Bruxismo: perché si digrignano i denti e che cosa si può fare

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Bruxismo: perché si digrignano i denti e che cosa si può fare

Il bruxismo comprende il serrare o digrignare i denti, spesso in modo inconsapevole, e può comparire durante la veglia o il sonno.1 Il consenso internazionale lo descrive come un’attività dei muscoli masticatori e distingue il bruxismo della veglia da quello del sonno.2 In questo articolo vediamo come ci si accorge di digrignare, perché succede, che cosa provoca nel tempo e che cosa dicono le evidenze sul bite.

Che cos’è il bruxismo, e perché non è un vizio?

Non è un gesto che si decide di fare. Il Manuale MSD, nella versione destinata ai pazienti, spiega che chi ne è affetto non serra o digrigna intenzionalmente i denti: la contrazione è inconscia e in genere è maggiore durante il sonno.3

La presenza del serramento o del digrignamento non basta da sola a dire quale conseguenza clinica possa avere. La valutazione serve proprio a mettere in relazione l’attività dei muscoli, eventuali segni sui denti e i sintomi riferiti.

C’è poi un dato che rende concreto tutto il resto. Sempre secondo il Manuale MSD, anche se dormono queste persone possono esercitare un carico fino a 113 kg, perché nel sonno non è attivo alcun meccanismo di feedback protettivo.4

Per questo non ha senso attribuire il problema a una mancanza di forza di volontà.

Come ci si accorge di digrignare i denti?

Non sempre da soli. La SIdP elenca i segnali con precisione. Chi tende a digrignare di notte, al risveglio può provare una sensazione di indolenzimento dei muscoli masticatori oppure mal di testa.5 Altre persone possono avvertire il rumore provocato dallo strofinamento dei denti.5 Durante il giorno, soprattutto nei momenti di concentrazione o di stress, ci si può accorgere di avere i denti serrati.5

Il Manuale MSD conferma quanto sia difficile accorgersene per conto proprio: è possibile che non ci si renda conto di serrare i denti, ma il fenomeno viene spesso notato dai familiari.6

Perché succede il bruxismo?

Le cause sono più d’una, e la SIdP ne elenca alcune senza indicarne una prevalente.7 Sono lo stress e l’ansia, dove stati emotivi intensi possono innescare o peggiorare il bruxismo. Sono i problemi del sonno, con disturbi come l’apnea notturna spesso associati. Sono i fattori neurologici o farmacologici, perché l’uso di alcune sostanze stimolanti come caffeina, alcol o alcuni farmaci antidepressivi può aumentare il rischio. Ed è la predisposizione genetica, per la quale alcuni studi suggeriscono una componente ereditaria.7

Vale la pena notare che lo stress compare come un fattore fra gli altri, non come l’unica spiegazione.

Il Manuale MSD aggiunge un elemento che riguarda la gravità più che l’origine: il danno è spesso più grave nei soggetti che soffrono di malattia da reflusso gastroesofageo e di apnea ostruttiva notturna.8

Che cosa provoca nel tempo?

Gli effetti che la SIdP elenca vanno letti tutti, perché escono dalla bocca più di quanto si immagini.9

Il primo è l’usura dentale: lo sfregamento costante consuma lo smalto, causando sensibilità e danni strutturali.9 Nella stessa voce la SIdP aggiunge che fratture di denti, otturazioni o corone sono più frequenti in chi soffre di bruxismo.9 Della sensibilità che nasce quando lo smalto si assottiglia ho scritto in un approfondimento sui denti sensibili.

Il secondo sono i dolori muscolari, perché i muscoli coinvolti nella masticazione, come il massetere, possono risultare affaticati o dolenti.9 Il terzo sono le cefalee e i dolori cervicali.9 Il quarto riguarda l’articolazione temporo-mandibolare, l’ATM, cioè l’articolazione che collega la mandibola al cranio: possono insorgere scrosci, blocchi o difficoltà nei movimenti della mandibola.9 Il quinto, che chiude l’elenco, sono i disturbi del sonno.9

Sui lavori protesici il Manuale MSD è più specifico. Le capsule dentali artificiali, cioè le corone, in oro o in porcellana possono fratturarsi, perforarsi e danneggiarsi.10 E c’è un effetto meno intuitivo: se la porcellana si trova sulla superficie di masticazione, l’usura può verificarsi sul dente antagonista, cioè quello che le sta di fronte nell’altra arcata.10 Sempre secondo il Manuale MSD, alcune persone lamentano anche cefalea e dolore al collo o alla mascella a causa della ripetuta contrazione del muscolo.11

La SIdP osserva peraltro che i contatti occlusali anomali, come quelli dovuti al bruxismo, possono traumatizzare il parodonto attorno al dente e determinare un aumento della mobilità.12 L’alterazione si verifica in modo più severo nei casi in cui il dente sia già affetto da parodontite.12 Di questo ho scritto nell’approfondimento sui denti che si muovono.

Il bruxismo nei bambini è un problema?

La risposta della SIdP riguarda una fase precisa: la permuta, cioè il periodo in cui sono presenti sia denti permanenti sia denti decidui. In questa fase il digrignamento è descritto come fisiologico.13

La fonte prosegue dicendo che questa forma normalmente cessa spontaneamente una volta completata la permuta e non necessita di trattamento.13 Questa informazione non va estesa automaticamente a ogni situazione di bruxismo nei bambini.

Che cosa si può fare?

Le scelte terapeutiche dipendono dal quadro individuale e non si definiscono in una pagina informativa. Qui il punto è distinguere la funzione dichiarata del bite da ciò che le prove disponibili permettono di concludere.

C’è il bite, che la SIdP descrive come una placca in resina personalizzata che protegge i denti durante la notte e riduce la pressione muscolare.14 Il glossario della stessa società aggiunge come funziona. È una placca removibile, generalmente realizzata in resina, che si inserisce in bocca facendola aderire all’arcata superiore.15 Lo scopo è modificare le relazioni occlusali e l’equilibrio neuro-muscolare, senza modificare in alcun modo i denti e la loro disposizione.15

Il bite per il bruxismo non è la stessa cosa del paradenti sportivo, che serve a proteggere i denti dai traumi durante l’attività fisica e di cui ho scritto in un approfondimento dedicato. Sono due dispositivi con scopi diversi.

Che cosa dicono le prove disponibili sul bite?

La revisione Cochrane del 2007 dedicata al bruxismo del sonno ha valutato 32 studi e ne ha inclusi 5.16 La sua conclusione vale per gli studi disponibili fino a maggio 2007: le prove non bastavano né a sostenere né a smentire l’uso del bite per trattare chi digrigna o serra i denti durante il sonno.16

Gli autori sono più espliciti nelle conclusioni. Le prove non sono sufficienti per affermare che il bite sia efficace nel trattare il bruxismo del sonno, e la sua indicazione è discutibile per quanto riguarda gli esiti sul sonno.17 Nella stessa frase, però, aggiungono che potrebbe esserci qualche beneficio per quanto riguarda l’usura dei denti.17

Conviene leggere con attenzione che cosa è stato messo a confronto. L’unico esito comune agli studi, e quindi l’unico che è stato possibile riunire in una meta-analisi, è l’indice di arousal, che è una misura relativa al sonno.18 Su quell’esito non sono emerse differenze statisticamente significative fra il bite e i gruppi di controllo.18 Sull’usura dei denti, invece, una meta-analisi non è stata possibile.18

Una revisione sistematica del 2021, che ha incluso 14 studi, è arrivata a una conclusione prudente nella stessa direzione: non ci sono prove sufficienti per stabilire un beneficio del bite rispetto a nessun trattamento o alle alternative considerate.19

La distinzione non è un cavillo. Proteggere i denti e far cessare il digrignamento sono obiettivi diversi. La SIdP descrive la funzione protettiva del bite,14 15 mentre le revisioni citate non permettono di affermare che faccia cessare il bruxismo del sonno.16 17 19

La revisione Cochrane è del 2007 e la ricerca bibliografica si ferma a maggio dello stesso anno.16 Per questo qui è affiancata da una revisione più recente, senza trasformare l’incertezza dell’evidenza in una promessa o in una bocciatura assoluta del bite.19

Domande frequenti sul bruxismo

Il bruxismo durante la permuta va curato?

La SIdP descrive il digrignamento durante la fase di permuta, quando convivono denti permanenti e denti da latte, come una condizione fisiologica che normalmente cessa spontaneamente e non necessita di trattamento.13 Questa informazione riguarda la permuta e non va estesa automaticamente a ogni situazione di bruxismo nei bambini.

Il bite fa smettere di digrignare?

Non è possibile affermarlo. La revisione Cochrane del 2007 non trovava prove sufficienti per sostenere o smentire l’uso del bite nel bruxismo del sonno; gli autori ipotizzavano un possibile beneficio sull’usura dei denti.16 17 Una revisione sistematica del 2021 ha trovato ancora prove insufficienti per stabilire un beneficio rispetto a nessun trattamento o alle alternative considerate.19 Proteggere i denti e far cessare il digrignamento sono obiettivi diversi.

Il bruxismo può rompere le otturazioni o le capsule?

Sì, e lo dicono entrambe le fonti. La SIdP scrive che fratture di denti, otturazioni o corone sono più frequenti in chi soffre di bruxismo.9 Il Manuale MSD precisa che le capsule dentali artificiali, cioè le corone, in oro o in porcellana possono fratturarsi, perforarsi e danneggiarsi. Aggiunge che se la porcellana si trova sulla superficie di masticazione, l’usura può verificarsi sul dente antagonista.10

Quanta forza si sviluppa digrignando di notte?

Secondo il Manuale MSD, anche se dormono queste persone possono esercitare un carico fino a 113 kg, perché nel sonno non è attivo alcun meccanismo di feedback protettivo.4 È il dato che fa capire quanta forza sia in gioco durante il sonno, proprio quando nessun meccanismo di feedback la limita.

Conclusione: un carico che si vede prima di sentirlo

Le fonti qui citate aiutano a separare due piani. Il bruxismo non è un gesto volontario: il consenso internazionale lo descrive come attività dei muscoli masticatori e il Manuale MSD ricorda che il serramento o il digrignamento possono avvenire in modo inconsapevole.2 3 Il bite ha una funzione protettiva descritta dalla SIdP,14 15 ma le revisioni disponibili non permettono di affermare che faccia cessare il bruxismo del sonno.16 17 19

C’è però una ragione pratica per cui vale la pena parlarne con il proprio dentista, e sta negli effetti elencati dalla SIdP: usura dello smalto, fratture, dolori muscolari, cefalee e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare.9 Sono elementi che il dentista può rilevare durante la valutazione insieme ai sintomi riferiti.

Se ti riconosci in qualcuno di questi segnali, o se qualcuno ti ha detto che digrigni nel sonno, vale la pena parlarne in visita. Per una valutazione personalizzata prenota un appuntamento presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati. Puoi vedere qui tutti i trattamenti dello Studio.

Articolo informativo dello Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti, Roma Prati.

Fonti a supporto

Le affermazioni cliniche di questo articolo provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), dal Manuale MSD nella versione per i pazienti e da evidenze peer-reviewed. Per ogni numero, il link apre la fonte già posizionata sul passaggio esatto. Le fonti in inglese sono sintetizzate in italiano nel corpo; nell’apparato si conserva la formulazione originale quando serve.

  1. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura» (agg. 28/04/2026; lo slug della pagina conserva il titolo precedente, «Cos’è il bruxismo: scopri da dove ha origine e come prevenirlo»): «Il bruxismo è un disturbo caratterizzato dal digrignare i denti o serrarli, spesso in modo inconsapevole. Può avvenire durante il giorno (bruxismo diurno), ma è più comune durante il sonno (bruxismo notturno).» apri la fonte
  2. Verhoeff MC et al., «Updating the Bruxism Definitions: Report of an International Consensus Meeting», *Journal of Oral Rehabilitation*, 2025, e Lobbezoo F et al., «International consensus on the assessment of bruxism», *Journal of Oral Rehabilitation*, 2018: definizioni di bruxismo della veglia e del sonno come attività dei muscoli masticatori. apri la fonte · apri la fonte
  3. Manuale MSD, versione per i pazienti, «Digrignamento dei denti (Bruxismo)» (revisione completa gennaio 2024, ultimo aggiornamento aprile 2025): «Chi è affetto da questo disturbo non serra o digrigna intenzionalmente i denti. La contrazione è inconscia e in genere è maggiore durante il sonno.» apri la fonte
  4. Manuale MSD, «Digrignamento dei denti (Bruxismo)»: «Anche se dormono, queste persone possono esercitare un carico fino a 113 kg (1.700 chilopascal), in quanto non è attivo alcun meccanismo di feedback protettivo.» (nel corpo il valore in chilopascal non è ripreso, perché non aggiunge nulla per il lettore non tecnico) apri la fonte
  5. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura»: «Chi tende a digrignare i denti di notte, al risveglio può provare una sensazione di indolenzimento dei muscoli masticatori o mal di testa, oppure altre persone possono avvertire il rumore provocato dallo strofinamento dei denti. Durante il giorno, soprattutto nei momenti di concentrazione o di stress, ci si può accorgere di avere i denti serrati.» apri la fonte
  6. Manuale MSD, «Digrignamento dei denti (Bruxismo)»: «È possibile che non ci si renda conto di serrare i denti, ma il fenomeno viene spesso notato dai familiari.» apri la fonte
  7. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura»: «stress e ansia, stati emotivi intensi possono innescare o peggiorare il bruxismo; problemi del sonno, disturbi come l’apnea notturna sono spesso associati al bruxismo; […] fattori neurologici o farmacologici, l’uso di alcune sostanze stimolanti (come caffeina, alcol o alcuni farmaci antidepressivi) può aumentare il rischio; predisposizione genetica, alcuni studi suggeriscono una componente ereditaria.» (la frase che introduce l’elenco contiene un refuso della fonte, «Le cause di qesto disturbo», che nel corpo non è riprodotto) apri la fonte
  8. Manuale MSD, «Digrignamento dei denti (Bruxismo)»: «Il danno è spesso più grave nei soggetti che soffrono di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) e/o apnea ostruttiva notturna.» apri la fonte
  9. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura»: «usura dentale, lo sfregamento costante consuma lo smalto, causando sensibilità e danni strutturali. Fratture di denti, otturazioni o corone sono più frequenti in chi soffre di bruxismo; dolori muscolari: i muscoli coinvolti nella masticazione, come il massetere, possono risultare affaticati o dolenti; cefalee e dolori cervicali […]; disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM): possono insorgere scrosci, blocchi o difficoltà nei movimenti della mandibola; disturbi del sonno […]» apri la fonte
  10. Manuale MSD, «Digrignamento dei denti (Bruxismo)»: «Le capsule dentali artificiali (in oro e/o porcellana) possono fratturarsi, perforarsi e danneggiarsi, ma se la porcellana è sulla superficie di masticazione, l’usura può verificarsi sul dente antagonista.» apri la fonte
  11. Manuale MSD, «Digrignamento dei denti (Bruxismo)»: «Alcune persone lamentano anche cefalea e dolore al collo e/o alla mascella a causa della ripetuta contrazione del muscolo.» apri la fonte
  12. SIdP (gengive.org), «Denti che si muovono: è normale?»: «Contatti occlusali anomali, ad esempio dovuti al bruxismo, possono traumatizzare il parodonto attorno al dente. Di conseguenza, determinano un aumento della mobilità. Tale alterazione si verifica in modo più severo nei casi in cui il dente sia già affetto da parodontite.» apri la fonte
  13. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura»: «Questa condizione è considerata fisiologica durante la fase di permuta, cioè nel periodo in cui sono presenti sia i denti permanenti che quelli decidui (da latte). Questa forma di bruxismo normalmente cessa spontaneamente una volta completata la permuta dei denti, per questo il bruxismo nei bambini non necessita di trattamento.» apri la fonte
  14. SIdP (gengive.org), «Bruxismo: cos’è, da cosa dipende e come si cura»: «bite dentale, il bite per bruxismo è una placca in resina personalizzata che protegge i denti durante la notte e riduce la pressione muscolare». apri la fonte
  15. SIdP (gengive.org), glossario, voce «Bite»: «Placca removibile generalmente realizzata in resina utilizzata per proteggere i denti nei pazienti che soffrono di bruxismo o in caso di problemi gnatologici o di occlusione. Si inserisce in bocca facendolo aderire all’arcata superiore con lo scopo di modificare le relazioni occlusali e l’equilibrio neuro-muscolare senza modificare in alcun modo i denti e la loro disposizione.» apri la fonte
  16. Cochrane, revisione CD005514 «Occlusal splints for treating sleep bruxism (tooth grinding)» (17 ottobre 2007, ricerca bibliografica fino a maggio 2007; 32 studi valutati, 5 inclusi), testo originale in inglese: «There is insufficient evidence to either support or refute the use of occlusal splints for treating patients with tooth grinding or clenching during sleep (sleep bruxism).» apri la fonte
  17. Cochrane, revisione CD005514, conclusioni degli autori, testo originale in inglese: «There is not sufficient evidence to state that the occlusal splint is effective for treating sleep bruxism. Indication of its use is questionable with regard to sleep outcomes, but it may be that there is some benefit with regard to tooth wear.» apri la fonte
  18. Cochrane, revisione CD005514, risultati principali, testo originale in inglese: «There was just one common outcome (arousal index) which was combined in a meta-analysis. No statistically significant differences between the occlusal splint and control groups were found in the meta-analyses.» apri la fonte
  19. Hardy RS, Bonsor SJ, «The efficacy of occlusal splints in the treatment of bruxism: A systematic review», *Journal of Dentistry*, 2021: evidenza insufficiente per stabilire un beneficio della terapia con splint rispetto a nessun trattamento o alle alternative considerate. apri la fonte