Dolore alla mandibola: da dove viene e quando non è il dentista

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Dolore alla mandibola: da dove viene e quando non è il dentista

La sede e il modo in cui si percepisce un dolore alla mandibola non bastano, da soli, a identificarne la causa. In questo articolo vediamo prima i segnali che richiedono soccorso urgente e poi alcuni disturbi che il dentista può valutare. Per il mal di denti esiste un approfondimento dedicato.

Quando il dolore alla mandibola è un’urgenza da pronto soccorso?

Il dolore che nasce dal cuore non si sente solo al petto. Secondo ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità rivolto ai cittadini, il dolore provocato dall’angina pectoris può comparire a livello della parte anteriore del torace, al braccio sinistro, al collo, alla mandibola o alla schiena.1 Lo stesso portale, nella scheda sull’infarto del miocardio, scrive che il dolore può irradiarsi alla mandibola, al collo, alle braccia, alla schiena e all’addome.2

La mandibola è quindi fra le sedi in cui un dolore di origine cardiaca può presentarsi.

Non è possibile distinguere o escludere da soli un’origine cardiaca leggendo una pagina. ISSalute elenca, insieme al dolore, il respiro corto, la sensazione di debolezza o di capogiro, la nausea e una sensazione opprimente di ansia.2 Nella scheda sull’angina compaiono anche il senso di oppressione o bruciore al petto, la sudorazione e la difficoltà a respirare.3 Il dolore al petto può essere lieve o anche assente, soprattutto nelle donne, nelle persone anziane e in chi ha il diabete.2

La frase che conta è quella che chiude la scheda dell’ISS sull’infarto: costituisce un’emergenza e richiede l’intervento medico nel più breve tempo possibile, e chi sospetta di averlo dovrebbe chiamare immediatamente l’ambulanza.4

Se il dolore alla mandibola compare con dolore o oppressione al petto, irradiazione al braccio o al collo, affanno, sudorazione, nausea o capogiro, non si attende e non si cerca un appuntamento dal dentista: si chiamano i soccorsi al 112 o al 118, secondo la regione.4 Lo stesso vale quando c’è un dubbio sull’origine del dolore.4

Fatta questa premessa, il resto dell’articolo riguarda possibili quadri odontoiatrici e muscolo-articolari. Anche in questi casi la causa non si stabilisce da soli.

Che cos’è l’articolazione temporo-mandibolare, e perché può fare male?

Le articolazioni temporo-mandibolari, che si abbreviano in ATM, sono due, una su ogni lato del viso, in prossimità delle orecchie. Collegano le ossa temporali su ciascun lato del cranio con la mandibola, e sono sostenute da legamenti, tendini e muscoli che ne governano il movimento.5 A descriverle così è il Manuale MSD nella versione destinata ai pazienti.

Sono articolazioni coinvolte nei movimenti di parlare, masticare e sbadigliare.

Sulla causa, il Manuale MSD è esplicito nel non indicarne una sola. In genere all’origine di un disturbo temporo-mandibolare, che si abbrevia in DTM, c’è una combinazione di tensione muscolare e problemi anatomici delle articolazioni, e a volte sono presenti una componente psicologica e altri fattori.6 È una formulazione che vale la pena leggere due volte, perché non riduce il disturbo né alla sola meccanica né alla sola componente emotiva.

Qual è il disturbo più comune nella regione temporo-mandibolare?

Il Manuale MSD scrive che la sindrome dolorosa miofasciale temporomandibolare è il disturbo più comune che interessa la regione temporomandibolare e che il dolore è dovuto principalmente ad affaticamento o uso eccessivo dei muscoli.7 Provoca dolore e tensione muscolare in prossimità della mandibola e limitata apertura della bocca, insieme a cefalea e dolore in altre zone della testa e del collo.7

Nella stessa sezione la fonte aggiunge che, in questo quadro, l’ATM può essere normale.7

I fattori che il Manuale MSD indica come possibili cause dei sintomi sono diversi. Ci sono il serrare e digrignare i denti, cioè il bruxismo, e i disturbi sistemici come osteopenia, malattie autoimmuni, malattie reumatiche sistemiche o disturbi ossei genetici. Ci sono poi le infezioni, i traumi, il disallineamento dei denti e perfino la costante masticazione di gomme.8

Il bruxismo è un tema abbastanza ampio da meritare una pagina sua. La SIdP gli dedica una scheda informativa,9 mentre nell’approfondimento sul bruxismo trovi i segnali e i limiti delle prove sul bite.

Quali altri quadri possono interessare l’articolazione?

Il Manuale MSD, oltre alla sindrome miofasciale, ne descrive altri quattro. Li elenco perché esistono, non perché tu possa riconoscerli da solo.

Il primo è l’incoordinazione condilo-discale, in cui il disco che sta dentro l’articolazione si trova davanti alla sua posizione normale. Nella forma con riduzione il disco torna a posto quando la bocca si apre e la mandibola scivola in avanti, spesso con uno schiocco o uno scatto sonoro. Quando la bocca si chiude, il disco scivola di nuovo in avanti.10 È la forma più comune delle due e, secondo la fonte, interessa circa un terzo della popolazione adulta.10

Il secondo è l’artrite dell’articolazione temporo-mandibolare, che può essere dovuta a osteoartrite, artrite reumatoide, artrite infettiva o lesioni.11 Il terzo è l’anchilosi, cioè la perdita del movimento articolare dovuta a cicatrizzazione, a fusione ossea fra i capi articolari o alla calcificazione dei legamenti circostanti.12 Il quarto è l’ipermobilità, un allentamento della mandibola che si osserva quando i legamenti che tengono insieme l’articolazione si allungano eccessivamente.13

A questi il Manuale MSD affianca la crescita anomala dell’osso mandibolare, in cui il condilo mandibolare può crescere troppo oppure troppo poco su un lato rispetto all’altro, con una crescita non uniforme e un disallineamento.14

La mandibola che scrocchia richiede sempre una cura?

Uno schiocco può accompagnare il ritorno in sede del disco in una condizione che, secondo il Manuale MSD, interessa circa un terzo della popolazione adulta.10 Un rumore isolato non basta da solo a identificare la causa o a decidere un trattamento.

Quello che cambia il quadro è la presenza di sintomi. Il Manuale MSD elenca fra i sintomi dei DTM la cefalea, l’indolenzimento dei muscoli masticatori e lo scatto sonoro o schiocco oppure il blocco delle articolazioni.15 Aggiunge un dettaglio utile: a volte il dolore sembra essere localizzato vicino all’articolazione piuttosto che nell’articolazione stessa.15

Se al rumore si accompagnano dolore, difficoltà ad aprire la bocca o blocchi, se ne parla in visita.15

Che cosa può fare il dentista?

Comincia dal capire di che cosa si tratta, che in questo campo è la parte più lunga. Il Manuale MSD scrive che i medici o i dentisti normalmente sono in grado di diagnosticare questi disturbi in base all’anamnesi e a un esame obiettivo. A volte può rendersi necessario un esame di diagnostica per immagini.16

C’è poi una parte del lavoro che riguarda il capire che il problema è questo, e non un altro. Sempre secondo il Manuale MSD, i disturbi temporomandibolari possono rappresentare la causa di cefalee ricorrenti che non rispondono al normale trattamento medico.17 Fra gli altri sintomi la fonte elenca dolore o rigidità del collo e delle spalle, vertigini, dolore o sensazione di otturazione delle orecchie e disturbi del sonno. Osserva inoltre che le persone con questi disturbi spesso hanno difficoltà ad aprire del tutto la bocca.18

È un elenco di sintomi che vale la pena riferire in visita, insieme alla loro durata e alle circostanze in cui compaiono.

Su come si trattano questi disturbi non entro nel merito in questa pagina, ed è una scelta. Le opzioni dipendono dal quadro specifico e dalla persona, e descriverle qui in astratto rischierebbe di suggerire un percorso a chi non è ancora stato visitato. È la parte della conversazione che ha senso fare in studio, dopo aver capito quale dei quadri descritti sopra si ha davanti.

Domande frequenti sul dolore alla mandibola

Il dolore alla mandibola può dipendere dal cuore?

Sì. ISSalute indica la mandibola fra le sedi in cui può irradiarsi il dolore dell’angina o dell’infarto.1 2 Non è possibile escludere da soli un’origine cardiaca: il dolore al petto può essere lieve o anche assente, soprattutto nelle donne, nelle persone anziane e in chi ha il diabete.2 Se al dolore alla mandibola si associano dolore o oppressione al petto, irradiazione al braccio o al collo, affanno, sudorazione, nausea o capogiro, oppure se c’è un dubbio sull’origine, si chiamano i soccorsi al 112 o al 118, secondo la regione.4

La mandibola che scrocchia richiede sempre una cura?

Uno schiocco può accompagnare il ritorno in sede del disco articolare in una condizione che, secondo il Manuale MSD, interessa circa un terzo della popolazione adulta.10 Un rumore isolato non basta da solo a identificare la causa o a decidere un trattamento. Se al rumore si accompagnano dolore, difficoltà ad aprire la bocca o blocchi, se ne parla in visita.15

Perché mi fa male la mandibola al risveglio?

Fra i fattori che il Manuale MSD elenca come possibili cause dei sintomi c’è il serrare e digrignare i denti, cioè il bruxismo.8 La SIdP gli dedica una scheda informativa,9 mentre nell’approfondimento sul bruxismo trovi i segnali e i limiti delle prove sul bite.

Il dolore alla mandibola può dare mal d’orecchio o mal di testa?

Il Manuale MSD riporta che i disturbi temporomandibolari possono rappresentare la causa di cefalee ricorrenti che non rispondono al normale trattamento medico.17 Fra gli altri sintomi elenca dolore o rigidità del collo e delle spalle, vertigini, dolore o sensazione di otturazione delle orecchie e disturbi del sonno.18 Questi sintomi meritano di essere riferiti in visita.

Conclusione: prima si esclude il peggio, poi si cerca la causa

La mandibola è fra le sedi in cui ISSalute colloca il dolore dell’angina pectoris1 e quello dell’infarto.2 Se i sintomi fanno sospettare un’emergenza cardiaca, o se c’è un dubbio sull’origine, la prima chiamata è ai soccorsi, non allo studio.4

Fuori dalle situazioni di emergenza, la causa non si stabilisce da soli: anamnesi, esame obiettivo ed eventuali immagini servono a distinguere i diversi quadri.16 La sindrome dolorosa miofasciale temporomandibolare è il disturbo più comune della regione temporo-mandibolare e, in quel quadro, l’ATM può essere normale.7

Vale la pena parlarne in visita se hai un dolore alla mandibola che dura o se la bocca si apre meno di prima. Lo stesso se l’articolazione si blocca, o se ti svegli con i muscoli del viso indolenziti. Per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati. Puoi vedere qui tutti i trattamenti dello Studio.

Articolo informativo dello Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti, Roma Prati.

Fonti a supporto

Le affermazioni cliniche di questo articolo provengono da ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità rivolto ai cittadini, dal Manuale MSD nella versione per i pazienti e dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org. Per ogni numero, il link apre la fonte già posizionata sul passaggio esatto.

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità), «Angina pectoris: cos’è e come riconoscerla» (pubblicato 28/02/2018, ultimo aggiornamento 17/12/2025): «Il dolore provocato dall’angina pectoris può essere lieve (fastidio), pressante, opprimente o acuto e comparire a livello della parte anteriore del torace, al braccio sinistro, al collo, alla mandibola o alla schiena. In genere, è provocato da attività fisica intensa o da un episodio di stress e dura pochi minuti (regredisce entro 10 minuti se la persona si ferma o rallenta).» apri la fonte
  2. ISSalute, «Infarto del miocardio (Infarto, attacco di cuore)» (pubblicato 28/02/2018, ultimo aggiornamento 17/12/2025): «I disturbi (sintomi) più comuni causati dall’infarto acuto del miocardio sono: dolore al petto, che può essere percepito anche come sensazione di oppressione o pesantezza al torace. Il dolore può irradiarsi alla mandibola, al collo, alle braccia, alla schiena e all’addome respiro corto sensazione di debolezza e/o capogiro sensazione opprimente di ansia» — e, nella stessa scheda, l’elenco esteso: «dolore alle braccia (in genere il braccio sinistro, ma può colpire anche il destro), alla mandibola-mascella, al collo, alla schiena e all’addome capogiro o vertigini sudorazione respiro corto o affanno malessere (con nausea o vomito) ansia opprimente (simile ad un attacco di panico) tosse o dispnea». La stessa scheda precisa: «Può addirittura non essere presente alcun dolore al petto», soprattutto in donne, anziani e persone con diabete. apri la fonte · apri la fonte
  3. ISSalute, «Angina pectoris: cos’è e come riconoscerla»: «il cuore riceve meno ossigeno di quanto necessario per funzionare correttamente, e questo provoca i sintomi tipici della malattia: dolore, senso di oppressione o bruciore al petto, che talvolta possono irradiarsi al braccio sinistro, al collo, alla mandibola o alla schiena, accompagnati da sudorazione e difficoltà a respirare.» apri la fonte
  4. ISSalute, «Infarto del miocardio (Infarto, attacco di cuore)»: «L’infarto costituisce un’emergenza e richiede l’intervento medico nel più breve tempo possibile: le persone che sospettino di avere un infarto dovrebbero chiamare immediatamente l’ambulanza […]» (la citazione si ferma qui deliberatamente: la fonte prosegue con un’indicazione farmacologica che questa pagina non riporta, perché è materia medica e non odontoiatrica). Sui numeri da comporre, la stessa scheda scrive: «In caso di dubbio, bisogna chiamare il 118 (il 112 in alcune regioni) e chiedere l’intervento di un’ambulanza. È meglio compiere un errore di valutazione che intervenire quando sia troppo tardi.» apri la fonte
  5. Manuale MSD, versione per i pazienti, «Disturbi temporomandibolari (DTM)» (di Gary D. Klasser, DMD, Louisiana State University School of Dentistry; revisione inter pares di David F. Murchison, DDS, MMS, The University of Texas at Dallas; revisione completa e ultimo aggiornamento agosto 2025): «Le articolazioni temporomandibolari sono 2, una su ogni lato del viso, in prossimità delle orecchie. Collegano le ossa temporali su ciascun lato del cranio con la mandibola. I legamenti, i tendini e i muscoli supportano le articolazioni e sono responsabili del movimento mascellare.» (la fonte chiude con «movimento mascellare»; nel corpo si usa «mandibola», perché mascella e mandibola sono due ossa distinte e su un sito odontoiatrico la confusione sarebbe un errore) apri la fonte
  6. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)»: «In genere, la causa di un disturbo temporomandibolare (DTM) è una combinazione di tensione muscolare e problemi anatomici delle articolazioni. A volte sono presenti una componente psicologica nonché altri fattori.» apri la fonte
  7. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)», sezione «Sindrome dolorosa miofasciale temporomandibolare»: «La sindrome dolorosa miofasciale temporomandibolare è il disturbo più comune che interessa la regione temporomandibolare. Provoca dolore e tensione muscolare in prossimità della mascella e limitata apertura della bocca, come pure cefalea e dolore in altre zone della testa e del collo. Il dolore è dovuto principalmente ad affaticamento o uso eccessivo dei muscoli […] L’ATM può essere normale.» apri la fonte
  8. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)»: «Serrare e digrignare i denti (bruxismo) oppure serrare i denti o spingere la mandibola in una posizione insolita in modo ripetitivo, disturbi sistemici (quali osteopenia, malattie autoimmuni, malattie reumatiche sistemiche o disturbi ossei genetici), infezioni, traumi, disallineamento dei denti e perfino la costante masticazione di gomme possono causare i sintomi.» apri la fonte
  9. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura» (agg. 28/04/2026): scheda informativa richiamata per l’approfondimento dedicato sul bruxismo. apri la fonte
  10. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)», sezione «Incoordinazione condilo-discale dell’articolazione temporomandibolare (ATM)»: «La dislocazione del disco con riduzione è più comune rispetto alla dislocazione senza riduzione e interessa circa un terzo della popolazione adulta. Nell’incoordinazione con riduzione, il disco si trova davanti alla sua posizione normale solo quando la bocca è chiusa. Quando la bocca si apre e la mandibola scivola in avanti, il disco scivola indietro nella sua posizione normale, spesso con uno schiocco o uno scatto sonoro. Quando la bocca si chiude, il disco scivola di nuovo in avanti.» apri la fonte
  11. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)», sezione «Artrite»: «L’artrite dell’articolazione temporomandibolare può essere dovuta a osteoartrite, artrite reumatoide, artrite infettiva o lesioni, in particolare quelle che provocano sanguinamento nell’articolazione.» apri la fonte
  12. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)», sezione «Anchilosi»: «L’anchilosi è la perdita del movimento articolare dovuta a una fibrosi (cicatrizzazione) o fusione ossea tra i capi articolari o a una calcificazione (deposito di calcio nei tessuti dell’organismo) dei legamenti circostanti.» apri la fonte
  13. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)», sezione «Ipermobilità»: «L’ipermobilità della mandibola è un allentamento della mandibola che si osserva quando i legamenti che tengono insieme l’articolazione si allungano eccessivamente.» apri la fonte
  14. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)», sezione «Crescita anomala dell’osso mandibolare»: «A volte una parte dell’osso mandibolare, detto condilo mandibolare, può crescere troppo (iperplasia) o troppo poco (ipoplasia) su un lato rispetto all’altro. Ciò provoca una crescita non uniforme dell’osso mandibolare e un disallineamento.» apri la fonte
  15. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)»: «I sintomi dei disturbi temporomandibolari (DTM) includono cefalea, indolenzimento dei muscoli masticatori e scatto sonoro o schiocco oppure blocco delle articolazioni. A volte il dolore sembra essere localizzato vicino all’articolazione piuttosto che nell’articolazione stessa.» apri la fonte
  16. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)»: «I medici o i dentisti normalmente sono in grado di diagnosticare questi disturbi in base all’anamnesi e a un esame obiettivo, ma a volte può rendersi necessario un esame di diagnostica per immagini.» apri la fonte
  17. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)»: «I disturbi temporomandibolari possono rappresentare la causa di cefalee ricorrenti che non rispondono al normale trattamento medico.» apri la fonte
  18. Manuale MSD, «Disturbi temporomandibolari (DTM)»: «Altri sintomi includono dolore o rigidità del collo e delle spalle, vertigini, dolore o sensazione di otturazione delle orecchie e disturbi del sonno. Le persone con disturbi temporomandibolari spesso hanno difficoltà ad aprire del tutto la bocca.» apri la fonte