Filo interdentale e scovolino: perché usarli e come

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Filo interdentale e scovolino: perché usarli e come

Lo spazzolino, anche quando è usato bene, non arriva dappertutto. Alcune superfici del dente sono facilmente accessibili e lo spazzolino, impiegato correttamente, riuscirà a pulirle con efficacia; altre, come gli spazi interdentali, sono invece quasi del tutto inaccessibili e richiedono altri strumenti per poter essere detersi.1 Per questo accompagnare l’uso dello spazzolino a quello del filo interdentale, o dello scovolino, è indispensabile per una corretta rimozione della placca batterica.2 Non è un di più per pazienti scrupolosi: è la seconda metà di un gesto quotidiano. In questo articolo vediamo a cosa servono filo e scovolino, come si usano, quando preferire l’uno all’altro, ogni quanto usarli e che cosa significa vedere sanguinare le gengive.

Perché lo spazzolino da solo non basta?

La ragione è anatomica prima ancora che comportamentale. Lo osserva anche la revisione sistematica Cochrane dedicata alla pulizia interdentale, cioè una sintesi indipendente degli studi clinici disponibili: è difficile per gli spazzolini raggiungere le aree tra i denti, e per questo la pulizia interdentale è spesso raccomandata come passaggio aggiuntivo nelle routine personali di igiene orale.3

Il punto è che quello che rimane in quegli spazi non è innocuo. È proprio la permanenza di placca batterica negli spazi interdentali a causare carie e lo sviluppo della gengivite, precursore della parodontite.4 Nella direzione opposta, è dimostrato che aggiungere un presidio di igiene interdentale riduce l’infiammazione delle gengive, cioè la gengivite, potendo così ridurre la possibilità di malattie più gravi.1

Non tutti gli strumenti pensati per quegli spazi, però, si equivalgono. In commercio esistono quattro differenti dispositivi interprossimali (scovolino, filo interdentale, stuzzicadenti e irrigatori orali), di cui solo i primi due risultano idonei per un’adeguata rimozione della placca batterica.5

A cosa serve il filo interdentale?

Il filo interdentale è uno degli strumenti che consentono di detergere le superfici a cui lo spazzolino non accede.1 Il suo terreno d’elezione sono i punti di contatto tra i denti e gli spazi interdentali stretti, dove lo scovolino non ha accesso, soprattutto nelle zone estetiche anteriori.6

Non ne esiste un solo tipo: esistono diversi tipi di filo interdentale, con materiali diversi (nylon, teflon, polietilene e altri), cerati e non cerati, fili espandibili, a nastro, fili speciali composti da più materiali, fili impregnati con aromi, fluoro o sostanze antisettiche.7 I fili speciali, in particolare, possono essere impiegati quando ci sono dei ponti tra i denti, quando è in corso un trattamento ortodontico con il filo metallico che collega gli attacchi sui denti oppure intorno agli impianti.8

Sull’effetto atteso conviene essere precisi. La revisione Cochrane ha rilevato che l’uso del filo, in aggiunta allo spazzolamento, può ridurre la gengivite nel breve e nel medio termine, mentre non è chiaro se riduca la placca.9

Come si usa correttamente il filo?

La tecnica conta, e non è complicata. Il primo passo è tagliare una porzione di filo di circa 40-50 cm.10 Va poi avvolto intorno al dito medio di ciascuna mano, usando gli indici per l’arcata inferiore e i pollici per quella superiore per tendere il tratto che dovrà attraversare lo spazio interdentale: un tratto piccolo, di 1-1,5 cm, e molto teso passerà molto più facilmente.11

Il gesto decisivo arriva subito dopo. Una volta superato il punto più stretto tra i denti, in direzione della gengiva, il filo deve abbracciare la superficie di uno dei due denti adiacenti, in modo da poterla pulire con dei movimenti dalla gengiva verso il dente; è importante non attraversare in diagonale lo spazio interdentale, per non danneggiare la papilla interdentale, ma formare una “C” intorno al dente, così da rimanere aderenti con il filo e rimuovere più placca senza fare danni.12 Il filo va posizionato in prossimità della gengiva senza provocare fastidio o dolore e mosso con entrambe le dita in su e in giù, avanti e indietro, sino a quando le pareti saranno pulite, facendo attenzione a non tagliare la gengiva.13

Se l’ostacolo è la manualità, esistono degli strumenti chiamati forcelle tendifilo: archetti sui quali il filo può essere montato per ottenere il piccolo tratto teso necessario.14

Cos’è lo scovolino e quando è preferibile al filo?

Lo scovolino, o spazzolino interdentale, si compone di un manico in plastica al quale si collega un’anima di metallo circondata da setole di microfilamenti in nylon: al passaggio nello spazio interdentale, queste trattengono e rimuovono la placca e i residui alimentari.15 Per la sua conformazione e per la capacità di detergere il centro dello spazio interdentale fino a 2,5 mm sotto gengiva, rappresenta lo strumento ideale per l’igiene interdentale di chi è affetto da parodontite, che presenta spesso uno spazio interdentale più largo e una più ampia superficie del dente da detergere.16

Su quando preferirlo le indicazioni sono nette. Le recenti linee guida per il trattamento delle parodontiti raccomandano altri sistemi per l’igiene interdentale in presenza di spazi interdentali più larghi, dove il filo non è molto efficace e dove lo scovolino è da preferirsi per efficacia e per semplicità d’uso.17 In concreto è consigliato in presenza di ampi spazi interdentali, esposizioni radicolari e forcazioni come esiti di malattia parodontale, oppure di apparecchi ortodontici e impianti dentali.18

Anche qui la manovra ha le sue regole. Lo scovolino va utilizzato con movimenti ripetuti di va e vieni nello spazio interdentale interessato, accedendo sia dall’aspetto vestibolare (esterno) sia da quello linguale (interno).19 Va sciacquato dai residui alimentari e batterici nel passaggio da uno spazio all’altro, evitando così la contaminazione degli spazi successivi.20 E va sostituito regolarmente, generalmente dopo un massimo di tre o quattro utilizzi.21

Filo o scovolino: come scegliere?

Partiamo da un equivoco frequente: si potrebbe pensare che l’utilizzo regolare dello scovolino escluda quello del filo interdentale, ma in realtà i due strumenti non sono sovrapponibili.6 Non è una gara tra due prodotti: è una questione di anatomia, e i due presidi si completano.

Sul confronto di efficacia i dati vanno letti con attenzione. Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, la letteratura scientifica indica che lo scovolino è più efficace rispetto al filo interdentale ed è in grado di rimuovere il 32% di placca in più rispetto al solo spazzolino e di ridurre del 52% l’infiammazione gengivale.22 La SIdP osserva inoltre che l’efficacia del filo dipende dalla frequenza di utilizzo, dalla durata del movimento e dalla tecnica acquisita, mentre lo scovolino si dimostra più semplice da utilizzare e, quindi, più efficace nella detersione degli spazi interprossimali.23

A questi numeri è però giusto affiancare il quadro dell’evidenza. La revisione Cochrane ha concluso che usare lo scovolino, in aggiunta allo spazzolino, può ridurre la gengivite e la placca nel breve termine24 e che gli scovolini possono essere migliori del filo per la gengivite a uno e a tre mesi.25 Precisa però che l’evidenza è di certezza da bassa a molto bassa e che gli effetti osservati potrebbero non essere clinicamente importanti.26 In sintesi: la direzione indicata dalle due fonti è la stessa, ma sulla misura esatta del vantaggio la ricerca non è ancora conclusiva. Quello che resta solido, e su cui la SIdP è netta, è il punto di partenza: aggiungere un presidio interdentale allo spazzolamento riduce l’infiammazione gengivale.1

Per questo, nella scelta dello strumento più adeguato è bene affidarsi al professionista, che selezionerà il presidio corretto sulla base delle nostre caratteristiche anatomiche (ampiezza degli spazi interdentali), dello stato di salute di denti e gengive e delle nostre preferenze e abilità.27 Presso il nostro Studio questa valutazione fa parte del percorso di igiene dentale.

Quando usarli e ogni quanto?

Sulla frequenza le indicazioni sono chiare. Il filo interdentale deve essere impiegato almeno una volta al giorno, meglio due.28 Lo scovolino va utilizzato una o due volte al giorno, specialmente la sera prima di andare a dormire, e solitamente prima di lavare i denti con lo spazzolino e il dentifricio.29 Più in generale, per avere costantemente una buona salute orale è importante l’utilizzo combinato dello spazzolino (meglio se elettrico o sonico) e dei presidi interdentali, almeno due volte al giorno.30

Resta la domanda più ricorrente: prima o dopo lo spazzolino? Esiste un certo vantaggio ad usare il filo prima dello spazzolamento: il filo potrebbe rimuovere, insieme alla placca, anche una parte del fluoro lasciato dal dentifricio, mentre proprio il fluoro si deposita più facilmente negli spazi interdentali se questi sono già puliti; ed è più facile non dimenticare di usarlo se questa manovra precede quella più automatica di spazzolare i denti.31 Alla stessa famiglia di domande sulla routine quotidiana appartiene quella sul collutorio, a cui ho dedicato un approfondimento a parte.

Le gengive sanguinano quando passo il filo: cosa significa?

È una delle obiezioni più frequenti, e la SIdP la riporta con le parole stesse dei pazienti: «Dottoressa, da quando uso il filo interdentale sanguinano le gengive. Ho deciso di non utilizzarlo perché mi faccio del male».32

La tentazione è di sospendere. Prima di decidere da soli, però, conviene sapere che cosa il sanguinamento indica. La sua presenza, spontanea o provocata dallo spazzolamento o dalla manovra del sondaggio parodontale, è un campanello di allarme che deve insospettire sia il paziente sia l’odontoiatra o l’igienista dentale.33 Non è un dettaglio trascurabile: i soggetti che riferiscono sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento hanno una probabilità dalle 3 alle 8 volte maggiore di ricevere una diagnosi di malattia parodontale, cioè gengivite o parodontite.34

In caso di sanguinamento, quindi, la prima cosa da fare è recarsi dal proprio dentista, per consentirgli di eseguire una corretta diagnosi e avviare la fase terapeutica più appropriata.35 Al tema ho dedicato un approfondimento specifico sulle gengive che sanguinano. Sugli strumenti, comunque, un elemento utile arriva dalla revisione Cochrane: gli studi che hanno misurato gli eventi avversi non hanno riscontrato effetti gravi, né evidenza di differenze tra i gruppi di studio negli effetti minori, come l’irritazione gengivale.36

Domande frequenti sul filo interdentale

Il filo interdentale va usato tutti i giorni?

Sì: deve essere impiegato almeno una volta al giorno, meglio due.28 L’utilizzo combinato di spazzolino e presidi interdentali è indicato almeno due volte al giorno.30

Meglio usare il filo prima o dopo lo spazzolino?

Prima: esiste un certo vantaggio ad usare il filo prima dello spazzolamento, perché il filo potrebbe rimuovere anche una parte del fluoro lasciato dal dentifricio, che invece si deposita più facilmente negli spazi interdentali se questi sono già puliti.31 Anche lo scovolino va solitamente utilizzato prima di lavare i denti con lo spazzolino e il dentifricio.29

L’irrigatore orale può sostituire il filo interdentale?

Secondo la SIdP no. Dei quattro dispositivi interprossimali in commercio (scovolino, filo interdentale, stuzzicadenti e irrigatori orali), solo i primi due risultano idonei per un’adeguata rimozione della placca batterica.5

Filo o scovolino: quale devo scegliere?

Dipende dai tuoi spazi interdentali, e non è detto che si debba scegliere: i due strumenti non sono sovrapponibili, perché lo scovolino è ideale per gli spazi ampi, il filo per i punti di contatto e per gli spazi stretti, dove lo scovolino non ha accesso.6 Dove gli spazi sono più larghi le linee guida indicano lo scovolino, perché lì il filo non è molto efficace.17 La scelta va comunque fatta con il professionista.27

Conclusione: il gesto che completa lo spazzolamento

Filo interdentale e scovolino non sono un accessorio: sono gli strumenti con cui si pulisce la parte di bocca che lo spazzolino, per quanto usato correttamente, non raggiunge.1 Quale dei due usare, e in quale combinazione, dipende dalla forma dei tuoi spazi interdentali più che da una preferenza personale, ed è una valutazione che vale la pena fare insieme al proprio dentista o igienista.27 Nella mia esperienza clinica, chi abbandona il filo lo fa quasi sempre nelle prime settimane, per una tecnica scomoda o per un sanguinamento che spaventa: sono due ostacoli che vale la pena portare in studio, prima di rinunciare.

Se non sai quale presidio interdentale sia adatto ai tuoi spazi, oppure se le gengive sanguinano quando passi il filo, per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).

Fonti a supporto

Le affermazioni cliniche di questo articolo provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org, e da una revisione sistematica Cochrane (Cochrane è un network internazionale che sintetizza in modo indipendente i risultati degli studi clinici). La revisione Cochrane è pubblicata solo in inglese: le citazioni sono riportate nella nostra traduzione, con l’originale a fronte. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.

  1. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Alcune delle superfici del dente sono facilmente accessibili e lo spazzolino da denti, impiegato correttamente, riuscirà a pulirle con efficacia. Altre, come gli spazi interdentali, sono invece quasi del tutto inaccessibili allo spazzolino e richiedono altri strumenti per poter essere detersi. Il filo interdentale è uno di questi strumenti. È dimostrato che aggiungere un presidio di igiene interdentale riduce l’infiammazione delle gengive (gengivite), potendo così ridurre la possibilità di malattie più gravi.» apri la fonte
  2. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Accompagnare l’uso dello spazzolino a quello del filo interdentale (o scovolino) è indispensabile per una corretta rimozione della placca batterica.» apri la fonte
  3. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD012018 sui dispositivi per uso domiciliare per la pulizia tra i denti in aggiunta allo spazzolamento: «Sebbene molte persone si spazzolino abitualmente i denti per rimuovere la placca fino al margine gengivale, è difficile per gli spazzolini raggiungere le aree tra i denti (“interdentali”), perciò la pulizia interdentale è spesso raccomandata come passaggio aggiuntivo nelle routine personali di igiene orale.» (ns. traduzione; originale in inglese: «While many people routinely brush their teeth to remove plaque up to the gum line, it is difficult for toothbrushes to reach into areas between teeth (‘interdental’), so interdental cleaning is often recommended as an extra step in personal oral hygiene routines.») apri la fonte
  4. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «È proprio la permanenza di placca batterica negli spazi interdentali a causare carie e lo sviluppo della gengivite, precursore della parodontite» apri la fonte
  5. SIdP (gengive.org), «Come lavare gli spazi interdentali?»: «In commercio esistono quattro differenti dispositivi interprossimali, di cui solo i primi due risultano idonei per un’adeguata rimozione della placca batterica.» (i quattro dispositivi elencati nella pagina sono, nell’ordine: scovolino, filo interdentale, toothpick/stuzzicadenti, irrigatori orali) apri la fonte
  6. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Si potrebbe pensare che l’utilizzo regolare dello scovolino escluda quello del filo interdentale, ma in realtà i due strumenti non sono sovrapponibili.» […] «lo scovolino risulta ideale per la detersione di spazi interdentali ampi» […] «il filo interdentale è molto utile per pulire i punti di contatto tra i denti e gli spazi interdentali stretti, dove lo scovolino non ha accesso, soprattutto nelle zone estetiche anteriori.» apri la fonte
  7. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Esistono diversi tipi di filo interdentale: materiali diversi (Nylon, teflon, polietilene etc.) cerati e non cerati, fili espandibili, a nastro, fili speciali composti da più materiali, fili impregnati con aromi, fluoro o sostanze antisettiche.» apri la fonte
  8. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «I fili “speciali” possono essere impiegati per pulire gli spazi interdentali quando ci sono dei ponti tra i denti, quando è in corso un trattamento ortodontico con il filo metallico che collega gli attacchi sui denti o intorno agli impianti.» apri la fonte
  9. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD012018: «Abbiamo rilevato che l’uso del filo interdentale, in aggiunta allo spazzolamento, può ridurre la gengivite nel breve e nel medio termine. Non è chiaro se riduca la placca.» (ns. traduzione; originale in inglese: «We found that using floss, in addition to toothbrushing, may reduce gingivitis in the short and medium term. It is unclear if it reduces plaque.») apri la fonte
  10. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «tagliare una porzione di filo di circa 40-50 cm;» apri la fonte
  11. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «avvolgerlo intorno al dito medio di ciascuna mano ed utilizzare poi gli indici per l’arcata inferiore e i pollici per l’arcata superiore per tendere un piccolo tratto di filo che dovrà attraversare lo spazio interdentale. Un tratto piccolo di filo (1-1,5 cm) molto teso (tra gli indici o tra i pollici, appunto) passerà molto più facilmente attraverso lo spazio interdentale.» apri la fonte
  12. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «una volta superato il punto più stretto tra i denti, in direzione della gengiva, il filo deve abbracciare la superficie di uno dei due denti adiacenti, in modo da poterla pulire con dei movimenti dalla gengiva verso il dente. È importante non attraversare in diagonale lo spazio interdentale per non danneggiare la papilla interdentale ma formare una “C” intorno al dente per rimanere aderente con il filo e rimuovere più placca senza fare danni.» apri la fonte
  13. SIdP (gengive.org), «Come lavare gli spazi interdentali?»: «Posizionare il filo in prossimità della gengiva senza provocare fastidio o dolore e muoverlo con entrambe le dita in su e in giù, avanti e indietro, sino a quando le pareti saranno pulite facendo attenzione a non tagliare la gengiva» apri la fonte
  14. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Per chi non ha sufficiente manualità, esistono degli strumenti chiamati forcelle tendifilo, degli archetti sui quali il filo può essere montato per ottenere il piccolo tratto teso che è necessario.» apri la fonte
  15. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Questo strumento si compone di un manico in plastica, al quale si collega un’anima di metallo circondata da numerose setole composte da microfilamenti in nylon. Questi, al passaggio nello spazio interdentale, trattengono e rimuovono la placca e i residui alimentari presenti.» apri la fonte
  16. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Per la sua conformazione e capacità di detergere il centro dello spazio interdentale fino a 2.5mm sotto gengiva, lo scovolino rappresenta lo strumento ideale per l’igiene interdentale di chi è affetto da parodontite. Spesso, infatti, chi ne soffre presenta uno spazio interdentale generalmente più largo e una più ampia superficie del dente da detergere.» apri la fonte
  17. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Le recenti linee guida per il trattamento delle parodontiti raccomandano di utilizzare altri sistemi per l’igiene interdentale in presenza di spazi interdentali più larghi, dove il filo non è molto efficace e dove l’impiego dello scovolino è sicuramente da preferirsi per efficacia e per semplicità d’uso.» apri la fonte
  18. SIdP (gengive.org), «Come lavare gli spazi interdentali?»: «In presenza di ampi spazi interdentali, esposizioni radicolari e forcazioni come esiti di malattia parodontale oppure in presenza di apparecchi ortodontici ed impianti dentali, è consigliato l’utilizzo dello scovolino o spazzolino interdentale.» apri la fonte
  19. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Utilizzarlo con movimenti ripetuti di va e vieni nello spazio interdentale interessato, accedendo sia dall’aspetto vestibolare (esterno) che da quello linguale (interno).» apri la fonte
  20. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Sciacquarlo da possibili residui alimentari e batterici nel passaggio da uno spazio interdentale all’altro, evitando così la “contaminazione” degli spazi successivi.» apri la fonte
  21. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Sostituirlo regolarmente, generalmente dopo un massimo di tre o quattro utilizzi.» apri la fonte
  22. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Secondo la letteratura scientifica, lo scovolino (o spazzolino interdentale) è più efficace rispetto al filo interdentale, ed è in grado di rimuovere il 32% di placca in più rispetto al solo spazzolino e di ridurre del 52% l’infiammazione gengivale.» apri la fonte
  23. SIdP (gengive.org), «Come lavare gli spazi interdentali?»: «In conclusione, l’efficacia del filo nel rimuovere la placca dipende dalla frequenza di utilizzo, dalla durata del movimento e dalla tecnica acquisita. Lo scovolino interdentale si dimostra più semplice da utilizzare e, quindi, più efficace nella detersione degli spazi interprossimali.» apri la fonte
  24. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD012018: «L’uso di uno scovolino interdentale, in aggiunta allo spazzolino, può ridurre la gengivite e la placca nel breve termine.» (ns. traduzione; originale in inglese: «Using an interdental brush, in addition to a toothbrush, may reduce gingivitis and plaque in the short term.») apri la fonte
  25. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD012018: «Gli scovolini interdentali possono essere migliori del filo interdentale per la gengivite a uno e a tre mesi.» (ns. traduzione; originale in inglese: «Interdental brushes may be better than flossing for gingivitis at one and three months.») apri la fonte
  26. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD012018: «L’evidenza è di certezza da bassa a molto bassa. Gli effetti osservati potrebbero non essere clinicamente importanti.» (ns. traduzione; originale in inglese: «The evidence is low to very low-certainty. The effects observed may not be clinically important.») apri la fonte
  27. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Nella scelta dello strumento interdentale più adeguato è bene affidarsi all’esperienza e al supporto del professionista, che si dedicherà a selezionare il presidio corretto sulla base delle nostre caratteristiche anatomiche (ampiezza degli spazi interdentali), del nostro stato di salute di denti e gengive e delle nostre preferenze e abilità.» apri la fonte
  28. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Deve essere impiegato almeno una volta al giorno, meglio due.» apri la fonte
  29. SIdP (gengive.org), «Scovolino: cos’è e a cosa serve?»: «Utilizzarlo una o due volte al giorno, specialmente la sera prima di andare a dormire, e solitamente prima di lavare i denti con lo spazzolino e il dentifricio.» apri la fonte
  30. SIdP (gengive.org), «Come lavare gli spazi interdentali?»: «Per avere costantemente una buona salute orale è importante l’utilizzo combinato dello spazzolino da denti (meglio se elettrico o sonico) e degli strumenti che aiutano a detergere tra un dente e l’altro, i cosiddetti presidi interdentali (scovolino dentale, filo interdentale) almeno due volte al giorno.» apri la fonte
  31. SIdP (gengive.org), «Filo interdentale: perché, come e quando usarlo»: «Esiste un certo vantaggio ad usare il filo prima dello spazzolamento, dovuto principalmente al fatto che il filo potrebbe rimuovere, insieme alla placca, anche una parte del fluoro lasciato dal dentifricio e che proprio il fluoro si può depositare più facilmente anche negli spazi interdentali se questi sono già puliti. È inoltre più facile non dimenticare di usarlo se questa manovra precede quella più “automatica” di spazzolare i denti.» apri la fonte
  32. SIdP (gengive.org), «Come lavare gli spazi interdentali?»: «”Dottoressa, da quando uso il filo interdentale sanguinano le gengive. Ho deciso di non utilizzarlo perché mi faccio del male.” “Dottore, ho paura ad utilizzare lo scovolino per denti: sento graffiare sulle gengive.”» apri la fonte
  33. SIdP (gengive.org), «Sanguinamento delle gengive»: «La sua presenza, spontanea o provocata dallo spazzolamento o dalla manovra del sondaggio parodontale, è un campanello di allarme che deve insospettire sia il paziente che l’odontoiatra o l’igienista dentale.» apri la fonte
  34. SIdP (gengive.org), «Sanguinamento delle gengive»: «i soggetti che riferiscono sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento dei denti hanno una probabilità dalle 3 alle 8 volte maggiore di ricevere una diagnosi di malattia parodontale (gengivite o parodontite).» apri la fonte
  35. SIdP (gengive.org), «Sanguinamento delle gengive»: «In caso di sanguinamento delle gengive, la prima cosa da fare è quella di recarsi dal proprio dentista per consentirgli di eseguire una corretta diagnosi ed avviare la fase terapeutica più appropriata.» apri la fonte
  36. Cochrane (cochrane.org), revisione sistematica CD012018: «Gli studi che hanno misurato gli “eventi avversi” non hanno riscontrato effetti gravi né evidenza di differenze tra i gruppi di studio negli effetti minori, come l’irritazione gengivale.» (ns. traduzione; originale in inglese: «The studies that measured ‘adverse events’ found no serious effects and no evidence of differences between study groups in minor effects such as gum irritation.») apri la fonte