Una piccola lesione dolorosa nella bocca viene spesso chiamata «afta». Il nome, però, non basta per sapere che cosa si sta osservando: esistono lesioni delle mucose con spiegazioni diverse, e una fotografia o una descrizione non sostituiscono la visita. Le afte vere e proprie sono ulcerazioni della mucosa orale; molte forme comuni migliorano spontaneamente, ma una lesione che persiste, ritorna o crea difficoltà merita attenzione.1 2 Questo articolo spiega che cosa si intende per afta, quali limiti ha il riconoscimento personale e quali domande portare a un professionista.
Che cos'è un'afta e dove può comparire?
L'Istituto Superiore di Sanità, nella scheda ISSalute, descrive le afte come piccole ulcere dei tessuti molli della bocca o della zona alla base delle gengive.1 La pagina della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) usa una definizione simile: lesioni ulcerose della mucosa orale, spesso dolorose.2 Il nome della lesione non è una diagnosi che il lettore possa fare da solo guardandola.
La scheda ISSalute indica che possono comparire all'interno della bocca, per esempio sulla mucosa delle guance, sulla lingua o alla base delle gengive.3 Posizione e aspetto aiutano il professionista nell'esame, ma non permettono di escludere altre cause a distanza. La stessa fonte ricorda che una lesione da contatto con un dente sporgente, un apparecchio o una protesi richiede una valutazione del dentista; la SIdP distingue inoltre le afte dalle lesioni traumatiche e da quelle erpetiche attraverso storia clinica ed esame della bocca.4
Questa distinzione conta anche per non confondere la mucosa con la gengiva. La guida sulle gengive infiammate riguarda un'infiammazione gengivale diffusa; quella sull'ascesso gengivale spiega un quadro localizzato di altra natura. Le tre domande possono partire da un fastidio nella bocca, ma non hanno la stessa risposta.
Come può manifestarsi e che cosa non si può capire da soli?
Nelle forme comuni l'afta può essere fastidiosa o dolorosa e rendere più difficile mangiare o parlare.1 ISSalute ne descrive aspetto e sedi, ma questi elementi non bastano per riconoscere con certezza una lesione osservata nella propria bocca.3
Il dolore, da solo, non dà una diagnosi. Anche il numero delle lesioni o la loro posizione vanno letti insieme alla storia della persona e all'esame della bocca. La SIdP spiega che la valutazione professionale considera anamnesi, storia clinica ed esplorazione intraorale per distinguere un'afta da una lesione traumatica o da altre forme.4 Per questo fotografie e descrizioni online non sostituiscono la visita.
Un altro limite riguarda le cause. ISSalute dice che quelle esatte non sono stabilite e cita possibili fattori che possono concorrere alla comparsa delle afte.5 È diverso dal poter identificare la causa di una lesione specifica leggendo un elenco online. Non si può dedurre, per esempio, che un singolo alimento, un periodo di stress o una carenza siano la spiegazione nel proprio caso. Una lesione che torna spesso è una buona ragione per raccontare al professionista quando compare, quanto dura e se ci sono altri disturbi, anziché eliminare da soli interi gruppi di alimenti o assumere prodotti.
Quanto dura di solito e che cosa significa se torna?
Secondo ISSalute, molte afte comuni scompaiono in una o due settimane; la pagina SIdP descrive per molte lesioni aftose un decorso di circa 7–14 giorni.1 2 Sono descrizioni delle forme frequenti, non una garanzia che ogni ulcerazione osservata dal lettore sia un'afta o guarisca entro quel periodo. Le fonti parlano anche di forme più estese, più dolorose o più durature.3
Alcune persone riferiscono lesioni che ricompaiono. La SIdP usa l'espressione «stomatite aftosa ricorrente» per un quadro clinico di afte che tornano nel tempo; ISSalute include la ricorrenza fra i motivi per consultare un professionista.2 6 Non basta però contare gli episodi per assegnarsi quella diagnosi. Se il problema si ripete, riferirne la frequenza al professionista può aiutare la valutazione.
Molte afte comuni scompaiono in una o due settimane, ma una lesione che persiste oltre il decorso usuale va fatta valutare.1 6 7 Le fonti riportano soglie diverse per il consulto: nessuna va letta come un periodo sicuro di attesa quando ci sono altri segnali o dubbi.
Quando chiedere una valutazione professionale?
Chiedi una valutazione al medico o al dentista se la lesione non guarisce nel decorso usuale, ricompare, è estesa o molto dolorosa, oppure rende difficile mangiare o bere.1 6 ISSalute indica anche la febbre alta associata alla lesione fra i motivi per rivolgersi al medico.6 Se il problema può dipendere dal contatto con un dente, una protesi o un apparecchio, parlane con il dentista.4 Questi segnali non permettono di fare una diagnosi da soli.
Per la visita può essere utile annotare da quanto tempo la lesione è presente, se è già comparsa, dove si trova e se ostacola cibo o bevande. La valutazione resta individuale. ISSalute spiega che spesso una visita basta a riconoscere un'afta, mentre in alcuni casi il professionista può decidere ulteriori accertamenti, soprattutto se il quadro è severo o fa sospettare condizioni associate.8 Il lettore non deve scegliere da sé esami, biopsie o terapie sulla base di questa pagina.
Non usare il termine «afta» come rassicurazione automatica. Se hai dubbi sulla lesione o noti che cambia, descrivila a un professionista.
Domande frequenti sulle afte
Le afte sono contagiose?
ISSalute indica che le afte, nel senso clinico del termine, non sono contagiose.1 La risposta non autorizza però a chiamare «afta» qualsiasi lesione della bocca per concludere che non possa trasmettersi: prima serve capire di che cosa si tratta.
Un'afta che torna è sempre il segno di un'altra malattia?
Non necessariamente: la ricorrenza può far parte del quadro delle afte, ma le fonti citano anche situazioni in cui il professionista considera la storia clinica e altre condizioni.2 5 8 Il lettore non può dedurre la causa da una lista di possibilità. Conviene riferire gli episodi ricorrenti durante una valutazione.
Si può distinguere un'afta dall'herpes guardando la lesione?
Le fonti distinguono i due quadri, ma la SIdP descrive proprio la necessità di storia clinica ed esame intraorale per separare afte, lesioni traumatiche e forme erpetiche.4 Aspetto e sede, letti da soli, non sono una diagnosi affidabile.
Conclusione: il nome è l'inizio della domanda
Molte afte comuni hanno un decorso breve, ma il termine usato nella vita quotidiana non identifica con certezza una lesione. Quando il problema persiste, torna, è molto doloroso o interferisce con mangiare e bere, una valutazione può chiarire che cosa si sta osservando e quale passo sia appropriato.1 6
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
- ISSalute — Istituto Superiore di Sanità, «Afta della bocca», pubblicata 29/12/2021: Introduzione. Consultata 24/09/2026.
- SIdP — Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, «Afte orali: diagnosi, cause e trattamento», aggiornata 31/10/2024: apertura e «Guarigione delle afte». Consultata 24/09/2026. I dati percentuali, il refuso nelle dimensioni e le opzioni terapeutiche della pagina non sono usati in questo articolo.
- ISSalute, «Afta della bocca»: sezione «Sintomi», sedi/aspetto e variabilità delle forme.
- ISSalute, «Afta della bocca»: Introduzione/Sintomi/Diagnosi; SIdP, «Afte orali»: «Guarigione delle afte», passaggio su anamnesi e distinzione da trauma/herpes.
- ISSalute, «Afta della bocca»: sezione «Cause», apertura e «Vivere con». L'elenco dei fattori non viene trasformato in cause individuali né in consigli di autotrattamento.
- ISSalute, «Afta della bocca»: «Sintomi», indicazioni su ricorrenza, estensione, dolore, difficoltà a mangiare o bere, febbre alta e soglia di oltre due settimane; «Diagnosi» riporta una soglia differente.
- ISSalute, «Afta della bocca»: «Diagnosi», oltre tre settimane; SIdP, «Afte orali»: «Guarigione delle afte», oltre tre settimane. Le differenze sono esposte come limite delle fonti, non come indicazione numerica al lettore.
- ISSalute, «Afta della bocca»: sezione «Diagnosi», valutazione professionale ed eventuali accertamenti in casi selezionati.

