Infezione alle gengive e ascesso gengivale: sintomi e cosa fare

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Infezione alle gengive e ascesso gengivale: sintomi e cosa fare

Quello che comunemente chiamiamo ascesso gengivale corrisponde, quando l’origine è nei tessuti di sostegno del dente, a ciò che in termini clinici si definisce ascesso parodontale: un accumulo localizzato di pus nei tessuti che circondano la radice del dente, denominati tessuti parodontali.1 Vedremo più avanti che un gonfiore sulla gengiva può nascere anche dall’interno del dente: è una distinzione che cambia la terapia. È un’infezione delle gengive con una caratteristica che conviene conoscere subito: si manifesta con sintomi facilmente rilevabili e, se trattata correttamente e tempestivamente, ha un decorso complessivo piuttosto breve.2 In questo articolo vediamo che cos’è un ascesso gengivale, con quali sintomi si presenta, che cosa è la “bolla sulla gengiva” che spesso non fa male, quali sono le cause, in che cosa differisce dall’ascesso dentale e come si cura.

Che cos’è un ascesso gengivale?

La definizione della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, è precisa: un accumulo localizzato di pus situato nei tessuti che circondano la radice del dente.1 Il pus si manifesta come un liquido denso di colore giallo, costituito da un accumulo di batteri, plasma, globuli bianchi e detriti cellulari, e si trova all’interno della parete gengivale della tasca parodontale.3

La parola chiave è “localizzato”. Se le gengive sono arrossate o gonfie in modo diffuso, il quadro più probabile è un’infiammazione gengivale, di cui ho scritto nell’approfondimento dedicato alle gengive infiammate. L’ascesso è un’altra cosa: una raccolta circoscritta, in un punto preciso, ed è proprio la presenza di batteri a rendere indispensabile l’intervento di un odontoiatra, la cui possibilità di agire tempestivamente incide molto anche sulla durata dell’ascesso.2

Quali sono i sintomi?

Uno dei sintomi più comuni e frequenti è il dolore, tipicamente acuto e pulsante, spesso talmente forte da rendere difficile ed estremamente dolorosa la masticazione.4 Il dolore tende ad accentuarsi serrando la bocca, sfiorando il dente con la punta della lingua o masticando alimenti troppo freddi o eccessivamente caldi; sono rari i casi di ascesso senza dolore.5

Attorno al dente interessato è probabile che si sviluppino una maggiore sensibilità della gengiva, tumefazione, gonfiore e arrossamento, ed è piuttosto frequente anche una sensazione di alitosi.6 Possono comparire anche sintomi generali, come febbre, mal di testa, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi: sono determinati dalla risposta del sistema immunitario che, durante l’infezione, cerca di combatterla con una reazione più o meno acuta.7

La “bolla sulla gengiva” che non fa male: che cos’è una fistola?

Qui arriviamo al punto che considero più importante dell’intero articolo. Molte persone notano sulla gengiva una specie di bolla o foruncolo che non fa male, e proprio per questo decidono di aspettare. Quella formazione ha un nome clinico: fistola. Gli ascessi, in un secondo momento, possono drenare attraverso il tessuto gengivale creando una fistola, cioè un’area di comunicazione dalla zona di infezione al cavo orale.8

I sintomi principali della fistola gengivale sono un gonfiore gengivale localizzato, una gengiva eritematosa, cioè arrossata, con presenza di pus a livello della fistola, e un indolenzimento gengivale.9 All’aspetto è proprio come la vede il paziente: un piccolo foruncolo dal quale fuoriesce pus.10

Il paradosso è che la fistola può non fare male affatto: specialmente in un dente non più vitale, come un dente devitalizzato, la presenza della fistola può associarsi a un’assenza di sintomatologia dolorosa, perché la comunicazione tra la zona infetta e il cavo orale contribuisce al drenaggio dell’essudato purulento e quindi a una diminuzione dei sintomi.11 Tradotto: il dolore cala perché l’infezione ha trovato una via di sfogo, non perché sia guarita. La bolla che “va e viene” senza far male non è un problema risolto, è un’infezione che continua a drenare.

Quali sono le cause?

Le principali cause di sviluppo di un ascesso parodontale possono essere tre: fratture o lesioni della radice; placca e tartaro accumulati nelle sedi sottogengivali, profonde nei casi di grave parodontite; carie profonde della dentina che hanno causato la necrosi della polpa dentaria. In quest’ultimo caso, però, si parla di un ascesso dentale, non parodontale.12

Sul versante che riguarda le gengive, il meccanismo passa dalla tasca parodontale: anche se, tra le origini di una fistola, è la via meno frequente, l’elevata carica batterica in una tasca può contribuire alla formazione di un ascesso che, a sua volta, può generare una fistola gengivale.13 Per questo la prevenzione coincide in gran parte con quella della malattia parodontale: mantenere una corretta igiene orale è il primo passo per evitare l’insorgenza di complicanze dentali e parodontali, tra le quali le fistole gengivali, e risulta di fondamentale importanza limitare i fattori di rischio associati alla malattia parodontale, come il fumo di sigaretta.14 Al rapporto tra fumo e salute delle gengive ho dedicato un approfondimento a parte.

Quando invece l’origine è il dente, il percorso tipico parte da una carie profonda che arriva alla polpa: si origina una pulpite che, se non trattata tempestivamente, può originare un ascesso a livello radicolare, il quale nella maggior parte dei casi produce una fistola gengivale nell’area circoscritta all’apice della radice.15 In questo percorso la pulpite è ormai un processo infiammatorio irreversibile a carico del tessuto connettivo della polpa.16 Se vuoi capire come nasce questo percorso, ho dedicato un approfondimento specifico alla carie.

Ascesso gengivale e ascesso dentale: che differenza c’è?

La differenza sta nell’origine: quando la causa è la necrosi della polpa dentaria per una carie profonda, si parla di un ascesso dentale, non parodontale.12 L’ascesso parodontale nasce nei tessuti di sostegno del dente, tipicamente dentro una tasca parodontale;3 l’ascesso dentale nasce dentro il dente, dalla polpa, e da lì può farsi strada verso l’esterno.15

La distinzione non è accademica, perché cambia la terapia. Se è presente una tumefazione in corrispondenza di un dente, il gonfiore potrebbe essere causato dalla necrosi della polpa, e in questi casi la terapia corretta è quella endodontica, cioè la terapia canalare.10 A quello che nasce dentro il dente ho dedicato un approfondimento sull’ascesso dentale.

Capire da soli da dove parte l’infezione, però, non è possibile né necessario: la diagnosi differenziale è compito del professionista. Quello che conta, dal punto di vista del paziente, è riconoscere il segnale e non rimandare la visita.

Perché non bisogna aspettare, né curarsi da soli?

La risposta è netta: appena individuati segni e sintomi dell’ascesso è essenziale recarsi dal proprio odontoiatra o medico di riferimento, perché l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa solamente esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi per la salute dei denti e dell’organismo.17 Se l’infezione non viene trattata adeguatamente può danneggiare non solo il dente e i tessuti che lo circondano, ma anche provocare complicanze più serie come osteomielite, trombosi del seno cavernoso o addirittura una setticemia.18 Non è un’informazione che serve a spaventare: serve a spiegare perché questo disturbo, a differenza di altri, non ammette la strategia dell’attesa.

C’è poi il capitolo dell’automedicazione. È fondamentale affidarsi a professionisti in grado di eseguire una diagnosi accurata ed evitare di cominciare terapie antibiotiche empiriche prima del consulto: potrebbero non essere necessarie.19 Anche quando i farmaci servono, antibiotici e antinfiammatori intervengono sui sintomi alleviandoli, ma non eliminano la causa dell’ascesso: per quello scopo è necessario un intervento specifico, che può avvenire solo dopo una corretta diagnosi e prognosi.20

Nell’attesa della visita si può cercare un po’ di sollievo con le misure che la fonte indica per il gonfiore gengivale, con la delicatezza del caso e senza insistere sulla zona dolente: spazzolare i denti almeno due volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide e usare il filo interdentale, non fumare, evitare gli alcolici e i cibi e le bevande zuccherate,21 oltre a sciacqui due volte al giorno con acqua salata, un cucchiaio in mezzo bicchiere di acqua tiepida.22 Sono accorgimenti per arginare momentaneamente i disturbi: non curano l’ascesso e non sostituiscono la visita.

Come si cura un ascesso gengivale?

Il trattamento varia a seconda della causa scatenante,19 ed è questa la ragione per cui tutto parte dalla diagnosi.

Se l’origine è parodontale, il paziente dovrà procedere con la terapia non chirurgica sopra e sotto gengivale, che rappresenta lo step 1 e lo step 2 della cura della parodontite.23 In presenza di ascesso si può valutare anche la somministrazione complementare della terapia antibiotica, oltre a una prima fase di strumentazione della tasca parodontale.24 Su come prosegue quel percorso ho scritto una guida dedicata a come si cura la parodontite. Quanto ai risultati della terapia parodontale, la fonte offre un dato con le sue condizioni: se la profondità del sondaggio gengivale è contenuta entro un valore massimo di 6 millimetri, in soggetti non fumatori, la risoluzione del problema parodontale è superiore all’80% nei pazienti con una corretta igiene orale quotidiana.25

Se l’origine è pulpare, si procede con la terapia canalare dell’elemento interessato e poi con la sua ricostruzione.26 Nei casi di frattura verticale della radice o di fallimenti endodontici con prognosi sfavorevole, il trattamento di elezione è invece l’estrazione del dente.27

Un discorso a parte riguarda i bambini: anche nei pazienti più piccoli possono comparire fistole gengivali, con cause analoghe a quelle degli adulti, ed è essenziale una valutazione da parte del dentista o dello specialista di fiducia, il pedodontista.28

Il gonfiore alle gengive è sempre un ascesso?

No, e vale la pena dirlo con chiarezza per non trasformare ogni gonfiore in un allarme. La gengivite è la causa più frequente di gonfiore gengivale:29 una gengiva sana presenta un aspetto rosa, con un profilo ben definito e regolare, mentre una gengiva infiammata si presenta gonfia, sanguinante e spesso dolente.30 Il gonfiore diffuso, in presenza di scarsa igiene orale e talvolta di retrazione delle gengive, può essere dovuto a gengivite o parodontite; quello localizzato in corrispondenza di un singolo dente può indicare la necrosi della polpa; nei casi più rari la gengiva può gonfiarsi per cambiamenti ormonali o per l’assunzione di alcune categorie di farmaci.31

C’è anche il caso dei denti del giudizio: la pericoronite è un’infiammazione dei tessuti che circondano la corona del dente, generalmente causata da un’eruzione anomala o parziale.32 Le ho dedicato una sezione nell’approfondimento sul mal di denti, dove spiego come si riconosce e come si gestisce.

La bussola resta una sola: qualsiasi gonfiore a livello delle gengive richiede la valutazione attenta da parte di uno specialista,33 perché solo con la diagnosi corretta si può pianificare l’intervento adeguato.34

Domande frequenti sull’ascesso gengivale

La bolla sulla gengiva che non fa male è grave?

Non va ignorata. Quella “bolla” è spesso una fistola, cioè un’area di comunicazione tra la zona di infezione e il cavo orale,8 e può non fare male proprio perché il drenaggio del pus diminuisce i sintomi.11 L’assenza di dolore non significa assenza di infezione: qualsiasi gonfiore gengivale richiede la valutazione di uno specialista.33

L’ascesso gengivale passa da solo?

No: l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa solamente esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi.17 Trattato correttamente e tempestivamente, invece, ha un decorso complessivo piuttosto breve.2

Per l’ascesso gengivale servono subito gli antibiotici?

Non da soli e non di propria iniziativa: le terapie antibiotiche empiriche prima del consulto vanno evitate, perché potrebbero non essere necessarie.19 Antibiotici e antinfiammatori alleviano i sintomi ma non eliminano la causa dell’ascesso, che richiede un intervento specifico dopo una corretta diagnosi.20 Nei casi indicati, l’antibiotico può essere valutato dal professionista come terapia complementare.24

Il gonfiore alle gengive è sempre un ascesso?

No: la causa più frequente di gonfiore gengivale è la gengivite,29 e il gonfiore può dipendere anche da farmaci, cambiamenti ormonali31 o, nel caso dei denti del giudizio, da una pericoronite.32 La distinzione la fa la visita: serve una diagnosi corretta per pianificare l’intervento adeguato.34

Conclusione: un segnale localizzato che chiede una diagnosi

L’ascesso gengivale è un’infezione con un’identità precisa: una raccolta di pus localizzata nei tessuti che sostengono il dente.1 Dà quasi sempre segnali chiari, il dolore acuto e pulsante,4 il gonfiore, la tumefazione;6 e quando non li dà, come nel caso della fistola che drena senza far male,11 il silenzio è l’aspetto più insidioso del quadro. Nella mia esperienza clinica, la “bolla che non fa male” è tra i motivi di visita più rimandati in assoluto, proprio perché non disturba: ma l’ascesso non passa da solo,17 e un intervento tempestivo incide molto sulla durata del decorso.2

Presso il nostro Studio la parodontologia si occupa della diagnosi e del trattamento di queste condizioni, con un percorso definito sulla base della valutazione clinica personalizzata. Se hai notato un gonfiore localizzato, una bolla sulla gengiva o un dolore che si accentua masticando, per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).

Fonti a supporto

Tutte le affermazioni cliniche provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.

  1. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «L’ascesso parodontale è un accumulo localizzato di pus situato nei tessuti che circondano la radice del dente, denominati tessuti parodontali.» apri la fonte
  2. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «La presenza di batteri rende indispensabile l’intervento di un odontoiatra, la cui possibilità di agire tempestivamente incide molto anche sulla durata dell’ascesso. Questo, infatti, si manifesta con sintomi clinici facilmente rilevabili e, se trattato correttamente, ha un decorso complessivo piuttosto breve.» apri la fonte
  3. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Il pus si manifesta come un liquido denso di colore giallo, costituito da un accumulo di batteri, plasma, globuli bianchi e detriti cellulari e situato all’interno della parete gengivale della tasca parodontale.» apri la fonte
  4. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Uno dei sintomi più comuni e frequenti dell’ascesso parodontale è il dolore, tipicamente acuto, pulsante e spesso talmente forte da rendere difficile ed estremamente dolorosa la masticazione.» apri la fonte
  5. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Il dolore tende ad accentuarsi anche serrando la bocca, sfiorando il dente con la punta della lingua o, ancora, masticando alimenti troppo freddi o eccessivamente caldi; sono rari i casi di ascesso senza dolore.» apri la fonte
  6. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Clinicamente è probabile che attorno al dente malato si sviluppi una maggiore sensibilità della gengiva, tumefazione, gonfiore e arrossamento ed è piuttosto frequente anche una sensazione di alitosi.» apri la fonte
  7. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «I sintomi sistemici più generali, come febbre, mal di testa o mal di gola e l’ingrossamento dei linfonodi, invece, sono determinati dalla risposta del sistema immunitario che, durante l’infezione, cerca di combatterla attraverso una reazione più o meno acuta.» apri la fonte
  8. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «si possono generare dei veri e propri ascessi che, in un secondo momento, drenano attraverso il tessuto gengivale creando una fistola, cioè un’area di comunicazione dalla zona di infezione al cavo orale.» apri la fonte
  9. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «I sintomi principali della fistola gengivale sono rappresentati da gonfiore gengivale localizzato, gengiva eritematosa con presenza di pus a livello della fistola e indolenzimento gengivale.» apri la fonte
  10. SIdP (gengive.org), «Gengiva gonfia: ho la parodontite?»: «Se è presente tumefazione in corrispondenza di un dente, il gonfiore potrebbe essere causato dalla necrosi della polpa dentale. In alcuni casi potrebbe essere presente anche una fistola (un piccolo foruncolo) dal quale fuoriesce pus. In questi casi la terapia corretta è quella endodontica.» apri la fonte
  11. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «La presenza della fistola, specialmente in un dente non vitale (devitalizzato), può associarsi a un’assenza di sintomatologia dolorosa: in questo caso, la comunicazione tra la zona infetta e il cavo orale contribuisce al drenaggio dell’essudato purulento e quindi a una diminuzione della sintomatologia.» apri la fonte
  12. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Le principali cause di sviluppo di un ascesso parodontale possono essere: fratture o lesioni della radice; placca e tartaro accumulati nelle sedi sottogengivali, profonde nei casi di grave parodontite; carie profonde della dentina, che hanno causato la necrosi della polpa dentaria (in questo caso si parla di un ascesso dentale, non parodontale).» apri la fonte
  13. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «anche se meno frequente, l’elevata carica batterica in una tasca parodontale può contribuire alla formazione di un ascesso che, a sua volta, può generare una fistola gengivale.» apri la fonte
  14. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «mantenere una corretta igiene orale è il primo passo per evitare l’insorgenza di complicanze dentali e parodontali tra le quali possiamo annoverare le fistole gengivali, così come risulta di fondamentale importanza limitare i fattori di rischio associati alla malattia parodontale, come il fumo di sigaretta.» apri la fonte
  15. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «Quando una carie profonda arriva alla polpa del dente si origina una pulpite che, se non trattata tempestivamente, può originare un ascesso a livello radicolare; questo, a sua volta, nella maggior parte dei casi, produce una fistola gengivale nell’area circoscritta all’apice radicolare;» apri la fonte
  16. SIdP (gengive.org), «Granuloma dentale: che cos’è e quali sono le cause?»: «il tessuto connettivo della polpa va incontro a una pulpite, un processo infiammatorio irreversibile.» apri la fonte
  17. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Appena individuati segni e sintomi dell’ascesso è essenziale recarsi dal proprio odontoiatra o medico di riferimento: è bene sapere che l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa solamente esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi per la salute dei denti e dell’organismo.» apri la fonte
  18. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «È fondamentale non ignorare i sintomi di un ascesso dentale poiché l’infezione, se non trattata adeguatamente, può danneggiare non solo il dente e i tessuti che lo circondano, ma anche provocare complicanze più gravi come osteomielite, trombosi del seno cavernoso o addirittura una setticemia.» apri la fonte
  19. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «Il trattamento delle fistole gengivali varia a seconda della sua eziologia, pertanto, è fondamentale affidarsi a professionisti in grado di eseguire una diagnosi accurata ed evitare di cominciare terapie antibiotiche empiriche prima del consulto: potrebbero non essere necessarie.» apri la fonte
  20. SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura»: «Il primo rimedio efficace contro l’ascesso parodontale è spesso rappresentato da una terapia farmacologica mediante antibiotici e antinfiammatori: entrambe le tipologie di farmaci, però, intervengono sui sintomi alleviandoli, ma non eliminano la causa dell’ascesso; per questo scopo è necessario un intervento specifico, che può avvenire solo dopo una corretta diagnosi e prognosi.» apri la fonte
  21. SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare?»: «Nell’attesa della visita dal proprio dentista, per alleviare i sintomi della gengivite e provare sollievo si consiglia di: Spazzolare i denti almeno due volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide e utilizzare il filo interdentale; Non fumare; Evitare gli alcolici; […] Evitare i cibi e le bevande zuccherate;» apri la fonte
  22. SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare?»: «si possono fare degli sciacqui due volte al giorno con acqua salata (un cucchiaio in mezzo bicchiere di acqua tiepida)» apri la fonte
  23. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «In presenza di ascesso parodontale il paziente dovrà procedere con la terapia non chirurgica sopra e sotto gengivale che rappresentano lo step 1 e step 2 per la cura della parodontite.» apri la fonte
  24. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «In presenza di ascesso si può valutare anche la somministrazione complementare della terapia antibiotica, oltre a una prima fase di strumentazione della tasca parodontale.» apri la fonte
  25. SIdP (gengive.org), «Gengiva gonfia: ho la parodontite?»: «Se la profondità del sondaggio gengivale è contenuta entro un valore massimo di 6 mm, in soggetti non fumatori, la risoluzione del problema è superiore all’80% nei pazienti con una corretta igiene orale quotidiana.» apri la fonte
  26. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «se la causa è di origine pulpare si procede con la terapia canalare dell’elemento interessato e poi con la sua ricostruzione;» apri la fonte
  27. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «In caso di frattura verticale o fallimenti endodontici (quadri clinici con una prognosi sfavorevole), il trattamento di elezione è l’estrazione del dente;» apri la fonte
  28. SIdP (gengive.org), «Fistola gengivale: diagnosi, cause e trattamento»: «Nei pazienti più piccoli le cause alla base di fistole gengivali sono le medesime» […] «è essenziale una valutazione da parte del dentista o dello specialista di fiducia (pedodontista).» apri la fonte
  29. SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare?»: «La gengivite è la causa più frequente di gonfiore gengivale, tuttavia possono essere altre le cause per cui la gengiva può gonfiarsi, oltre alla parodontite.» apri la fonte
  30. SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare?»: «Una gengiva sana presenta un aspetto rosa, con un profilo ben definito e regolare. Una gengiva infiammata si presenta gonfia, sanguinante e spesso dolente.» apri la fonte
  31. SIdP (gengive.org), «Gengiva gonfia: ho la parodontite?»: «Il gonfiore gengivale, spesso generalizzato, in presenza di scarsa igiene orale e, a volte, di contrazione dell’altezza delle gengive, può essere dovuto ad un problema di gengivite e/o parodontite. Talvolta invece, la gengiva gonfia, in corrispondenza di un dente, può essere causata dalla necrosi della polpa del singolo dente, ad esempio per causa cariosa. Nei casi più rari, invece, la gengiva può gonfiarsi per cambiamenti ormonali o quando il paziente assume alcune categorie di farmaci.» apri la fonte
  32. SIdP (gengive.org), «Pericoronite: sintomi e cura»: «La pericoronite è un’infiammazione dei tessuti che circondano la corona dentaria ed è generalmente causata da un’anomala o parziale eruzione del dente, in particolare dei terzi molari (denti del giudizio).» apri la fonte
  33. SIdP (gengive.org), «Gengiva gonfia: ho la parodontite?»: «Qualsiasi gonfiore a livello delle gengive richiede la valutazione attenta da parte di uno specialista.» apri la fonte
  34. SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare?»: «Solo con la diagnosi corretta del problema si può pianificare un intervento che ha come obiettivo di risolvere nel migliore dei modi il gonfiore gengivale.» apri la fonte