Il fumo è uno dei principali fattori che influenzano la progressione della parodontite.1 E riguarda molte persone. Secondo il «Rapporto sul fumo in Italia» presentato nel 2022 dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’ente pubblico di ricerca che in Italia si occupa di salute pubblica, quasi un italiano su quattro, il 24,2% della popolazione, è un fumatore: una percentuale che non era stata mai più registrata dal 2006.2 In questo articolo vediamo che cosa succede alle gengive di chi fuma, perché il rischio parodontale è più alto, perché i segnali di allarme spesso arrivano in ritardo e che cosa comporta il fumo per le terapie e per gli impianti dentali.
Che cosa fa il fumo alle gengive?
Il primo effetto riguarda la circolazione. Come spiega la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, l’effetto vasocostrittore della nicotina riduce l’apporto di ossigeno e di sangue a livello del microcircolo parodontale. In questo modo tende a generare una condizione di sofferenza del tessuto, rendendolo più vulnerabile e soggetto a eventuali infezioni.3
È un cambiamento che spesso si nota. Se si prendono in esame le gengive di un fumatore è possibile notare che esse non appaiono toniche e rosee come quelle del soggetto che non fa uso di sigarette: nei fumatori, infatti, le gengive risultano spesso atrofiche e di un colorito “non sano”.4
Cambia anche ciò che vive sulla superficie dei denti. Nel paziente fumatore è, inoltre, presente una placca batterica più aggressiva, e ciò è dovuto alla selezione di batteri in grado di vivere in un ambiente con scarso ossigeno e a una minor risposta del sistema immunitario all’insulto microbico.5 Meno ossigeno nei tessuti, quindi, significa un ambiente che seleziona proprio i batteri più problematici. Se le gengive sono arrossate o gonfie, ho dedicato un approfondimento specifico alle gengive infiammate, dove il fumo compare tra i fattori di rischio.
Perché chi fuma rischia di più la parodontite?
Alla ridotta ossigenazione si somma un secondo meccanismo, che riguarda le difese dell’organismo. Il fumo ha degli effetti negativi sulle cellule del sistema immunitario, ed è stato riscontrato un abnorme rilascio di proteasi dalle cellule neutrofile, che vengono così coinvolte nel riassorbimento osseo.6 Le stesse cellule che dovrebbero difendere il parodonto, quindi, finiscono per partecipare al danno osseo.
Messi insieme, questi elementi spiegano perché uno dei fattori di rischio più determinanti sia, appunto, il fumo.7 Nei fumatori il rischio di parodontite è più elevato rispetto ai non fumatori e, inoltre, il potenziale di guarigione dei tessuti gengivali e del parodonto nel complesso in caso di terapie parodontali è ridotto.8 La SIdP è netta su questo punto: nei fumatori il rischio di sviluppare parodontite è nettamente superiore ai non fumatori.9
Non tutti i fumatori si trovano però nella stessa situazione, perché la quantità e gli anni contano: l’entità di distruzione tissutale risulta correlata alla durata e alla quantità di tabacco usato nelle sue diverse forme.10
Il paradosso del fumatore: perché le gengive sanguinano meno?
Qui arriviamo al punto che considero più importante. Il sanguinamento è il segnale che porta la maggior parte delle persone a chiedere un controllo, ma il fumo di sigaretta agisce talvolta anche mascherando uno dei primi segni della malattia parodontale, ovvero il sanguinamento gengivale.11
Il motivo è lo stesso meccanismo visto sopra: l’effetto vasocostrittore della nicotina riduce l’apporto di ossigeno e di sangue a livello del microcircolo parodontale.3 Meno sangue nei tessuti gengivali può tradursi in gengive che tendono a sanguinare di meno, anche quando l’infiammazione è presente e sta procedendo.
Il paradosso, quindi, è questo: chi fuma ha un rischio di parodontite più elevato8 e allo stesso tempo un campanello d’allarme più debole. Gengive che non sanguinano vengono lette come gengive in salute, mentre la malattia può continuare ad avanzare senza farsi notare. Non è un motivo per allarmarsi, ma è un buon motivo per non affidarsi al solo sanguinamento come indicatore: sul significato di quel segnale ho scritto un articolo dedicato alle gengive che sanguinano.
Il fumo influisce sulle cure parodontali?
Sì, e non soltanto sul rischio di ammalarsi. Il fumo non solo aumenta il rischio che si sviluppi la malattia, ma gli studi dimostrano che ha effetto anche sulla risposta alla terapia parodontale, che nei fumatori risulta alterata.12 Tutte le terapie parodontali hanno minore probabilità di pieno successo quando condotte in pazienti forti fumatori.9
C’entra ancora la guarigione dei tessuti. Nel fumatore un primo problema consiste nell’aumento dei tempi di guarigione delle ferite: questo, oltre a influenzare negativamente le difese dell’organismo, causa a livello del cavo orale una diminuzione della microcircolazione.13 Ed è la ragione per cui, nei fumatori, il potenziale di guarigione dei tessuti gengivali e del parodonto nel complesso in caso di terapie parodontali è ridotto.8
Tutto questo non toglie valore alla terapia: rende semmai più utile valutare insieme l’intero quadro prima di iniziare. Su come si struttura quel percorso ho scritto una guida dedicata a come si cura la parodontite.
Che cosa comporta il fumo per gli impianti dentali?
Sul fronte implantare le fonti sono più precise e i numeri esistono. Tra i fattori di rischio, il fumo è sicuramente quello che ha un impatto negativo maggiore sulla sopravvivenza degli impianti.14
Il meccanismo somiglia a quello parodontale, ma coinvolge anche l’osso. La nicotina determina vasocostrizione periferica, riducendo il flusso ematico e l’apporto di ossigeno (ipossia tissutale), riducendo quindi la formazione di nuovi vasi e ritardando la guarigione tissutale; è stato dimostrato che sia la nicotina sia i componenti della combustione riducono la vitalità degli osteoblasti, cioè le cellule ossee, rallentando la deposizione della matrice cellulare indispensabile per l’osteointegrazione.15 Il fumo, inoltre, rallenta l’attività degli osteoblasti, ovvero le cellule che producono tessuto osseo, portando alla formazione di tessuto osseo con scarsa densità.16
Sui risultati, numerosi studi hanno dimostrato che i fumatori hanno percentuali di sopravvivenza dell’impianto inferiori rispetto ai pazienti non fumatori e il rischio di fallimento implantare è di circa 2,5 volte maggiore rispetto ai non fumatori.17 Anche l’incidenza della perimplantite è molto alta nei pazienti fumatori: le statistiche riferiscono per i fumatori un rischio di perdere un impianto, una volta applicato, che è da 2 a 3 volte maggiore rispetto ai soggetti non fumatori e un rischio di ammalarsi di perimplantite fino a 4 volte superiore.18
Va detto con altrettanta chiarezza che il fumo rappresenta un importante fattore di rischio per la perdita degli impianti, ma non è una controindicazione assoluta alla terapia implantare.19 È un elemento che entra nella valutazione, non una porta chiusa. Sulla durata degli impianti nel tempo ho scritto un approfondimento dedicato a quanto dura un impianto dentale.
Quali altri effetti ha il fumo sulla bocca?
Oltre alle gengive, il fumo lascia il segno su altri aspetti della salute orale. Uno è l’alito: l’abitudine al fumo di tabacco conferisce all’alito un odore caratteristico e persistente.20
C’è poi un tema più delicato, che merita di essere trattato con misura. Secondo l’ISS, il tumore del cavo orale è più frequente nelle persone che fumano tabacco e bevono alcolici, e la presenza contemporanea di queste due abitudini moltiplica il rischio di sviluppare tumori della bocca.21 Il consumo di tabacco e l’abuso di alcol sono responsabili insieme di circa il 75% dei casi nel nostro Paese.22 Il consiglio dell’ISS, valido per tutti, è di adottare uno stile di vita salutare, non fumare, non consumare tabacco in alcuna forma e limitare l’uso di alcol.23
Non è un’informazione che serve a spaventare, ma a spiegare perché valga la pena parlare apertamente delle proprie abitudini durante una visita, e perché qualsiasi cambiamento persistente della bocca meriti di essere mostrato al dentista o al proprio medico.
Che cosa succede quando si smette?
Su questo punto preferisco essere trasparente: le fonti non indicano una quantificazione dei benefici gengivali della cessazione, e non sarebbe corretto promettere che smettendo le gengive tornino come prima.
Quello che le fonti indicano è che al paziente vanno spiegati tutti gli effetti nocivi che il fumo comporta sia a livello di salute orale che sistemica, nonché i benefici derivanti dall’abbandono di tale abitudine.10 Sul versante implantare l’indicazione è esplicita: si consiglia alle persone che debbano mettere impianti dentali o che ne siano già portatori di diminuire o eliminare definitivamente il fumo di sigaretta.24
Tradotto in pratica: smettere conviene, ridurre è comunque un passo, e il punto di partenza sensato resta capire come stanno oggi le gengive. Presso il nostro Studio la parodontologia si occupa della valutazione di queste condizioni, con un percorso definito sulla base della valutazione clinica personalizzata.
Domande frequenti su fumo e gengive
Il fumo fa sanguinare le gengive?
Qui la risposta intuitiva porta fuori strada. Il fumo di sigaretta agisce talvolta anche mascherando uno dei primi segni della malattia parodontale, ovvero il sanguinamento gengivale.11 A questo contribuisce l’effetto vasocostrittore della nicotina, che riduce l’apporto di ossigeno e di sangue a livello del microcircolo parodontale.3 In chi fuma, quindi, gengive che sanguinano poco non sono di per sé una conferma di salute gengivale, dato che nei fumatori il rischio di parodontite resta più elevato rispetto ai non fumatori.8
Se smetto di fumare le gengive guariscono?
Non esiste una risposta quantificata e sarebbe scorretto prometterla. Le fonti parlano in termini generali dei benefici derivanti dall’abbandono di tale abitudine, insieme all’osservazione che l’entità di distruzione tissutale risulta correlata alla durata e alla quantità di tabacco usato.10 Quello che si può dire è che smettere è consigliato10,24 e che il danno eventualmente già presente va valutato con una visita.
Chi fuma può mettere gli impianti dentali?
Sì, con una valutazione attenta: il fumo rappresenta un importante fattore di rischio per la perdita degli impianti, ma non è una controindicazione assoluta alla terapia implantare.19 Va però messo in conto che il rischio di fallimento implantare è di circa 2,5 volte maggiore rispetto ai non fumatori.17 A chi debba mettere impianti dentali, o ne sia già portatore, si consiglia di diminuire o eliminare definitivamente il fumo di sigaretta.24
Il fumo causa alito cattivo?
Sì: l’abitudine al fumo di tabacco conferisce all’alito un odore caratteristico e persistente.20 Nei fumatori, però, l’alito non è l’unico aspetto da tenere d’occhio, perché le gengive risultano spesso atrofiche e di un colorito “non sano”4 e il rischio di parodontite è più elevato rispetto ai non fumatori.8
Conclusione: un rischio più alto e più silenzioso
Nella mia esperienza clinica, chi fuma arriva spesso in studio convinto di avere gengive sane proprio perché non sanguinano, e scopre che l’assenza di quel segnale non era una buona notizia. È il nodo di tutto l’articolo. Il fumo è uno dei principali fattori che influenzano la progressione della parodontite1 e riduce l’apporto di ossigeno e di sangue al microcircolo parodontale.3 Allo stesso tempo, però, agisce talvolta mascherando il sanguinamento gengivale, che di quella malattia è uno dei primi segni.11
Non è una colpa e non è un punto di non ritorno. Il fumo è un importante fattore di rischio per la perdita degli impianti, ma non una controindicazione assoluta alla terapia implantare,19 e le indicazioni scientifiche parlano di benefici derivanti dall’abbandono di questa abitudine.10 Quello che serve, semmai, è non affidarsi a un campanello d’allarme che nel fumatore suona più piano.
Se fumi e vuoi sapere in che condizioni sono le tue gengive, per una valutazione personalizzata prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati.
Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Coretti (Albo Roma 2793).
Fonti a supporto
Le affermazioni su gengive, parodonto e impianti provengono dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo per i pazienti gengive.org. I dati sulla diffusione del fumo in Italia e le informazioni sul tumore del cavo orale provengono dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), attraverso i portali EpiCentro e ISSalute. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Il fumo è uno dei principali fattori che influenzano la progressione della parodontite.» apri la fonte
- EpiCentro (epicentro.iss.it), «Aspetti epidemiologici in Italia», sezione Fumo: «Secondo i dati del “Rapporto sul fumo in Italia”, presentato in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco 2022 (World No Tobacco Day, 31 maggio), quasi un italiano su quattro (il 24,2% della popolazione) è un fumatore: una percentuale che non era stata mai più registrata dal 2006.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «L’effetto vasocostrittore della nicotina riduce l’apporto di ossigeno e di sangue a livello del microcircolo parodontale. In questo modo tende a generare una condizione di sofferenza del tessuto, rendendolo più vulnerabile e soggetto a eventuali infezioni.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Se si prendono in esame le gengive di un fumatore è possibile notare che esse non appaiono toniche e rosee come quella del soggetto che non fa uso di sigarette. Nei fumatori, infatti, le gengive risultano spesso atrofiche e di un colorito “non sano”.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Nel paziente fumatore è, inoltre, presente una placca batterica più aggressiva. Ciò è dovuto alla selezione di batteri in grado di vivere in un ambiente con scarso ossigeno e a una minor risposta del sistema immunitario all’insulto microbico.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Il fumo, inoltre, ha degli effetti negativi sulle cellule del sistema immunitario. […] Inoltre è stato riscontrato un abnorme rilascio di proteasi dalle cellule neutrofile che vengono così coinvolte nel riassorbimento osseo.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Uno dei fattori di rischio più determinanti è, appunto, il fumo.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Per questo motivo nei fumatori il rischio di parodontite è più elevato rispetto ai non fumatori e, inoltre, il potenziale di guarigione dei tessuti gengivali e del parodonto nel complesso in caso di terapie parodontali è ridotto.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Fumo, parodontite e coronavirus»: «Anche in Parodontologia, infatti, si sa quanto il fumo sia nemico delle gengive e come nei fumatori il rischio di sviluppare parodontite sia nettamente superiore ai non fumatori. Oltre a ciò, tutte le terapie parodontali […] hanno minore probabilità di pieno successo quando condotte in pazienti forti fumatori.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «L’entità di distruzione tissutale risulta correlata alla durata e alla quantità di tabacco usato nelle sue diverse forme.» […] «tutti gli effetti nocivi che il fumo comporta sia a livello di salute orale che sistemica, nonché i benefici derivanti dall’abbandono di tale abitudine.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Il fumo di sigaretta agisce talvolta anche mascherando uno dei primi segni della malattia parodontale, ovvero il sanguinamento gengivale.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Correlazioni tra fumo e malattia parodontale»: «Il fumo, non solo, aumenta il rischio che si sviluppi la malattia, ma gli studi dimostrano che ha effetto anche sulla risposta alla terapia parodontale. Nei fumatori, infatti, risulta alterata.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Perimplantite e fumo»: «un primo problema consiste nell’aumento dei tempi di guarigione delle ferite. Questo oltre ad influenzare negativamente le difese dell’organismo […] causa a livello del cavo orale una diminuzione della microcircolazione» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Impianti dentali e fumo»: «Tra questi fattori di rischio, il fumo è sicuramente quello che ha un impatto negativo maggiore sulla sopravvivenza degli impianti.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Impianti dentali e fumo»: «La nicotina determina vasocostrizione periferica, riducendo il flusso ematico e l’apporto di ossigeno (ipossia tissutale), riducendo quindi la formazione di nuovi vasi e ritardando la guarigione tissutale. È stato dimostrato che sia la nicotina che i componenti della combustione riducono la vitalità degli osteoblasti (cellule ossee), rallentando la deposizione della matrice cellulare indispensabile per l’osteointegrazione.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Perimplantite e fumo»: «il fumo rallenta l’attività degli osteoblasti, ovvero le cellule che producono tessuto osseo, portando alla formazione di tessuto osseo con scarsa densità.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Impianti dentali e fumo»: «numerosi studi hanno dimostrato che i fumatori hanno percentuali di sopravvivenza dell’impianto inferiori rispetto ai pazienti non fumatori e il rischio di fallimento implantare è di circa 2,5 volte maggiore rispetto ai non fumatori.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Perimplantite e fumo»: «L’incidenza della perimplantite è molto alta nei pazienti fumatori. Le statistiche riferiscono per i fumatori un rischio di perdere un impianto, una volta applicato, che è da 2 a 3 volte maggiore rispetto ai soggetti non fumatori e un rischio di ammalarsi di perimplantite fino a 4 volte superiore.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Impianti dentali e fumo»: «il fumo rappresenta un importante fattore di rischio per la perdita degli impianti, ma non è una contrindicazione assoluta alla terapia implantare.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Alitosi: da cosa dipende e come si cura?»: «Fumo: l’abitudine al fumo di tabacco conferisce all’alito un odore caratteristico e persistente;» apri la fonte
- ISSalute (issalute.it), «Tumore della bocca»: «Il tumore del cavo orale è più frequente nelle persone che fumano tabacco e bevono alcolici; la presenza contemporanea di queste due abitudini moltiplica il rischio di sviluppare tumori della bocca.» apri la fonte
- ISSalute (issalute.it), «Tumore della bocca»: «il consumo di tabacco e l’abuso di alcol sono responsabili insieme di circa il 75% dei casi nel nostro Paese.» apri la fonte
- ISSalute (issalute.it), «Tumore della bocca»: «Per tutti è valido il consiglio di adottare uno stile di vita salutare, non fumare, non consumare tabacco in alcuna forma e limitare l’uso di alcol.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Perimplantite e fumo»: «Si consiglia pertanto alle persone che debbano mettere impianti dentali o che ne siano già portatori, di diminuire o eliminare definitivamente il fumo di sigaretta.» apri la fonte

