Il mal di denti non è una malattia: è un sintomo, e sotto quel nome unico si nascondono origini diverse, ognuna con un percorso di cura diverso. Il Manuale MSD, l’enciclopedia medica pubblicata anche in una versione dedicata ai pazienti, lo descrive come un problema comune, in particolare nelle persone con scarsa igiene orale,1 e precisa che il dolore può essere costante oppure comparire in seguito a uno stimolo, per esempio il calore, il freddo, una bevanda o un cibo dolce, la masticazione, lo spazzolamento.2 Non è un elenco di rimedi: davanti a un dolore in corso la cosa più utile che posso mettere per iscritto è da dove viene, perché è l’origine, e non l’intensità, a decidere la cura. Vediamo da che cosa dipende, come cambia a seconda dell’origine, perché a volte sparisce da solo senza che il problema sia risolto e quando non viene affatto dal dente.
Che cos’è il mal di denti e perché non è una diagnosi?
Quando qualcuno mi dice “ho mal di denti” mi sta descrivendo un’esperienza, non una patologia. La terapia, però, non si decide sul dolore: si decide su ciò che lo produce. Il primo elemento che orienta è il modo in cui il dolore compare, costante oppure legato a uno stimolo,2 perché già questa differenza separa quadri clinici lontani fra loro. Il secondo è statistico: secondo il Manuale MSD la maggior parte dei mal di denti è dovuta a carie o alle relative complicanze, come la pulpite o un ascesso.3 Dietro al sintomo, quindi, c’è quasi sempre una storia cominciata molto prima del dolore.
Quali sono le cause più comuni del mal di denti?
Il Manuale MSD elenca come cause più comuni la carie, la pulpite, cioè l’infiammazione della polpa dentaria, l’ascesso periapicale, il trauma e il dente del giudizio che si fa spazio attraverso il tessuto gengivale, causando pericoronite.4 Il trauma, precisa la stessa fonte, include denti fratturati o lussati.39 Le prime tre non sono voci indipendenti: i mal di denti insorgono di norma in seguito a carie e relative conseguenze, come la pulpite e l’ascesso,5 cioè possono essere tre momenti dello stesso percorso, dal più superficiale al più profondo. Alla carie, che sta all’inizio della catena, ho dedicato un approfondimento su che cos’è la carie e come si forma; dell’ascesso, che ne è l’esito possibile, ho scritto nella guida sull’ascesso dentale.
Il trauma è la causa che i pazienti dimenticano più spesso. Un trauma ai denti può danneggiare la polpa e causare pulpite, un ascesso apicale e a volte una discromia del dente, cioè un cambiamento di colore, e queste conseguenze possono comparire poco dopo l’evento oppure addirittura dopo decenni.6 È il motivo per cui, davanti a un dolore senza causa evidente, chiedo sempre se c’è stato un colpo, anche molti anni prima.
Le età estreme fanno storia a sé. Nei primi anni di età l’eruzione dei denti durante la fase di dentizione è spesso causa di grande disagio,7 e la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, la indica fra le cause più frequenti di gengive gonfie nei più piccoli.8 Negli anziani il Manuale MSD segnala invece una maggiore predisposizione alle carie della superficie radicolare, di norma per effetto della retrazione gengivale e della secchezza del cavo orale causata dai farmaci.9
Il tipo di dolore dice qualcosa sulla causa?
Sì, e vale la pena conoscerlo: non per arrivare a una diagnosi da soli, che non è possibile, ma per capire che cosa la visita andrà a cercare.
Nella carie il dolore in genere insorge solo in seguito a stimolazione, quindi con il calore, il freddo, una bevanda o un cibo dolce, lo spazzolamento.10 Il Manuale MSD aggiunge un dettaglio prezioso, formulato con prudenza: la polpa, il centro vitale del dente, potrebbe non essere intaccata in modo irreversibile se il dolore si arresta immediatamente eliminando lo stimolo.11 Il condizionale è della fonte, ed è un indizio favorevole, non una garanzia.
Nella pulpite il rapporto con lo stimolo cambia: a contatto con il caldo o il freddo il dolore può durare un minuto o più,12 e può insorgere anche senza stimolazione.13 Sono due comportamenti diversi da quello della carie, ed è la differenza che la visita va a verificare. Nell’ascesso periapicale entra invece in gioco la pressione: il dente diventa estremamente sensibile alla percussione, la manovra con cui il professionista lo picchietta durante la visita, e alla masticazione.14
Diverso ancora è il caso dell’ipersensibilità dentinale, che viene spesso chiamata mal di denti ma segue un’altra logica. La SIdP la descrive come un dolore acuto e intenso causato da alcuni stimoli esterni:15 la dentina esposta trasmette gli stimoli fisici e chimici alla polpa, che reagisce rendendo i denti sensibili e provocando dolore di varia intensità.16 Qui il tratto distintivo è che il dolore è legato a uno stimolo, non spontaneo e persistente. Ne ho scritto nell’approfondimento sui denti sensibili.
Il confine fra questi quadri, però, non si traccia a casa: è la stessa SIdP a ricordare che serve una visita specialistica odontoiatrica per individuare le possibili cause dell’ipersensibilità e diagnosticare la presenza di difetti dello smalto, carie, fratture dentali, retrazioni gengivali, faccette da usura o abrasioni ed erosioni al colletto.17
Perché a volte un dolore forte sparisce da solo?
È la domanda che ricevo più spesso, ed è la parte più insidiosa di tutta la storia. Il Manuale MSD la spiega in due frasi che vanno lette insieme: l’infiammazione della polpa può causarne la necrosi e, in caso di necrosi della polpa, il dolore cessa per alcune ore o settimane;18 ma si ripresenta in seguito, quando il tessuto che circonda il dente si infiamma, cioè con una parodontite apicale, che nonostante il nome è cosa diversa dalla parodontite di cui parlo più avanti, oppure se si forma del pus, cioè un ascesso.19
Tradotto: il dolore può essersi spento perché la polpa ha smesso di funzionare, non perché il dente sia guarito. È il momento in cui l’appuntamento viene disdetto, ed è invece il momento in cui la visita serve di più. Sul seguito la SIdP è netta: l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa solamente esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi per la salute dei denti e dell’organismo.20 Di che cosa accade da quel punto in avanti ho scritto nella guida sull’ascesso dentale.
Il mal di denti viene sempre dal dente?
No, e questa è la seconda sorpresa del tema.
La causa non dentale più frequente è la sinusite: il dolore che provoca è spesso erroneamente percepito come proveniente dai denti superiori vicini al seno paranasale, in particolare se insorge quando la persona è raffreddata o lo è stata di recente,21 e compare accanto a naso chiuso, secrezioni nasali, mal di testa frontale e riduzione del senso dell’olfatto.22 La relazione funziona anche al contrario, perché per la SIdP il mal di denti e i problemi dentali possono essere una conseguenza, ma anche una causa della sinusite,23 e in quel caso si parla di sinusite mascellare odontogena o secondaria.24 Le due direzioni non hanno però lo stesso peso: il Manuale MSD precisa che le infezioni dentali raramente causano sinusite, mentre quest’ultima può causare un dolore che sembra provenire dai denti.25
Un secondo caso è il bruxismo, il disturbo caratterizzato dal digrignare i denti o serrarli, spesso in modo inconsapevole.26 Fra i suoi effetti la SIdP elenca i dolori muscolari, perché i muscoli coinvolti nella masticazione, come il massetere, possono risultare affaticati o dolenti,27 e insieme una maggiore frequenza di fratture, sia dei denti sia delle otturazioni o delle corone.28 Qui il dolore può nascere fuori dal dente oppure dentro, ma la spinta che lo genera è la stessa.
Esiste infine l’equivoco inverso, un problema della bocca attribuito ad altro: la SIdP osserva che in molti casi la parodontite viene confusa con mal di testa o problemi mandibolari.29
Che cos’è la pericoronite, il dolore del dente del giudizio?
È la quinta voce dell’elenco delle cause comuni,4 ed è quella che manda in studio molti ventenni. La SIdP la definisce come un’infiammazione dei tessuti che circondano la corona dentaria, generalmente causata da un’anomala o parziale eruzione del dente, in particolare dei terzi molari, cioè i denti del giudizio.30
Del quadro clinico che ne deriva ho scritto nell’approfondimento sull’ascesso gengivale, dove il versante gengivale del dolore è trattato per esteso. Qui mi interessa la collocazione: il dolore del dente del giudizio ha una causa propria e, come le altre origini viste finora, si porta a un professionista invece che sopportato.
Si può avere un problema serio senza sentire dolore?
Sì, ed è il rovescio esatto della sezione precedente. Molto spesso la parodontite non ha sintomi evidenti e perciò può insorgere e progredire in maniera silente:31 è la SIdP a dirlo, ed è la ragione per cui la parodontite si presenta raramente con un mal di denti. Quando poi qualcosa si fa sentire siamo già avanti, perché fra i sintomi che si aggiungono con l’aggravarsi della malattia la SIdP indica la difficoltà nel mordere e masticare cibi consistenti, per effetto della mobilità dei denti:32 non è il dolore acuto che porta in studio d’urgenza, è un fastidio funzionale che si tende a tollerare.
Messi accanto, il dolore che sparisce e la malattia che non fa male dicono la stessa cosa: il dolore non è il termometro della gravità. Della cura dei tessuti di sostegno si occupa la parodontologia, mentre del segnale localizzato che invece fa male ho scritto nell’approfondimento su infezione alle gengive e ascesso gengivale.
Perché il mal di denti non si gestisce in casa?
Perché il sollievo ottenuto senza una diagnosi non tocca l’origine del problema, e perché da casa non è possibile sapere quale delle origini viste finora sia la propria. Il criterio è quello del Manuale MSD: le persone con mal di denti devono consultare un dentista.33 Alla stessa conclusione arriva la SIdP parlando di gonfiore gengivale, con una formula che vale per l’intero tema: solo con la diagnosi corretta del problema si può pianificare un intervento.34
C’è poi un motivo più serio, che riporto con misura. Fra le complicanze delle infezioni dentali il Manuale MSD nomina la trombosi del seno cavernoso e l’angina di Ludwig, e scrive che possono essere letali e richiedono un intervento immediato;35 nella sintesi della stessa pagina, però, la proporzione è dichiarata, perché un’infezione dentale che si è diffusa al pavimento della bocca o al seno cavernoso è una complicanza molto rara, ma grave, che richiede immediata attenzione.36 Molto rara: è un evento eccezionale, non l’esito atteso di un mal di denti. Il punto non è la paura: è che i segni di un’infezione che si sta estendendo non si riconoscono da soli, ed è questa la ragione per cui un mal di denti si porta a un professionista invece di aspettare che passi.
Sul fai-da-te la posizione della SIdP è esplicita: il suo presidente Mario Aimetti osserva che tanti ancora si affidano a rimedi casalinghi, dal cambio di dentifricio alle vitamine o alle terapie omeopatiche, che spesso però non risolvono la situazione, rischiando che le condizioni della bocca peggiorino.37 Quale farmaco, quando e per quanto tempo è del resto una decisione clinica che si prende sul singolo paziente, dopo la diagnosi.
Domande frequenti sul mal di denti
Il mal di denti può passare da solo?
Il dolore può cessare, ma non è la stessa cosa. Il Manuale MSD spiega che l’infiammazione della polpa può causarne la necrosi e che, in caso di necrosi della polpa, il dolore cessa per alcune ore o settimane,18 per poi ripresentarsi quando il tessuto che circonda il dente si infiamma o se si forma del pus.19 La scomparsa del dolore può quindi segnalare che la polpa ha smesso di funzionare, non che il dente sia guarito. Sull’ascesso la SIdP è netta: non passa da solo, e temporeggiare espone a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi.20
Il mal di denti può dipendere dalla sinusite?
Sì, ed è un’evenienza frequente: il dolore della sinusite è spesso erroneamente percepito come proveniente dai denti superiori vicini al seno paranasale, soprattutto se insorge quando la persona è raffreddata o lo è stata di recente,21 e compare insieme a naso chiuso, secrezioni nasali, mal di testa frontale e riduzione dell’olfatto.22 Il Manuale MSD precisa che le infezioni dentali raramente causano sinusite, mentre quest’ultima può causare dolore che sembra venire dai denti.25 Esiste comunque anche la direzione opposta, che la SIdP chiama sinusite mascellare odontogena o secondaria.24
Il dolore ai denti può dipendere dal digrignare o serrare i denti?
Può contribuire. La SIdP descrive il bruxismo come il disturbo caratterizzato dal digrignare i denti o serrarli, spesso in modo inconsapevole,26 e fra i suoi effetti indica i dolori muscolari, perché i muscoli della masticazione come il massetere possono risultare affaticati o dolenti,27 oltre a una maggiore frequenza di fratture, sia dei denti sia delle otturazioni o delle corone.28 Sono due meccanismi distinti, uno muscolare e uno dentale, e distinguerli richiede una valutazione clinica.
Se non ho mal di denti, vuol dire che denti e gengive sono sani?
No, ed è il punto più importante dell’articolo. La SIdP scrive che molto spesso la parodontite non ha sintomi evidenti e perciò può insorgere e progredire in maniera silente,31 e che la difficoltà nel mordere e masticare cibi consistenti compare più tardi, per effetto della mobilità dei denti.32 L’assenza di dolore non è una diagnosi di salute: è il motivo per cui esistono i controlli periodici.
Conclusione: il dolore è un’informazione, non una diagnosi
Il mal di denti è un sintomo con molte origini possibili, e la maggior parte dei casi è dovuta a carie o alle sue complicanze, come la pulpite o un ascesso.3 Il modo in cui si presenta, costante oppure legato a uno stimolo, offre un primo orientamento,2 ma la distinzione fra i quadri la fa la visita, perché cause molto diverse possono manifestarsi allo stesso modo.17 E i due casi che ingannano di più sono opposti fra loro: il dolore forte che sparisce quando la polpa va in necrosi18 e la parodontite che avanza in silenzio senza fare male.31 Mi piace la formula con cui la SIdP chiude il suo articolo sui denti sensibili, perché li riassume entrambi: qualsiasi segnale di dolore o di fastidio ci mandi il nostro sistema nervoso merita la nostra attenzione, è un campanello di allarme.38
Se hai un dolore che compare solo con il caldo o il freddo, un dolore che arriva senza motivo, un dente che fa male masticando o un fastidio passato da solo che ti ha lasciato il dubbio, prenota una visita presso lo Studio Odontoiatrico Dott.ssa Daniela Coretti a Roma Prati per una valutazione personalizzata. Se il dolore è in corso, puoi anche telefonare direttamente allo studio al 06 3972 9759.
Articolo a cura e revisione clinica della Dott.ssa Daniela Coretti (Odontoiatra, Albo di Roma n. 2793).
Fonti a supporto
Le affermazioni cliniche di questo articolo provengono da due enti: il Manuale MSD, enciclopedia medica pubblicata anche in una versione dedicata ai pazienti, attraverso la sua pagina dedicata al mal di denti; la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), il principale ente scientifico italiano di riferimento per la salute di gengive e denti, attraverso il portale informativo gengive.org. Per ogni numero, il link apre la fonte già evidenziata sul passaggio esatto.
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», revisione completa gennaio 2024, ultimo aggiornamento luglio 2025: «Il mal di denti è un problema comune, in particolare nelle persone con scarsa igiene orale.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti»: «Il dolore può essere costante e/o avvertito in seguito a stimolazione (calore, freddo, bevanda o cibo dolce, masticazione, spazzolamento).» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sezione «Punti principali»: «La maggior parte dei mal di denti è dovuta a carie o alle relative complicanze (come la pulpite o un ascesso).» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sezione «Cause», dove la pagina rende le voci come elenco puntato: «Le cause più comuni del mal di denti sono», seguito da «Carie», «Pulpite», «Ascesso periapicale», «Trauma», «Dente del giudizio che si fa spazio attraverso il tessuto gengivale (causando pericoronite)». apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti»: «I mal di denti insorgono di norma in seguito a carie e relative conseguenze, come la pulpite e l’ascesso.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti»: «Il trauma ai denti può danneggiare la polpa e causare pulpite, un ascesso apicale e a volte discromia del dente, che può iniziare poco dopo l’evento o addirittura dopo decenni.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti»: «Nei primi anni di età, l’eruzione dei denti durante la fase di dentizione è spesso causa di grande disagio.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare», aggiornamento 13/06/2024: «nei più piccoli una delle cause più frequenti delle gengive gonfie è l’eruzione dei denti, cioè il momento in cui il dente da latte spunta nella bocca.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sezione «Informazioni essenziali per gli anziani»: «Le persone anziane sono maggiormente soggette a carie della superficie radicolare, di norma a causa della recessione gengivale e della bocca secca causata da farmaci.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sulla carie: «Il dolore in genere insorge solo in seguito a stimolazione: calore, freddo, bevanda o cibo dolce, spazzolamento.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sulla carie: «La polpa, il centro vitale del dente, potrebbe non essere intaccata in modo irreversibile se il dolore si arresta immediatamente eliminando lo stimolo.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sulla pulpite: «A contatto con il caldo o il freddo, il dolore può durare un minuto o più.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sulla pulpite: «Il dolore può insorgere anche senza stimolazione.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sull’ascesso periapicale: «Il dente è estremamente sensibile al contatto con lo specillo o l’abbassalingua metallico (percussione) e alla masticazione.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Cosa fare quando anche i denti sentono il freddo», aggiornamento 13/06/2024: «L’ipersensibilità dentinale si manifesta come un dolore acuto e intenso causato da alcuni stimoli esterni.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Cosa fare quando anche i denti sentono il freddo»: «Essa trasmette alla polpa gli stimoli fisici e chimici, ad esempio l’assunzione di bevande o cibi freddi, caldi o acidi, la masticazione, lo spazzolamento o anche la terapia parodontale: la polpa reagisce rendendo i denti sensibili, provocando dolore di varia intensità.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Cosa fare quando anche i denti sentono il freddo»: «È importante effettuare una visita specialistica odontoiatrica per individuare le possibili cause dell’ipersensibilità e diagnosticare la presenza di difetti dello smalto, carie, fratture dentali, recessioni gengivali, faccette da usura o abrasioni ed erosioni al colletto.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sulla pulpite: «L’infiammazione della polpa può causarne la necrosi. In caso di necrosi della polpa, il dolore cessa per alcune ore o settimane.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sulla pulpite: «Si ripresenta in seguito quando il tessuto che circonda il dente si infiamma (parodontite apicale) o se si forma del pus (ascesso).» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Ascesso parodontale: perché si forma e come si cura», aggiornamento 13/06/2024: «Appena individuati segni e sintomi dell’ascesso è essenziale recarsi dal proprio odontoiatra o medico di riferimento: è bene sapere che l’ascesso non passa da solo e temporeggiare significa solamente esporsi a possibili rischi e complicanze anche piuttosto gravi per la salute dei denti e dell’organismo.» apri la fonte
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- SIdP (gengive.org), «Gengive gonfie: perché e cosa fare»: «Qualunque sia la causa del gonfiore gengivale l’unica soluzione è quella di recarsi nello studio odontoiatrico ed effettuare una visita. Solo con la diagnosi corretta del problema si può pianificare un intervento che ha come obiettivo di risolvere nel migliore dei modi il gonfiore gengivale.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sezione «Complicanze»: «La trombosi del seno cavernoso e l’angina di Ludwig possono essere letali e richiedono un intervento immediato.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sezione «Punti principali»: «Un’infezione dentale che si è diffusa al pavimento della bocca o al seno cavernoso è una complicanza molto rara, ma grave, che richiede immediata attenzione.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Malattie delle gengive confuse con il mal di testa, ignorate da un italiano su quattro», dichiarazione del presidente SIdP Mario Aimetti: «Tanti ancora si affidano a rimedi ‘casalinghi’, dal cambio di dentifricio alle vitamine o alle terapie omeopatiche che spesso però non risolvono la situazione rischiando che le condizioni della bocca peggiorino.» apri la fonte
- SIdP (gengive.org), «Cosa fare quando anche i denti sentono il freddo»: «Come buona regola è bene ricordare che qualsiasi segnale di dolore o di fastidio ci mandi il nostro sistema nervoso, merita la nostra attenzione: è un campanello di allarme.» apri la fonte
- Manuale MSD (versione per i pazienti), «Mal di denti», sezione «Cause»: «Il trauma include denti fratturati o lussati.» apri la fonte

