate alla presenza di placca batterica e tartaro, che rendono la superficie del dente ruvida e un po’ appiccicosa: per questo le sostanze particolarmente pigmentate riescono ad attaccarsi tenacemente allo smalto, macchiandolo.5
L’elenco dei responsabili è concreto: tra i cibi e le bevande ci sono liquirizia, spinaci, carciofi, frutti rossi, cioccolata, tisane, tè, caffè, vino rosso, vino bianco e succhi ai frutti rossi; tra i composti chimici la nicotina, il tabacco e la clorexidina; e poi placca batterica, tartaro e batteri cromogeni.6 Due note utili: la clorexidina è il principio attivo di alcuni collutori a uso clinico, di cui ho parlato nell’articolo sul collutorio; e il fumo, oltre a pigmentare, fa alle gengive danni ben più seri, a cui ho dedicato un approfondimento.
La buona notizia riguarda la rimozione: proprio per il modo in cui si legano alla superficie del dente, queste discromie possono essere eliminate solo con l’igiene orale professionale.7 “Solo” va letto per quello che dice: la strada è quella professionale, non i rimedi casalinghi. Lo spazzolino di casa non le rimuove, e su come si svolge la seduta ho scritto un articolo dedicato alla pulizia dei denti.
Che cosa sono le macchie profonde (discromie intrinseche)?
Le discromie intrinseche sono macchie situate in profondità, nello smalto o nella dentina, e non possono essere eliminate con l’igiene professionale; lo sbiancamento, esterno o interno, può migliorarne temporaneamente l’aspetto,8 mentre le soluzioni più durature sono conservative, con ricostruzioni in composito, o protesiche, con faccette o corone.9 Sono valutazioni che si fanno caso per caso con il professionista.
Da dove nascono? Alcune si sviluppano prima dell’eruzione del dente, per un difetto genetico o un disturbo durante lo sviluppo;10 tra queste c’è la fluorosi, legata all’assunzione prolungata o in dosi eccessive di fluoro, che causa macchie biancastre o marroncine,11 un tema che ho approfondito nell’articolo sul fluoro. Ci sono poi le tetracicline, antibiotici che, se assunti dalla madre nell’ultimo trimestre di gravidanza, provocano discromie sui denti da latte e, se assunti nella prima infanzia, sui denti permanenti.12
Altre discromie profonde compaiono dopo l’eruzione: necrosi pulpare, pigmentazione da amalgama, forti traumi, invecchiamento del dente, erosioni e fratture dello smalto.13
Che cosa sono le black stains, la linea scura vicino alle gengive?
Un caso particolare, che spesso allarma i genitori, sono le black stains: macchie di colore brunastro che appaiono vicino al margine gengivale, come una linea nera continua o tratteggiata sulla superficie del dente o sul contorno gengivale.14 Colpiscono tipicamente le persone giovani, ma possono interessare anche gli adulti con disturbi del metabolismo del ferro: i batteri cromogeni producono una sostanza a base di zolfo che si lega con il ferro, formando un composto che pigmenta i denti in maniera quasi indelebile.15
Il trattamento indicato dalla fonte prevede sedute di igiene orale professionale con ultrasuoni, paste per lucidare e airpolishing, grande attenzione alle manovre di igiene domiciliare, con una sostituzione più frequente dello spazzolino, e la valutazione, da parte del professionista, dell’eventuale utilizzo di integratori a base di probiotici o di lattoferrina.16 Non è quindi una condanna estetica: è una condizione che si gestisce, con costanza.
Quando le macchie bianche meritano attenzione?
Le macchie bianche meritano un capitolo a parte, perché lo spettro va dall’innocuo al segnale precoce di malattia. Compaiono dove lo smalto sembra più gessoso e meno lucido, e possono anche caratterizzare un sorriso, ma bisogna accertarsi che non siano un problema per la salute dei denti.17
Le cause possibili sono diverse: demineralizzazioni dello smalto per motivi genetici o carenze durante la sua formazione;18 decalcificazioni causate da sostanze acide dopo la formazione dello smalto, destinate a ingrandirsi e peggiorare se non si modificano i comportamenti che le producono, e più soggette alle carie;19 traumi su un dente da latte che si ripercuotono sul dente definitivo sottostante;20 la fluorosi;21 alcuni antibiotici assunti per tempi prolungati durante lo sviluppo dei denti.22
E poi c’è la causa che giustifica da sola la visita: la carie in fase iniziale. La carie è una demineralizzazione delle strutture dure dei denti e, nelle prime fasi della sua formazione, può presentarsi proprio come una macchia bianca: è quindi fondamentale una visita tempestiva con un professionista, che potrà fare la diagnosi corretta.23 Su come nasce e si sviluppa questo processo ho scritto un approfondimento dedicato alla carie.
Quanto ai trattamenti, dipendono dalla causa: nelle forme più lievi e in assenza di carie accertata, si possono usare su indicazione del professionista paste rimineralizzanti domiciliari, poi trattamenti professionali di microinfiltrazione con resine dedicate,24 mentre nei casi più gravi, dove la macchia si estende in profondità o c’è un inizio di carie, sarà necessaria un’otturazione.25 Esiste infine una condizione specifica, la MIH (ipomineralizzazione di molari e incisivi), un difetto qualitativo dello smalto dei primi molari e degli incisivi permanenti che va dalla forma lieve, con macchie biancastre, a quella severa, con perdita di sostanza:26 la sua gestione è compito del professionista, in particolare in età pediatrica.
Come si prevengono le macchie?
Per le macchie superficiali la leva principale è il controllo della placca: le pigmentazioni estrinseche si ancorano proprio alla superficie resa ruvida da placca e tartaro,5 e l’igiene orale è l’unico modo efficace per contrastare la placca batterica ed evitare che si trasformi in tartaro.27 Igiene domiciliare accurata e sedute professionali regolari sono quindi la prevenzione più concreta.
Per lo smalto valgono le cautele sugli acidi: l’erosione dentale è il consumo progressivo dello smalto a causa dell’azione di sostanze acide di cibi, bevande o batteri,28 e si riscontra tipicamente in chi consuma frequentemente cibi acidi, come il succo di limone e alcune bevande gassate.29 Le decalcificazioni da acidi, come visto, tendono a peggiorare finché non si modificano le abitudini che le causano.19
Quando serve la visita?
La regola è netta: per comprendere la natura delle macchie sui denti è fondamentale eseguire un consulto odontoiatrico, che stabilirà con precisione la causa delle pigmentazioni e la conseguente terapia.30 Non è prudenza generica: come abbiamo visto, la stessa macchia bianca può essere un tratto del sorriso, una fluorosi o una carie che inizia,23 e la differenza non si vede allo specchio di casa.
Domande frequenti sulle macchie sui denti
Le macchie sui denti si tolgono con lo spazzolino?
Le macchie superficiali no: si legano tenacemente alla superficie del dente e possono essere eliminate solo con l’igiene orale professionale.7 Lo spazzolino serve però a prevenirle, controllando la placca su cui i pigmenti si ancorano.5
Una macchia bianca può essere una carie?
Sì: nelle prime fasi della sua formazione la carie può presentarsi come una macchia bianca, ed è fondamentale una visita tempestiva per la diagnosi corretta.23
Caffè e tè macchiano davvero i denti?
Sì, sono nell’elenco delle cause di pigmentazioni superficiali insieme, tra gli altri, a vino, frutti rossi, cioccolata, liquirizia, nicotina e tabacco.6 Queste macchie si rimuovono con l’igiene professionale.7
Che cos’è la linea nera vicino alle gengive?
Sono le black stains: pigmentazioni brunastre prodotte dal legame tra una sostanza dei batteri cromogeni e il ferro, tipiche dei soggetti giovani.14 15 Si trattano con igiene professionale, attenzione all’igiene domiciliare e, su valutazione del professionista, con eventuali integratori a base di probiotici o lattoferrina.16
Conclusione: classificare prima di trattare
Le macchie sui denti sono un problema frequente con nature molto diverse: superficiali e rimovibili con l’igiene professionale,7 profonde e da valutare con altri strumenti,8 oppure bianche, dove il confine tra estetica e patologia passa da una diagnosi.23 Nella mia esperienza clinica, il rischio maggiore non è la macchia in sé: è il tempo perso a trattarla nel modo sbagliato, magari inseguendo rimedi da banco, quando un consulto avrebbe chiarito subito di che cosa si tratta.30
Se hai notato macchie sui denti, una linea scura vicino alle gengive o macchie bianche comparse di recente, per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati.
Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).
Fonti a supporto
Tutte le affermazioni cliniche provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Le discromie dentali, come indica il nome, sono una alterazione del colore naturale dei dente, e possono portare a un sorriso sgradevole e a problemi estetici, soprattutto quando si presenta nelle zone anteriori della bocca.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «il colore dei denti è uno dei fattori più importanti nel determinare l’estetica del sorriso. È dato dalla combinazione cromatica che avviene tra due tessuti che costituiscono l’organo dente: smalto e dentina.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Ogni persona possiede una colorazione propria dovuta alla genetica e allo stile di vita (comportamenti e abitudini alimentari) e quindi il colore può variare durante il corso della vita» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Normalmente, si distinguono le discromie dentali in due tipologie: discromie dentali estrinseche, in questo caso il difetto di colorazione è a livello superficiale, sullo smalto. Hanno delle cause esterne, come l’alimentazione; discromie dentali intrinseche, dovute a macchie profonde nello smalto o nella dentina. Sono legate a cause interne.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Le discromie o pigmentazioni estrinseche sono spesso associate alla presenza di placca batterica e tartaro che rendono la superficie del dente ruvida e un po’ appiccicosa. Per questo motivo le sostanze particolarmente pigmentate riescono ad attaccarsi tenacemente alla superficie dello smalto, macchiandolo.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Le pigmentazioni estrinseche sono attribuibili a: cibi e bevande (liquirizia, spinaci, carciofi, frutti rossi, cioccolata, tisane, thè, caffè, vino rosso, vino bianco, succhi ai frutti rossi); composti chimici (nicotina, tabacco, clorexidina); microrganismi e composti biologici (placca batterica, tartaro, batteri cromogeni, calcio, ferro, fosforo).» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Il modo in cui queste discromie tendono a legarsi tenacemente alle superfici del dente fa sì che possano essere eliminate solo attraverso un’accurata seduta di igiene orale professionale.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Le discromie intrinseche sono delle macchie dello smalto, situate in profondità rispetto alla superficie del dente. Queste pigmentazioni, essendo legate a difetti di formazione dello smalto, non possono essere eliminate dalla seduta di igiene orale (meccanica o chimica), ma solo temporaneamente nascoste dalla reazione chimica dello sbiancamento.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Per eliminarle completamente è necessario procedere con interventi di sbiancamento dentale (esterno o interno), conservativi (ricostruzioni con materiale composito resinoso) o protesici (faccette o corone totali).» apri la fonte)
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Si tratta di discromie che si sviluppano prima dell’eruzione del dente nel cavo orale (pre-eruttive) a causa di un difetto genetico o di un disturbo durante lo sviluppo del dente» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Anche l’assunzione prolungata o in dosi eccessive di fluoro (fluorosi) è causa di fastidiose macchie dentali di colore biancastro o marroncino.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Possono inoltre essere spesso degli antibiotici, le tetracicline, ad averle causate: se assunte dalla mamma durante l’ultimo trimestre di gravidanza provocano discromie sui denti da latte, se assunte nella prima infanzia dal bimbo interesseranno i denti permanenti.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Diversa la causa per le discromie che si sviluppano dopo l’eruzione del dente (post-eruttive) […] Parliamo di necrosi pulpare, pigmentazione da amalgama, forti traumi, invecchiamento del dente, erosioni dello smalto e fratture dello smalto.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Discromia dentale con caratteristiche macchie di colore brunastro, antiestetiche, che appaiono vicino al margine gengivale. Si presentano come una linea nera continua o tratteggiata sulla superficie del dente o sul contorno gengivale» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Colpiscono tipicamente individui di età giovane, ma possono interessare anche gli adulti, quando associate a disturbi del metabolismo del ferro. I batteri cromogeni, infatti, producono una sostanza a base di zolfo che si lega con il ferro: si forma così un composto che pigmenta i denti in maniera quasi indelebile.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Il trattamento delle Black Stains prevede: sedute di igiene orale professionale (rimozione delle pigmentazioni mediante ultrasuoni, paste per lucidare e airpolishing); grande attenzione durante le manovre di igiene orale domiciliare (necessario sostituire lo spazzolino più frequentemente); utilizzo di integratori a base di probiotici oppure di lattoferrina.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Può succedere che compaiano delle macchie bianche sui denti, dove lo smalto sembra essere più gessoso e meno lucido. Queste piccole macchie possono anche caratterizzare un sorriso, ma bisogna accertarsi che non siano un problema per la salute dei denti.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Demineralizzazioni dello smalto: l’ipomineralizzazione dello smalto può avvenire principalmente per motivi genetici o per carenze di minerali o vitamine durante la sua formazione.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Decalcificazioni dello smalto: in questo caso la perdita di minerale avviene dopo la formazione dello smalto a causa di sostanze acide; se non si modificano i comportamenti dannosi che portano alla loro formazione, sono destinate a ingrandirsi e peggiorare. Inoltre, questo tipo di smalto è più soggetto alle carie.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Eventi traumatici: alle volte un trauma su un dente da latte può ripercuotersi sul dente definitivo che sta sotto di lui.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Eccessi di fluoro: durante la formazione dei denti (chiamata odontogenesi) l’eccessiva assunzione di fluoro può determinare una patologia chiamata fluorosi dentale, che si manifesta con delle macchie bianche sui denti.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Assunzione di antibiotici: sempre durante l’odontogenesi, la somministrazione di alcuni antibiotici per tempi prolungati può portare ad alterazioni dello smalto, che si presentano come macchie biancastre dall’aspetto gessoso.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Carie in fase iniziale: la carie è una demineralizzazione delle strutture dure dei denti e, nelle prime fasi della sua formazione, può presentarsi come una macchia bianca. È quindi fondamentale una visita tempestiva con un professionista, che potrà fare la diagnosi corretta.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Nelle forme più lievi e in assenza di carie si possono usare delle paste rimineralizzanti domiciliari. Il secondo step è l’utilizzo di trattamenti professionali rimineralizzanti basati sulla microinfiltrazione con resine dedicate che penetrano all’interno del tessuto demineralizzato.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «Nei casi più gravi, dove la macchia bianca si estende molto in profondità o dove ci sia un inizio di patologia cariosa, sarà purtroppo necessario eseguire un’otturazione andando a rimuovere il tessuto demineralizzato» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Macchie bianche sui denti: perché?»: «È caratterizzata da un difetto qualitativo dello smalto a carico dei primi molari e degli incisivi permanenti e può presentarsi in varie forme: lieve: macchie di colore biancastro; moderata: macchie brunastre con perdita di sostanza dentale; severa: evidente perdita di sostanza con esposizione della dentina e possibili fratture degli elementi.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Come lavare i denti e le gengive correttamente?»: «L’igiene orale è l’unico modo efficace per contrastare la placca batterica ed evitare che si trasformi in tartaro.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Smalto dentale: tutto quello che devi sapere»: «l’erosione dentale: termine medico che indica il consumo progressivo dello smalto dentale a causa dell’azione abrasiva di alcune sostanze acide come cibi, bevande o batteri presenti nel cavo orale.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Smalto dentale: tutto quello che devi sapere»: «L’erosione dentale si riscontra tipicamente nei soggetti che soffrono di bruxismo (la condizione di digrignare o serrare i denti) o che consumano frequentemente cibi acidi, come il succo di limone e alcune bevande gassate.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Discromie dentali: cosa sono e come si trattano»: «Per comprendere la natura delle macchie sui denti è fondamentale eseguire un consulto odontoiatrico, che riuscirà a stabilire e a determinare con precisione la causa delle pigmentazioni presenti sulla superficie dello smalto e la conseguente terapia risolutiva.» apri la fonte

