Durante la gravidanza alcune donne notano gengive più arrossate o che sanguinano quando si lavano i denti.1 I cambiamenti ormonali possono rendere i tessuti gengivali più suscettibili all’infiammazione, soprattutto se la placca è presente o se un problema gengivale esisteva già.1 Questo spiega perché il sanguinamento può comparire in quel periodo, ma non dice quale sia la causa nel caso di una persona. «Succede in gravidanza» non è una diagnosi.
Questa guida concentra l’attenzione sulla salute delle gengive della donna. Gli articoli su gengive che sanguinano e gengivite spiegano il problema in generale; qui vediamo quali domande cambiano quando si è in gravidanza e quali conclusioni non autorizzano le fonti disponibili.
Perché le gengive possono cambiare durante la gravidanza?
La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) descrive una maggiore suscettibilità delle gengive all’infiammazione durante la gravidanza, in relazione ai cambiamenti ormonali.1 La gengivite già presente può accentuarsi.1 Ciò non significa che gli ormoni producano da soli la stessa condizione in tutte le donne: nella spiegazione della SIdP restano importanti anche placca e tartaro, cioè i fattori che partecipano alle malattie gengivali.1
La parola «gengive» comprende però situazioni diverse. Un aumento del sanguinamento notato durante lo spazzolamento può essere il primo fatto che una persona racconta; capire se si tratta di infiammazione limitata alle gengive, di un problema precedente o di altro richiede una valutazione.1 Non è utile assegnarsi una diagnosi confrontando fotografie online o contando quante volte compare sangue sullo spazzolino.
Anche la storia precedente conta. Se prima della gravidanza era già stata diagnosticata una malattia gengivale, il nuovo sanguinamento non si interpreta come se partisse da zero. La SIdP osserva che una gengivite preesistente può peggiorare e che una parodontite già presente merita particolare attenzione.1 Portare al dentista questa informazione aiuta a porre la domanda corretta.
Sanguinamento significa sempre «gengivite della gravidanza»?
No. Il periodo gestazionale può rendere più probabile notare infiammazione gengivale, ma il sanguinamento è un segno, non il nome di una malattia.1 La guida generale sulle gengive che sanguinano spiega le cause possibili e il valore della valutazione; non tutti quei passaggi devono essere ripetuti qui.
La stessa SIdP distingue gengivite e parodontite: nella prima l’infiammazione riguarda le gengive, mentre la seconda coinvolge anche i tessuti che sostengono i denti.1 2 Il confine non si decide guardando il colore delle gengive. Né una foto né il fatto di essere in gravidanza permettono di concludere che si tratti dell’una o dell’altra.
La distinzione serve a evitare due errori opposti. Il primo è ignorare il sanguinamento perché «in gravidanza è normale». Il secondo è leggere un episodio di sanguinamento come prova di parodontite. In entrambi i casi si sta facendo una diagnosi senza gli elementi necessari. Una valutazione odontoiatrica può chiarire la situazione senza partire da un’etichetta scelta a casa.
Se esisteva già una parodontite, che cosa cambia?
Chi ha ricevuto una diagnosi di parodontite prima della gravidanza possiede un’informazione da condividere con il proprio odontoiatra. La SIdP segnala che una parodontite preesistente può aggravarsi durante la gravidanza.1 Questa possibilità non equivale a una previsione individuale né definisce un trattamento valido per tutte.
È utile distinguere fra il problema presente nella bocca e le domande sullo sviluppo della gravidanza. La salute gengivale della donna merita attenzione per sé. Parlare di parodontite non autorizza a dire che una terapia odontoiatrica garantirà un certo esito del parto. La gestione di una condizione già nota, gli eventuali controlli e il coordinamento con gli altri curanti si definiscono sulla situazione individuale, non in un articolo informativo.
L’articolo sulla gengivite spiega la forma superficiale; la pagina sui trattamenti parodontologici dello Studio descrive il servizio in generale. Nessuna delle due pagine va letta come un protocollo di cura uguale per tutte le donne in gravidanza.
Che cosa conviene raccontare al dentista?
Una descrizione concreta può essere più utile di un nome scelto da soli: da quando si nota il sanguinamento, se è cambiato rispetto a prima, se compare durante la pulizia dei denti e se esiste una diagnosi gengivale precedente. Questi dettagli non servono a fare un’autovalutazione, ma a spiegare ciò che la persona ha osservato. Il professionista potrà considerare il quadro e discutere con la donna, nel suo percorso di gravidanza, i passaggi appropriati.
Questa pagina non indica farmaci, esami, procedure o un trimestre «giusto» per tutte. Una descrizione generale delle cure non può stabilire che cosa sia appropriato per una persona specifica. La domanda pratica da portare al professionista è quali valutazioni abbiano senso per questa persona e come inserirle nel percorso già seguito con i curanti della gravidanza.
La SIdP osserva che una gengivite preesistente può accompagnarsi a una riduzione dello spazzolamento.1 Il sanguinamento non dovrebbe quindi portare automaticamente a sospendere la pulizia dei denti; le indicazioni di igiene vanno adattate alla situazione e non sostituiscono il chiarimento sulla causa del sanguinamento.
Curare le gengive significa prevenire un parto prematuro?
Non è una promessa che questo articolo possa fare. La domanda sugli esiti ostetrici è diversa da quella sulla salute delle gengive. Una revisione Cochrane pubblicata nel 2017 ha raccolto 15 studi sul trattamento parodontale in gravidanza: 14 riguardavano donne con parodontite già diagnosticata e uno donne con gengivite.3 Negli undici trial che hanno confrontato il trattamento con nessun trattamento non è emersa una chiara differenza nei parti prima della trentasettesima settimana; le prove erano di bassa certezza.3 Il risultato non va esteso automaticamente a chi nota soltanto un sanguinamento gengivale. La ricerca della revisione si fermava al 2016, quindi il dato va letto con il suo limite temporale.
Quella revisione non è una prova che occuparsi delle gengive sia inutile: studiava soprattutto gli esiti della gravidanza, non il miglioramento gengivale come risultato principale.3 Allo stesso modo, l’associazione riportata in alcune ricerche non basta per affermare che la parodontite sia la causa di un esito ostetrico in una donna specifica. Tenere separati questi piani consente di parlare della bocca senza usare il parto come allarme o come promessa di risultato.
Domande frequenti sulle gengive in gravidanza
È normale vedere sangue quando lavo i denti?
La gravidanza può aumentare la suscettibilità delle gengive all’infiammazione, ma il sanguinamento non identifica da solo la causa.1 Se è una novità o un cambiamento rispetto a prima, descriverlo al dentista è più utile che considerarlo automaticamente «normale».
Una gengivite in gravidanza è la stessa cosa della parodontite?
No. La SIdP distingue l’infiammazione gengivale dal coinvolgimento dei tessuti che sostengono i denti.1 2 La differenza per il singolo caso richiede una valutazione, non un confronto di immagini.
Curare le gengive protegge certamente il bambino dal parto prematuro?
Negli undici trial che hanno confrontato trattamento parodontale e nessun trattamento durante la gravidanza, la revisione Cochrane citata non ha trovato una chiara differenza nei parti prima della trentasettesima settimana; le prove erano di bassa certezza.3 Questo limite non toglie importanza alla salute gengivale della donna.
Conclusione: la bocca merita attenzione per sé
I cambiamenti della gravidanza possono rendere le gengive più suscettibili all’infiammazione, ma non spiegano automaticamente ogni sanguinamento.1 Condividere ciò che si osserva e la propria storia gengivale con un odontoiatra aiuta a capire la situazione, senza confondere la salute della bocca con promesse sugli esiti del parto. Per conoscere il percorso parodontologico dello Studio puoi consultare la pagina del servizio; l’eventuale valutazione durante la gravidanza resta individuale.
Autrice: Dott.ssa Daniela Coretti.
Fonti a supporto
- SIdP — Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, apri la fonte, aggiornata 29/05/2026: «Gengivite in gravidanza», differenza con parodontite e contesto della valutazione. Consultata 26/09/2026.
- SIdP, apri la fonte, aggiornata 01/06/2026, e apri la fonte, aggiornata 10/07/2026: definizioni generali usate soltanto per distinguere i due quadri. Consultate 26/09/2026.
- Cochrane, apri la fonte, pubblicata 12/06/2017, ricerca fino a ottobre 2016: 14 studi su donne con parodontite, uno su donne con gengivite; undici trial hanno confrontato trattamento e nessun trattamento per l’esito parto prima di 37 settimane, con prove di bassa certezza. Consultata 26/09/2026.

